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Quattordicesima 2026: solo 3 milioni su 21 la ricevono - chi è escluso
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Quattordicesima 2026: solo 3 milioni su 21 la ricevono - chi è escluso

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La quattordicesima pensionati 2026 arriva a luglio, ma solo 3 milioni su 21 la ricevono. Scopri i requisiti, gli importi da 336 a 655 euro e le date.

A luglio 2026 circa 3 milioni di pensionati troveranno una somma aggiuntiva nel cedolino previdenziale. Un numero che suona alto finchè non lo si confronta con il totale: in Italia i pensionati INPS superano i 21 milioni. Nel 2025 meno di uno su sette ha ricevuto la quattordicesima.

I requisiti per ottenerla nel 2026

La quattordicesima è una somma aggiuntiva introdotta dal decreto legge 81/2007 per sostenere il potere d'acquisto dei pensionati anziani con redditi contenuti. Per riceverla servono tre condizioni cumulative: avere almeno 64 anni, essere titolari di una pensione previdenziale e non superare i limiti di reddito stabiliti in base agli anni di contribuzione.

L'accredito avviene in automatico con la mensilità di luglio 2026 per chi ha maturato tutti i requisiti entro il 31 luglio. Chi raggiunge i 64 anni dopo quella data riceverà la somma entro il 31 dicembre 2026, senza necessità di fare domanda, a meno che l'INPS non disponga dei dati reddituali necessari per elaborare la posizione.

Rientrano tra le pensioni previdenziali quelle di vecchiaia, di anzianità, di invalidità e quelle anticipate. Restano escluse le pensioni di natura assistenziale: assegno sociale, Ape Sociale e isopensione non danno diritto alla quattordicesima, anche se l'importo è molto basso. La distinzione è rilevante: chi percepisce un assegno sociale perchè non ha mai raggiunto i requisiti contributivi minimi non può maturare la quattordicesima, indipendentemente dall'età.

Chi viene escluso e quanti sono

Al 1 gennaio 2026 i pensionati INPS superano i 21 milioni. Di questi, circa 4,4 milioni percepiscono trattamenti assistenziali e sono automaticamente esclusi. Tra i restanti 16,8 milioni titolari di pensione previdenziale, la platea si restringe ulteriormente per via dei limiti reddituali: solo chi non supera determinate soglie accede al beneficio.

Il reddito considerato dall'INPS non è solo l'importo della pensione mensile, ma il reddito complessivo annuo del richiedente. Una pensione INPS modesta può non bastare per rientrare nei limiti se si percepisce anche una pensione complementare, un affitto o un'altra entrata. Chi si trova vicino alla soglia può presentare domanda di ricostituzione per far verificare la propria posizione. Questo esclude molti pensionati previdenziali pur avendo versato contributi per decenni.

Requisiti numerosi e soglie variabili anno per anno rendono la quattordicesima uno degli aspetti più articolati del sistema previdenziale italiano, che si confronta con le incertezze sulla riforma pensioni 2025.

Importi 2026: da 336 a 655 euro

La somma spettante dipende da due variabili: il reddito complessivo annuo e gli anni di contribuzione accumulati. I pensionati nella fascia di reddito più contenuta, fino a 15.908,10 euro annui, ricevono 336 euro. Chi ha versato contributi per più anni ottiene importi progressivamente più alti: 437 euro per 15-25 anni di contribuzione, 655 euro per chi supera i 25 anni.

La distinzione tra lavoratori dipendenti e autonomi si riflette nelle tabelle degli importi: per ogni fascia di anni contributivi esistono valori specifici per le due categorie. L'INPS calcola la somma spettante sulla base della posizione contributiva registrata nel proprio archivio, senza che il pensionato debba segnalare nulla.

Per il 2026 la rivalutazione delle pensioni è stata pari al +1,4%, aggiornando anche le soglie di riferimento. Le prime stime governative sull'aumento delle pensioni nel 2026 avevano anticipato questa dinamica già nell'aprile 2025.

  • Reddito fino a 15.908,10 euro/anno, fino a 15 anni di contributi: 336 euro
  • Da 15 a 25 anni di contributi: 437 euro
  • Oltre 25 anni di contributi: fino a 655 euro

Chi ritiene di avere diritto alla quattordicesima ma non la riceve in automatico può presentare domanda tramite il servizio INPS per la ricostituzione reddituale quattordicesima. La finestra è aperta fino al 31 dicembre 2026.

Per chi compie 64 anni entro il 31 luglio, luglio è il mese decisivo: se i requisiti reddituali sono rispettati, la somma arriva senza fare nulla. Per gli altri, c'è tempo fino a fine anno per verificare la propria posizione e presentare domanda se necessario.

Domande frequenti

Chi ha diritto a ricevere la quattordicesima nel 2026?

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che hanno almeno 64 anni, percepiscono una pensione previdenziale e non superano i limiti di reddito stabiliti in base agli anni di contribuzione.

Quali pensioni sono escluse dalla quattordicesima?

Sono escluse tutte le pensioni di natura assistenziale, come assegno sociale, Ape Sociale e isopensione, indipendentemente dall'importo e dall'età del pensionato.

Come avviene l’accredito della quattordicesima e serve fare domanda?

L’accredito è automatico con la mensilità di luglio 2026 per chi ha maturato i requisiti entro il 31 luglio. Chi raggiunge i 64 anni dopo questa data riceverà la somma entro il 31 dicembre 2026, ma potrebbe dover presentare domanda se l’INPS non ha tutti i dati reddituali necessari.

Come viene calcolato l’importo della quattordicesima?

L’importo varia in base al reddito complessivo annuo e agli anni di contribuzione. Per il 2026, va da 336 a 655 euro, con valori diversi a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o autonomi.

Cosa fare se si ritiene di avere diritto alla quattordicesima ma non la si riceve?

In questo caso è possibile presentare domanda tramite il servizio INPS per la ricostituzione reddituale quattordicesima entro il 31 dicembre 2026, per consentire una nuova verifica della propria posizione.

Quanti pensionati riceveranno la quattordicesima nel 2026 e perché sono così pochi?

Nel 2026 solo circa 3 milioni su oltre 21 milioni di pensionati INPS riceveranno la quattordicesima, perché molti sono esclusi per reddito troppo alto o perché titolari di pensioni assistenziali prive dei requisiti contributivi necessari.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 08:32

Redazione EduNews24

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