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Artico, la torre italiana alle Svalbard misura +1,35°C per decennio
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Artico, la torre italiana alle Svalbard misura +1,35°C per decennio

L'anomalia di +12°C ad aprile e i +3°C nei fiordi confermano il riscaldamento a 1,35°C per decennio. Il 5-7 ottobre a Roma la Conferenza polare.

Le Svalbard hanno chiuso l'aprile 2026 con temperature di 12°C sopra la norma stagionale e acque superficiali del Kongsfjorden a +3°C, invece dei consueti valori intorno allo zero. I dati, raccolti dal team del progetto europeo LIQUIDICE coordinato dall'Istituto di scienze polari del CNR, saranno al centro della Conferenza nazionale polare in programma dal 5 al 7 ottobre a Roma.

L'anomalia di aprile in cifre

Il ricercatore CNR-ISP Federico Scoto ha registrato piogge intermittenti per 18 giorni in un mese che normalmente oscilla fra -10 e -15°C. Per quasi due settimane il termometro è rimasto sopra lo zero e l'acqua liquida ha saturato i primi 15-20 centimetri del manto nevoso, formando strati di ghiaccio superficiale che impediscono alle renne di raggiungere il lichene sotto la neve. Nel Kongsfjorden le misure hanno segnato +3°C, contro una media primaverile compresa fra 0 e -0,5°C.

Le stazioni coinvolte sono quelle di Ny-Ålesund, Adventdalen e Hornsund, dove ogni anno arrivano ricercatori italiani, polacchi, norvegesi e francesi. Il team parla di una primavera fra le più calde, imprevedibili e complesse degli ultimi anni, con episodi di pioggia in un'area del pianeta dove per millenni era caduta soltanto neve.

Sette volte più veloce del pianeta

L'anomalia di aprile non è un episodio isolato ma un'accelerazione strutturale. Sulla Terra la temperatura media di superficie cresce di 0,26°C per decennio; l'Artico corre a 0,69°C per decennio secondo il dataset ERA5 del servizio Copernicus Climate Change. Sull'arcipelago norvegese il ritmo è ancora più marcato: fra 1,1 e 1,35°C per decennio dal 1993, secondo i rilievi della torre italiana Amundsen-Nobile.

In pratica le isole si scaldano da quattro a cinque volte più dell'Artico e da sei a sette volte più della media globale. È il tasso di riscaldamento più alto misurato in modo continuativo su qualsiasi terra emersa, e spiega perché anche una perturbazione atlantica di pochi giorni basti a portare acqua liquida oltre il Circolo polare, con effetti a catena sull'albedo, sulla stagione del ghiaccio marino e sulla circolazione dei fiordi.

La torre italiana da 34 metri

La Climate Change Tower di Ny-Ålesund è alta 34 metri ed è operativa dal 2009. Registra a intervalli di pochi secondi temperatura, umidità, vento e radiazione solare, restituendo la serie storica di riferimento per tutto il settore ovest dell'arcipelago. La stazione italiana 'Dirigibile Italia', che la ospita, accoglie ogni anno un centinaio fra ricercatori e tecnici del CNR, dell'ENEA, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale.

L'Italia è presente a Ny-Ålesund dal 1997 con la base 'Dirigibile Italia', coordinata dal CNR-ISP di Bologna e gestita in cooperazione logistica con l'ente norvegese Kings Bay. La continuità delle misure permette di produrre dataset di lungo periodo che nessun satellite può ricostruire con la stessa risoluzione temporale, e che oggi alimentano i modelli europei di previsione climatica polare.

'Oggi osserviamo un Artico profondamente diverso da quello di appena trent'anni fa', spiega Mauro Mazzola del CNR-ISP. La direttrice dell'istituto Giuliana Panieri sintetizza il compito dei prossimi anni: 'La sfida non è più soltanto misurare il cambiamento, ma comprenderne la direzione'.

Cosa aspettarsi a Roma

La nota stampa CNR sulla campagna polare di primavera già a giugno anticipava le cifre che dal 5 al 7 ottobre finiranno sul tavolo della conferenza. Con il Programma di ricerche in Artico italiano fermo a poco più di un milione di euro l'anno, la partita di Roma passa anche dalle risorse per la prossima campagna estiva, che dovrà chiudere il bilancio del ghiaccio marino atteso da Copernicus a settembre. E in parallelo, il bilancio meteorologico dell'estate 2026 in Italia mostra come il segnale artico stia già arrivando anche alle latitudini mediterranee, con estati sempre più lunghe e autunni compressi.

Domande frequenti

Quali sono state le principali anomalie climatiche registrate alle Svalbard nell'aprile 2026?

Nell'aprile 2026 le Svalbard hanno registrato temperature di 12°C sopra la norma stagionale e acque superficiali del Kongsfjorden a +3°C, invece dei consueti valori intorno allo zero. Sono state osservate piogge intermittenti per 18 giorni e il manto nevoso si è saturato d'acqua, fenomeni inusuali per la regione.

Qual è il tasso di riscaldamento misurato dalla torre italiana Amundsen-Nobile alle Svalbard?

Il tasso di riscaldamento misurato dalla torre italiana Amundsen-Nobile alle Svalbard è compreso fra 1,1 e 1,35°C per decennio dal 1993. Questo ritmo è da sei a sette volte superiore alla media globale e rappresenta uno dei più alti registrati su qualsiasi terra emersa.

Quali effetti ha il riscaldamento accelerato sulle Svalbard e sull'ambiente artico?

Il riscaldamento accelera la formazione di strati di ghiaccio che ostacolano l'alimentazione delle renne, modifica la stagione del ghiaccio marino e influenza la circolazione dei fiordi. Inoltre, anche brevi perturbazioni atlantiche possono portare acqua liquida oltre il Circolo polare, con effetti a catena sull'albedo e sugli ecosistemi locali.

Qual è il ruolo della stazione italiana 'Dirigibile Italia' e della Climate Change Tower a Ny-Ålesund?

La stazione italiana 'Dirigibile Italia' ospita la Climate Change Tower, una torre di 34 metri che dal 2009 raccoglie dati climatici fondamentali come temperatura, umidità, vento e radiazione solare. Questa infrastruttura permette di generare serie storiche di dati ad alta risoluzione, utili per i modelli climatici polari europei.

Cosa verrà discusso alla Conferenza nazionale polare di ottobre a Roma?

Alla Conferenza nazionale polare verranno presentati i dati della campagna primaverile alle Svalbard, le nuove anomalie climatiche e le implicazioni per il futuro della ricerca artica. Si discuterà anche delle risorse necessarie per le prossime campagne e dell'impatto del cambiamento artico sulle condizioni meteorologiche in Italia.

In che modo i cambiamenti climatici nell'Artico stanno influenzando il clima italiano?

Il segnale del riscaldamento artico sta già arrivando anche alle latitudini mediterranee, con estati sempre più lunghe e autunni compressi. I dati mostrano che le anomalie artiche hanno effetti anche sul bilancio meteorologico dell'estate in Italia.

Pubblicato il: 15 settembre 2026 alle ore 13:42

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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