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Epatite A a Napoli, 50 ricoveri in 15 giorni al Cotugno: «Abbiamo finito i letti»
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Epatite A a Napoli, 50 ricoveri in 15 giorni al Cotugno: «Abbiamo finito i letti»

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L'allarme dell'infettivologa Carannante: numeri ben oltre la media, pazienti sulle barelle. Raccomandati vaccino e misure igieniche per contenere la diffusione

L'emergenza al Cotugno: i numeri che preoccupano

Cinquanta pazienti ricoverati in appena quindici giorni. Non è una statistica ordinaria, e chi lavora nelle corsie dell'ospedale Cotugno di Napoli, il principale polo infettivologico del Mezzogiorno, lo sa bene. L'ondata di casi di epatite A che sta investendo il capoluogo campano ha assunto proporzioni tali da mandare in sofferenza un reparto abituato a gestire emergenze di ogni tipo.

A lanciare l'allarme è la dottoressa Carannante, infettivologa del Cotugno, che non usa giri di parole: «Siamo preoccupati. Abbiamo finito i letti». Una dichiarazione che fotografa una situazione al limite, con pazienti costretti sulle barelle in attesa di un posto letto che, semplicemente, non c'è. Il numero di ricoveri è nettamente superiore alla media stagionale, un dato che ha spinto i vertici della struttura ospedaliera a valutare misure straordinarie per far fronte all'afflusso.

Stando a quanto emerge, la concentrazione di casi in un arco temporale così ristretto non ha precedenti recenti nella città partenopea. L'epatite A, infezione virale che colpisce il fegato e si trasmette per via oro-fecale, tipicamente attraverso acqua o alimenti contaminati, tende a manifestarsi con focolai circoscritti. Ma cinquanta ricoveri in due settimane suggeriscono una circolazione del virus ben più ampia di quanto i soli dati ospedalieri lascino intuire.

Sintomi e decorso: cosa segnalano i medici

I pazienti arrivano al pronto soccorso del Cotugno presentando un quadro clinico piuttosto riconoscibile. Come sottolineato dalla dottoressa Carannante, i sintomi prevalenti sono ittero, la caratteristica colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari, e astenia marcata, una spossatezza profonda che in molti casi impedisce le normali attività quotidiane.

L'epatite A, a differenza delle forme B e C, non cronicizza. Nella grande maggioranza dei casi il decorso porta alla guarigione completa nell'arco di alcune settimane. Questo però non significa che sia una patologia da sottovalutare:

  • Nei soggetti anziani o con patologie epatiche preesistenti può avere un decorso grave
  • La fase acuta richiede spesso il ricovero ospedaliero per il monitoraggio della funzionalità epatica
  • I tempi di recupero possono protrarsi per settimane, con un impatto significativo sulla vita lavorativa e sociale dei pazienti

Il fatto che così tanti casi richiedano l'ospedalizzazione indica che il virus sta colpendo anche fasce di popolazione particolarmente vulnerabili.

Prevenzione: vaccino e igiene, le armi a disposizione

Di fronte a un focolaio di queste dimensioni, le autorità sanitarie locali hanno ribadito con forza le raccomandazioni per contenere la diffusione del virus. Due le direttrici principali: vaccinazione e igiene.

Il vaccino contro l'epatite A è sicuro, efficace e disponibile. In Italia non rientra tra le vaccinazioni obbligatorie, ma è raccomandato per i soggetti a rischio e per chi vive in aree dove il virus circola con maggiore intensità. Alla luce dell'emergenza in corso, il consiglio rivolto alla popolazione napoletana è chiaro: vaccinarsi, soprattutto se non si è mai contratta la malattia in passato.

Sul fronte delle misure igieniche, le indicazioni sono quelle classiche ma mai scontate:

  • Lavaggio accurato delle mani, in particolare prima di manipolare alimenti e dopo l'uso dei servizi igienici
  • Consumo di acqua sicura e attenzione alla provenienza e alla cottura dei cibi, specialmente frutti di mare crudi
  • Disinfezione delle superfici in ambienti condivisi

In un'epoca in cui la disinformazione sanitaria corre veloce sui social, è fondamentale affidarsi alle indicazioni delle autorità competenti e dei professionisti. A tal proposito, può essere utile comprendere come riconoscere e combattere la disinformazione: un nuovo strumento della Commissione Europea, specialmente quando si tratta di notizie legate alla salute pubblica.

Una città sotto pressione

La vicenda del Cotugno riaccende i riflettori sullo stato della sanità pubblica campana e sulla capacità delle strutture ospedaliere di assorbire picchi improvvisi di domanda. L'immagine dei pazienti sulle barelle, purtroppo, non è nuova per chi frequenta i pronto soccorso italiani. Ma quando un'emergenza infettiva si innesta su una situazione strutturale già fragile, le conseguenze si amplificano.

Le prossime settimane saranno decisive. Se il trend dei ricoveri non si arresterà, la pressione sul sistema sanitario napoletano rischia di diventare insostenibile. L'auspicio è che le misure di prevenzione, se adottate tempestivamente dalla popolazione, possano rallentare la catena dei contagi. Nel frattempo, il personale del Cotugno continua a lavorare in condizioni che la stessa dottoressa Carannante ha definito critiche.

La questione resta aperta, e Napoli attende risposte concrete.

Pubblicato il: 27 marzo 2026 alle ore 14:44

Domande frequenti

Quali sono i sintomi principali dell'epatite A segnalati dai medici del Cotugno?

I sintomi principali sono l'ittero, ovvero la colorazione giallastra della pelle e degli occhi, e una marcata astenia, cioè una profonda spossatezza che può impedire le normali attività quotidiane.

Perché l'attuale focolaio di epatite A a Napoli è considerato un'emergenza?

Il numero di ricoveri è nettamente superiore alla media stagionale, con cinquanta pazienti ospedalizzati in soli quindici giorni, mettendo in seria difficoltà la disponibilità di posti letto e la capacità di risposta dell’ospedale Cotugno.

Come si trasmette l’epatite A e quali sono i principali fattori di rischio?

L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, spesso attraverso acqua o alimenti contaminati, in particolare frutti di mare crudi. I principali fattori di rischio includono scarsa igiene e il consumo di cibi o acqua non sicuri.

Il vaccino contro l’epatite A è raccomandato per tutti?

Il vaccino è sicuro ed efficace, ed è raccomandato soprattutto ai soggetti a rischio o a chi vive in aree dove il virus circola intensamente, come Napoli durante questo focolaio. In Italia non è obbligatorio, ma fortemente consigliato in situazioni di emergenza.

Quali misure di prevenzione sono consigliate per limitare la diffusione dell’epatite A?

Le principali misure includono il lavaggio accurato delle mani, il consumo di acqua sicura, attenzione alla cottura e provenienza degli alimenti (soprattutto frutti di mare crudi) e la disinfezione delle superfici negli ambienti condivisi.

Quali sono le possibili conseguenze per la sanità pubblica napoletana se l’emergenza non rientra?

Se il trend dei ricoveri non si arresta, la pressione sul sistema sanitario napoletano potrebbe diventare insostenibile, aggravando ulteriormente le criticità strutturali già presenti e mettendo a rischio la capacità di assistenza agli altri pazienti.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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