- Safety Expo 2026: cosa aspettarsi dalla due giorni di Bergamo
- Il benessere psicosociale come priorità
- Decreto-Legge 159/2025: la tavola rotonda sugli aggiornamenti normativi
- Formazione, crediti e aggiornamento professionale
- Quando il teatro racconta la sicurezza sul lavoro
- Trecento aziende in fiera: il mercato della prevenzione
- Domande frequenti
Safety Expo 2026: cosa aspettarsi dalla due giorni di Bergamo
Segnatevi queste date: 16 e 17 settembre 2026. La Fiera di Bergamo ospiterà Safety Expo 2026, l'evento di riferimento nazionale per chi si occupa di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Organizzato dall'Istituto Informa in collaborazione con Epc editore e diversi partner istituzionali, il salone torna con un programma denso di convegni, seminari tecnici e momenti formativi che promettono di andare ben oltre la consueta rassegna fieristica.
L'edizione 2026 arriva in un momento particolarmente significativo. La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, celebrata lo scorso 28 aprile, ha riacceso i riflettori su un tema che in Italia resta drammaticamente attuale: il numero di infortuni mortali, le malattie professionali emergenti, la necessità di ripensare i modelli organizzativi aziendali. Quest'anno l'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha posto l'accento sul benessere psicosociale, un ambito che fino a pochi anni fa veniva trattato come marginale e che oggi è riconosciuto come pilastro imprescindibile di ogni strategia preventiva.
Non si tratta più soltanto di elmetti e dispositivi di protezione. La sfida si è spostata su un terreno più complesso, dove stress lavoro-correlato, burnout e dinamiche relazionali tossiche rappresentano rischi tanto insidiosi quanto quelli fisici. Safety Expo 2026 sembra voler raccogliere questa sfida.
Il benessere psicosociale come priorità
C'è un filo rosso che attraversa l'intero programma dell'evento bergamasco: la centralità della persona. Il concetto di benessere psicosociale sul lavoro non è più confinato alle pagine dei manuali di psicologia organizzativa, ma entra a pieno titolo nelle strategie aziendali di prevenzione.
Stando a quanto emerge dal programma preliminare, diversi panel saranno dedicati all'analisi dei rischi psicosociali, dalla valutazione dello stress lavoro-correlato, prevista dal D.Lgs. 81/2008, fino alle nuove forme di disagio legate al lavoro ibrido e alla digitalizzazione accelerata. Un tema, quest'ultimo, che si intreccia con la trasformazione più ampia del mercato del lavoro, dove le competenze digitali valgono più della laurea e le figure professionali evolvono a ritmi che la normativa fatica a seguire.
Promuovere ambienti di lavoro sicuri e sostenibili dal punto di vista organizzativo e relazionale non è più un'opzione. È una necessità, economica prima ancora che etica. I dati dell'INAIL parlano chiaro: le denunce per malattie professionali legate a disturbi psichici sono in costante crescita, e il costo dell'assenteismo da stress grava sui bilanci aziendali in misura sempre più rilevante.
Decreto-Legge 159/2025: la tavola rotonda sugli aggiornamenti normativi
Tra gli appuntamenti più attesi della due giorni spicca la tavola rotonda dedicata al Decreto-Legge 159/2025, il provvedimento che ha introdotto significative novità nel quadro della normativa sulla sicurezza sul lavoro in Italia. Un momento di confronto che coinvolgerà esperti del settore, rappresentanti istituzionali e professionisti chiamati a fare i conti quotidianamente con l'applicazione delle nuove disposizioni.
Il decreto, come sottolineato da più parti, ha ridisegnato alcuni aspetti cruciali della disciplina prevenzionistica, intervenendo su obblighi del datore di lavoro, modalità di vigilanza e meccanismi sanzionatori. La tavola rotonda di Safety Expo 2026 rappresenterà l'occasione per un bilancio a distanza di mesi dall'entrata in vigore: cosa ha funzionato, cosa resta da chiarire, dove servono correttivi.
