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Un milione di passaporti esposti per la vulnerabilita' piu' banale del web
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Un milione di passaporti esposti per la vulnerabilita' piu' banale del web

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1.082.680 documenti accessibili cambiando un ID nell'URL. Nefos ha violato anche l'art. 33 GDPR: notifica oltre il termine delle 72 ore.

Cambiando un numero nell'URL si accedeva al passaporto, all'indirizzo di casa e alle preferenze di consumo cannabis di 1.082.680 utenti. La falla nei sistemi di Nefos Solutions, software gestionale usato dai club cannabis europei, e' stata scoperta dal ricercatore Sammy Azdoufal e ricade nella classe di vulnerabilita' piu' comune del web. Una verifica di autorizzazione dimenticata, in un endpoint API, e quasi un milione di documenti di identita' sono diventati pubblici.

Come e' stata scoperta la falla

Azdoufal ha iscritto la propria identita' a un club cannabis di Barcellona e ha decompilato PuffPal, l'app opzionale che molti club europei usano per velocizzare la gestione degli accessi tramite QR code. Dentro al codice ha trovato una chiave segreta di Stripe in chiaro: il primo segnale che lo sviluppo non rispettava nemmeno le regole base della sicurezza applicativa. Da li' e' emersa una catena di vulnerabilita': gli URL dei documenti di identita' erano pubblici e seguivano una struttura banale, l'admin portal era esposto su internet, le password dei club violabili in pochi minuti con una GPU moderna, e perfino i messaggi privati tra club e iscritti erano leggibili senza autenticazione. Il sistema accumulava 5.000 nuovi documenti al giorno, e quattro giorni dopo la prima patch Azdoufal ha verificato che il proprio passaporto era di nuovo online. La responsabilita' tecnica dello sviluppo era stata affidata in outsourcing a 9Series, ditta con cui Nefos ha chiuso il rapporto dopo la scoperta.

La vulnerabilita' piu' banale del web

Il meccanismo che ha permesso di estrarre numeri di passaporto, telefoni, email e indirizzi di casa di tutti gli iscritti si chiama IDOR, Insecure Direct Object Reference. Un endpoint API accetta l'ID dell'utente come parametro e restituisce i dati corrispondenti senza verificare se chi fa la richiesta e' autorizzato a vederli. Bastava un comando curl con un ID diverso per leggere il profilo di qualcun altro: nessun exploit, nessun bypass, solo l'incremento di un numero.

IDOR rientra nella categoria Broken Access Control, che secondo OWASP occupa la prima posizione della Top 10 delle vulnerabilita' web 2021: il 94% delle applicazioni testate presenta una qualche forma di controllo degli accessi rotto, con oltre 318.000 occorrenze nei dataset analizzati. Non e' un attacco sofisticato, e' la conseguenza di una verifica dimenticata in fase di sviluppo. Lo stesso tipo di buco che, in scenari diversi, alimenta gli attacchi DDoS contro istituzioni italiane e le campagne di sfruttamento dei dati personali su scala continentale.

GDPR violato due volte

Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) - testo ufficiale EUR-Lex impone al titolare del trattamento di notificare una violazione di dati personali all'autorita' di controllo entro 72 ore dalla conoscenza del fatto, secondo l'articolo 33. Nefos ha risposto al primo report di Azdoufal cinque giorni dopo, e il co-fondatore Andreas Nilsen ha riconosciuto pubblicamente il ritardo. La sanzione prevista dall'articolo 83.4 GDPR per la mancata notifica arriva fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale annuo, quello piu' alto dei due.

L'autorita' competente nel caso Nefos e' l'Irish Data Protection Commission, la stessa che guida l'enforcement GDPR in Europa: ha emesso oltre il 50% delle sanzioni continentali del 2025 e cumula 4,04 miliardi di euro di multe imposte dal 2018, anche se solo 20 milioni sono stati effettivamente incassati a causa dei contenziosi pendenti. Otto delle dieci sanzioni GDPR piu' alte di sempre sono partite da Dublino. Il dossier privacy si intreccia con il quadro piu' ampio dell'azione UE sul digitale, dalle nuove regole sulle piattaforme alla lotta UE alla disinformazione.

Al 10 giugno passaporti e dati personali risultano protetti: Nefos sta spegnendo PuffPal e le API vulnerabili in attesa di una ricostruzione completa, e ha notificato sia le autorita' locali sia l'Irish DPC. Per i circa un milione di iscritti resta pero' il danno gia' fatto: un documento ufficiale incrociato con indirizzo di casa e abitudini di consumo forma un profilo che non si revoca cancellando un account.

Domande frequenti

Come è stata scoperta la vulnerabilità nei sistemi di Nefos Solutions?

La vulnerabilità è stata scoperta dal ricercatore Sammy Azdoufal, che ha analizzato l'app PuffPal e ha individuato una chiave segreta di Stripe in chiaro, segno di scarsa sicurezza. Da lì sono emerse altre falle, tra cui la possibilità di accedere ai dati cambiando semplicemente un numero nell'URL.

In cosa consiste esattamente la vulnerabilità IDOR riscontrata?

La vulnerabilità IDOR (Insecure Direct Object Reference) permette di accedere ai dati di altri utenti semplicemente modificando l'ID nell'URL, senza alcuna verifica di autorizzazione. Questo tipo di errore rientra nella categoria Broken Access Control, la più comune secondo OWASP.

Quali dati personali degli utenti sono stati esposti a causa della falla?

Sono stati esposti documenti di identità come passaporti, indirizzi di casa, numeri di telefono, email e perfino preferenze di consumo di cannabis di oltre un milione di utenti iscritti ai club gestiti tramite Nefos Solutions.

Come ha reagito Nefos Solutions alla scoperta della vulnerabilità?

Nefos ha risposto alla segnalazione dopo cinque giorni, riconoscendo pubblicamente il ritardo, e ha chiuso il rapporto con la ditta di sviluppo responsabile. Successivamente ha notificato le autorità competenti e sta disabilitando le API vulnerabili in attesa di una ricostruzione completa.

Quali conseguenze legali rischia Nefos Solutions per la violazione del GDPR?

Secondo l'articolo 33 del GDPR, la mancata notifica entro 72 ore può comportare sanzioni fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale annuo. L'autorità competente, l'Irish Data Protection Commission, ha già emesso numerose sanzioni simili in passato.

I dati degli utenti sono ora al sicuro?

Al 10 giugno, Nefos ha protetto i dati personali e sta spegnendo le applicazioni e API vulnerabili, notificando le autorità. Tuttavia, il danno già subito dagli utenti non può essere annullato semplicemente cancellando un account.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 15:16

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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