Il senatore Roberto Marti (Lega), presidente della commissione Cultura, Istruzione e Sport di Palazzo Madama, ha detto che la riforma del calcio è «obiettivo di legislatura». La dichiarazione è arrivata durante il panel dedicato allo sport nell'ambito dell'evento della Lega «A tua difesa». Marti ha collegato la necessità dell'intervento a due elementi: la crescente presenza di calciatori stranieri nelle rose della Serie A e l'assenza di un «vivaio realmente forte» in grado di produrre giocatori italiani per le nazionali del futuro.
In Senato l'esame congiunto di tre ddl
L'iter parlamentare è già avviato. Dal 2 luglio 2026 la commissione Cultura del Senato ha in esame congiunto tre disegni di legge: il ddl 1902 di Paolo Marcheschi (Fratelli d'Italia) su «disposizioni in materia di sistema calcistico italiano», il ddl 1973 di Andrea Paganella (Lega) per il rilancio del sistema sportivo italiano e il ddl 1980 di Marco Pirondini (Movimento 5 Stelle) sulla riforma del calcio con delega al Governo. Marti figura come presidente e relatore. La misura più discussa è il prelievo del 2% sulla raccolta complessiva delle scommesse relative a eventi organizzati dalla FIGC e dalle leghe affiliate, sia sui punti fisici sia online. Il gettito stimato è di circa 230 milioni di euro annui a favore della federazione a partire dal 2027. Una quota pari al 30% delle risorse è destinata alla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e a progetti sociali contro l'abbandono sportivo. Sul piano dei contenuti, il testo Marcheschi prevede inoltre un tetto ai compensi dei procuratori sportivi e incentivi fiscali dedicati ai settori giovanili.
Il quadro di partenza: pochi italiani in campo
Il richiamo del senatore al «vivaio» si appoggia su un dato ormai stabile. In Serie A la quota di calciatori stranieri ha superato il 67% delle rose, mentre i giocatori italiani si fermano intorno al 30% del totale. Il minutaggio effettivo è ancora più contenuto: circa il 35% dei minuti giocati va a calciatori azzurri, una percentuale sensibilmente più bassa rispetto a Francia, Spagna e Germania. Sul fronte dei ricavi decennali generati dalla vendita di calciatori formati in casa l'Italia figura in ultima posizione tra i grandi mercati europei, con soltanto due settori giovanili (Atalanta e Juventus) nella top 50 mondiale.
Il precedente istituzionale citato da Marti è la legge di riforma dello sport del 2019, portata avanti da Giancarlo Giorgetti quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport. Quel testo ha ridisegnato il rapporto tra CONI e Sport e Salute Spa, senza però intervenire sulla governance specifica del calcio. La XIX legislatura scade in via ordinaria nell'ottobre 2027: il margine di «dieci mesi utili» indicato dal senatore coincide con la finestra parlamentare che precede la fase pre-elettorale. Al Senato sono in corso le audizioni dei rappresentanti della FIGC sui tre disegni di legge.
Domande frequenti
Quali sono gli obiettivi principali della riforma del calcio promossa dalla commissione Cultura del Senato?
La riforma mira a rafforzare il settore giovanile italiano, limitare l'eccessiva presenza di calciatori stranieri in Serie A e rilanciare il sistema calcistico nazionale attraverso nuove regole organizzative e incentivi fiscali.
Quali sono i principali disegni di legge attualmente in esame per la riforma del calcio?
Sono tre i ddl all'esame congiunto: il ddl 1902 di Marcheschi sul sistema calcistico italiano, il ddl 1973 di Paganella per il rilancio dello sport italiano e il ddl 1980 di Pirondini che prevede una delega al Governo per la riforma del calcio.
In cosa consiste la misura del prelievo del 2% sulle scommesse sportive?
La proposta prevede un prelievo del 2% sulla raccolta complessiva delle scommesse relative a eventi FIGC e leghe affiliate, sia fisiche sia online, con un gettito stimato di circa 230 milioni di euro annui a favore della federazione.
Come verranno utilizzate le risorse derivanti dal prelievo sulle scommesse?
Il 30% delle risorse sarà destinato a prevenire il gioco d'azzardo patologico e a finanziare progetti sociali contro l'abbandono sportivo, mentre il resto andrà alla federazione calcistica.
Quali sono le principali criticità evidenziate riguardo la presenza di calciatori italiani in Serie A?
Solo il 30% dei giocatori in Serie A sono italiani e il loro minutaggio effettivo è intorno al 35%, dati inferiori rispetto ad altri grandi campionati europei. Ciò limita la formazione di talenti nazionali e la competitività delle nazionali italiane.
Quando si prevede il completamento dell'iter della riforma del calcio?
Il senatore Marti ha dichiarato che l'obiettivo è completare l'iter entro la fine della XIX legislatura, prevista nell'ottobre 2027, sfruttando i circa dieci mesi disponibili prima della fase pre-elettorale.