La questione resta aperta, e non potrebbe essere altrimenti. Ogni aggiornamento normativo in materia di sicurezza genera un periodo di adattamento durante il quale imprese, consulenti e organi di controllo devono trovare un nuovo equilibrio. Un percorso che anche grandi realtà industriali stanno affrontando con investimenti crescenti, come dimostra il caso di Amazon che aumenta gli investimenti per la sicurezza sul lavoro in Italia.
Formazione, crediti e aggiornamento professionale
Safety Expo non è solo vetrina. È anche, e forse soprattutto, un'occasione formativa. Il programma prevede corsi di formazione con rilascio di crediti destinati a RSPP, ASPP, coordinatori della sicurezza, medici competenti e a tutte le figure professionali che operano nel campo della prevenzione.
I seminari copriranno un ventaglio ampio di tematiche:
- Valutazione dei rischi e aggiornamento dei documenti aziendali
- Gestione delle emergenze e piani di evacuazione
- Tecnologie innovative per il monitoraggio della sicurezza
- Comunicazione efficace della cultura della prevenzione in azienda
- Rischi emergenti legati a nuove modalità lavorative
Per i professionisti del settore, la possibilità di accumulare crediti formativi in un contesto di alto livello rappresenta un incentivo non secondario. La formazione continua, del resto, è il cuore pulsante di ogni politica preventiva che voglia essere davvero efficace. E in un panorama lavorativo in cui anche il ruolo degli assistenti di direzione si evolve con responsabilità crescenti in ambito organizzativo, l'aggiornamento sulle norme di sicurezza riguarda ormai trasversalmente tutte le funzioni aziendali.
Quando il teatro racconta la sicurezza sul lavoro
Una delle novità più interessanti dell'edizione 2026 è lo spettacolo teatrale "Ricordati di vivere - l'ultima udienza", inserito nel programma ufficiale dell'evento. Una scelta che può sembrare insolita nel contesto di una fiera tecnica, ma che risponde a un'intuizione precisa: per cambiare davvero la cultura della sicurezza, i numeri e le norme non bastano. Servono storie.
Il teatro diventa così strumento di sensibilizzazione, capace di raggiungere una dimensione emotiva che nessun convegno, per quanto autorevole, riesce a toccare. Portare sul palco il dramma degli infortuni sul lavoro, raccontare la sofferenza delle famiglie, ricostruire i meccanismi che portano alla tragedia: è un modo per ricordare che dietro ogni statistica ci sono persone.
Non è la prima volta che il mondo della prevenzione sperimenta linguaggi non convenzionali, ma l'inserimento di uno spettacolo nel programma di Safety Expo segna un passaggio significativo. La sicurezza sul lavoro, per essere davvero metabolizzata dalle organizzazioni, deve parlare anche al cuore.
Trecento aziende in fiera: il mercato della prevenzione
Sul fronte espositivo, Safety Expo 2026 conferma la propria dimensione di evento di primo piano. Saranno presenti circa 300 aziende specializzate nel campo della sicurezza sul lavoro, dai produttori di DPI alle società di consulenza, dalle imprese tecnologiche che sviluppano soluzioni digitali per il monitoraggio dei rischi ai fornitori di servizi formativi.
Un ecosistema industriale in crescita, alimentato anche dalla maggiore attenzione normativa e dalla consapevolezza, ormai diffusa, che investire in prevenzione non è un costo ma un fattore competitivo. Le aziende che arrivano a Bergamo non vengono solo a esporre: vengono a intercettare tendenze, stringere partnership, capire dove si muove il mercato.
La Fiera di Bergamo si conferma così sede naturale per un evento che anno dopo anno consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per l'intero comparto. Per chi lavora nella sicurezza, la due giorni di settembre non è semplicemente un appuntamento in agenda. È il luogo dove il settore si ritrova, si confronta e, si spera, costruisce le condizioni per rendere il lavoro un po' più sicuro.