Il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone ha partecipato ieri sera in video collegamento al convegno 'Eccellenza donna - Donne&Lavoro', organizzato da Giornaliste Italiane nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli a Milano. "Dobbiamo portare al lavoro e dare alle donne lavori di qualità che diano loro anche la restituzione di un salario giusto: è una questione politica di giustizia sociale", ha dichiarato la ministra. Calderone ha sottolineato che il Paese non può permettersi di lasciare ai margini i giovani e le donne in una fase di "transizione demografica" sfavorevole, ribadendo che "certamente è un atto di giustizia sociale".
La percezione degli italiani: solo il 19% crede alla parità retributiva
Il sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri per Giornaliste Italiane, presentato durante il convegno, misura la percezione degli italiani sul divario salariale di genere. Il 46,5% del campione ritiene che non ci sia equità retributiva a parità di ruolo e competenze. Soltanto il 19% pensa che donne e uomini percepiscano lo stesso salario, mentre il dato sull'accesso ai vertici risulta il più critico: il 61,1% degli intervistati segnala che uomini e donne non hanno le stesse possibilità di raggiungere ruoli apicali e dirigenziali.
Calderone ha definito la situazione "una dispersione di energie inaccettabile": le donne percepiscono come "estremamente complicato" l'accesso alla retribuzione adeguata e soprattutto la scalata verso le posizioni di leadership. Al convegno sono intervenute anche Fiorenza Sarzanini, condirettore del Corriere della Sera, che ha invitato a smontare gli stereotipi sulla maternità ("Essere mamma non è una diminutio. Siamo mamme, siamo lavoratrici, siamo brave"), e Maria Elena Viola, direttore di Donna Moderna, secondo cui il lavoro di cura è ancora "di competenza delle donne soprattutto al Sud" e il problema dell'occupazione femminile "riguarda tutti, non solo le donne".
Il decreto Primo maggio 2026: incentivi più alti per chi assume donne nel Mezzogiorno
Il governo ha risposto con il decreto Primo maggio (D.L. 30 aprile 2026, n. 62): il provvedimento ridefinisce il sistema degli incentivi per le aziende che assumono giovani e donne, con risorse maggiori rispetto alle assunzioni maschili. Per le lavoratrici svantaggiate assunte a tempo indeterminato è previsto un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi. L'incentivo sale a 800 euro mensili per le assunzioni effettuate nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 - Gazzetta Ufficiale
Calderone ha precisato che il decreto non punta solo all'ingresso nel mercato del lavoro: l'obiettivo è favorire anche l'inquadramento delle donne in ruoli di responsabilità, riconoscendo loro reali prospettive di progressione di carriera. Maria Elena Viola ha sintetizzato la direzione emersa dal convegno: "Bisogna cambiare paradigma", costruendo un'alleanza con gli uomini, anch'essi chiamati a redistribuire il lavoro di cura in un mercato del lavoro più equo.
Domande frequenti
Qual è la posizione della ministra Calderone sul salario equo per le donne?
La ministra Calderone considera il salario equo per le donne una questione di giustizia sociale e politica, sottolineando l'importanza di garantire lavori di qualità e retribuzioni giuste per le donne.
Cosa rivela il sondaggio sulla percezione degli italiani rispetto alla parità retributiva di genere?
Il sondaggio mostra che solo il 19% degli italiani crede alla parità retributiva tra uomini e donne, mentre il 46,5% ritiene che non ci sia equità salariale a parità di ruolo e competenze.
Quali misure prevede il decreto Primo maggio 2026 per favorire l’occupazione femminile?
Il decreto prevede incentivi maggiorati per le aziende che assumono donne, tra cui un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro mensili per 24 mesi, che sale a 800 euro mensili per assunzioni nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno.
Quali sono le principali difficoltà per le donne nel mondo del lavoro secondo il convegno?
Le principali difficoltà riguardano l'accesso a retribuzioni adeguate e la possibilità di raggiungere posizioni di leadership, ostacolate da stereotipi e da una gestione del lavoro di cura ancora prevalentemente femminile.
Che ruolo ha il lavoro di cura nella disparità occupazionale di genere?
Il lavoro di cura è ancora per lo più considerato responsabilità delle donne, specialmente nel Sud Italia, e questo incide negativamente sulle opportunità lavorative e di carriera femminili.