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Sei università nepalesi unite per attirare 10.000 studenti stranieri
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Sei università nepalesi unite per attirare 10.000 studenti stranieri

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Il Nepal attrae 1.500 studenti stranieri l'anno ma ne invia oltre 100.000 all'estero. Sei atenei uniti per invertire il trend entro il 2029.

In Nepal 1.500 studenti stranieri si iscrivono ogni anno nelle università locali. L'obiettivo dichiarato da sei atenei nepalesi è portare quel numero a 10.000 entro tre anni, una crescita di quasi sette volte che trasformerebbe il paese in una destinazione riconoscibile per l'istruzione superiore nel Sud Asia.

Sei università per un obiettivo condiviso

La conferenza "Nepal's Readiness for Internationalising Higher Education", organizzata da StudyInNepal in collaborazione con Tribhuvan University, ha riunito per la prima volta sei atenei nepalesi attorno a un piano di internazionalizzazione. Hanno partecipato Kathmandu University, Pokhara University, Purbanchal University, Lumbini Buddhist University e Rajarshi Janak University, insieme a ex ministri dell'istruzione e rappresentanti governativi.

Bikalp Raj Pokhrel, cofondatore di StudyInNepal.com e vicepresidente della Educational Consultancy Association of Nepal, ha indicato un percorso a due velocità: «Con un maggior coinvolgimento universitario, i numeri potrebbero realisticamente crescere a 3.000 nel breve termine. Con riforme politiche favorevoli, il potenziale è di 10.000 studenti entro i prossimi tre anni

Il contesto normativo è già cambiato. La riforma di governance avviata dal governo nepalese introduce visti multi-ingresso fino a cinque anni per studenti e ricercatori stranieri, uno degli ostacoli più segnalati da chi valutava il Nepal come destinazione accademica.

Il paradosso: 75 nepalesi all'estero per ogni studente straniero

I numeri rendono l'ambizione tanto concreta quanto difficile. Secondo i dati di ICEF Monitor, nell'ultimo anno fiscale il Nepal ha rilasciato circa 112.595 nulla osta (NOC) per studi all'estero. Con 1.200-1.500 studenti internazionali in entrata nello stesso periodo, il rapporto è di circa 75 a 1: per ogni straniero che arriva, 75 nepalesi partono.

Il tasso di mobilità studentesca in uscita del Nepal è tra i più alti al mondo: circa il 19% degli iscritti all'istruzione superiore studia fuori dai confini nazionali, contro l'1,3% dell'India e l'1,9% della Cina. Il Giappone da solo ospita oltre 34.000 studenti nepalesi, mentre Canada, Australia, Regno Unito e Stati Uniti ne assorbono decine di migliaia complessivamente.

Portare l'inbound a 10.000 studenti ridurrebbe il divario senza eliminarlo: il Nepal resterebbe un esportatore netto di capitale umano accademico. L'obiettivo strategico reale è costruire un'identità accademica internazionale basata su nicchie specifiche che non competono con le università di Singapore o dei Paesi Bassi, ma con un'offerta che nessun altro paese può replicare con la stessa autenticità geografica e culturale.

Buddhismo, glaciologia e medicina: i cinque filoni strategici

La strategia individua cinque aree accademiche ad alto potenziale differenziante per il Nepal:

  • Studi buddisti e yoga: Lumbini Buddhist University attira già studenti dalla Cina, con una domanda strutturale dai paesi a maggioranza buddista
  • Medicina accessibile: Tribhuvan University iscrive studenti dagli stati indiani di Uttar Pradesh e Bihar grazie al confine aperto; Kathmandu University riceve studenti anche da Maldive e Sri Lanka
  • Glaciologia himalayana: Tribhuvan University ha avviato un focus specifico sugli studi glaciali, tema con crescente risonanza internazionale per il cambiamento climatico
  • Sostenibilità e apprendimento esperienziale: il Nepal attrae già volontari europei attraverso programmi di scambio culturale attivi da anni
  • Scienze di montagna e life skills: università emergenti come Narmaya Yog University sono considerate ad alto potenziale per la formazione legata all'ambiente himalayano

I segnali di mercato esistono già. Kathmandu University registra circa il 12% di laureati internazionali, percentuale significativa in un contesto dove la media del paese è quasi zero. I mercati target identificati comprendono India settentrionale, paesi a maggioranza buddista, Africa, Europa e la diaspora nepalese nel mondo.

Con i visti multi-ingresso in vigore e sei atenei che coordinano l'offerta per la prima volta, le condizioni strutturali sono più solide rispetto al passato. La variabile aperta è il tempo: costruire una reputazione accademica internazionale richiede decenni, non tre anni. Il piano avviato a maggio 2026 è però il primo tentativo coordinato di farlo - e il rapporto 75:1 tra outbound e inbound lascia margini di miglioramento difficilmente replicabili altrove.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo delle sei università nepalesi riguardo agli studenti stranieri?

Le sei università mirano ad aumentare il numero di studenti stranieri iscritti in Nepal da circa 1.500 a 10.000 entro tre anni, trasformando il paese in una destinazione accademica riconosciuta nel Sud Asia.

Quali sono le principali aree accademiche su cui il Nepal intende puntare per attrarre studenti internazionali?

Le aree strategiche individuate sono studi buddisti e yoga, medicina accessibile, glaciologia himalayana, sostenibilità e apprendimento esperienziale, e scienze di montagna e life skills.

Quali cambiamenti normativi facilitano ora l'ingresso di studenti stranieri nelle università nepalesi?

Il governo nepalese ha introdotto visti multi-ingresso della durata fino a cinque anni per studenti e ricercatori stranieri, rimuovendo uno dei principali ostacoli segnalati da chi considerava il Nepal come meta di studi.

Perché il rapporto tra studenti nepalesi all'estero e studenti stranieri in Nepal è considerato problematico?

Attualmente, per ogni studente straniero che arriva in Nepal, 75 studenti nepalesi scelgono di studiare all'estero, rendendo il Nepal uno dei paesi con il più alto tasso di mobilità in uscita e un esportatore netto di capitale umano accademico.

Quali mercati internazionali sono considerati prioritari per l'attrazione di studenti in Nepal?

I mercati target includono l'India settentrionale, paesi a maggioranza buddista, Africa, Europa e la diaspora nepalese nel mondo.

Quanto tempo è stimato necessario per costruire una reputazione accademica internazionale per le università nepalesi?

Sebbene il piano sia triennale, la costruzione di una reputazione accademica internazionale è un processo che richiede decenni, secondo quanto indicato nell'articolo.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 07:23

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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