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Certificazione competenze: il regolamento SNCC in un Paese di low skilled
Lavoro

Certificazione competenze: il regolamento SNCC in un Paese di low skilled

Il 30 luglio 2026 arriva il regolamento SNCC dopo 13 anni. Ma il 34,7% degli adulti italiani è low performer in lettura, contro il 26,1% OCSE.

Il Sistema nazionale di certificazione delle competenze compie ufficialmente 13 anni con la pubblicazione, il 30 luglio 2026, del regolamento e del protocollo metodologico firmati da Sviluppo Lavoro Italia. Nello stesso Paese l'ultima indagine OCSE PIAAC dice che il 34,7% degli adulti è low performer in lettura, contro il 26,1% della media OCSE.

Cosa arriva davvero il 30 luglio 2026

I due documenti pubblicati da Sviluppo Lavoro Italia (l'ex ANPAL Servizi) disciplinano il funzionamento dei nuovi Centri DU-NA, i Centri Duali Nazionali per lo sviluppo delle competenze professionali. Il perimetro operativo è definito dal Decreto del Ministero del Lavoro 9 luglio 2024 n. 115, che ha assegnato a SLI due ambiti specifici: le competenze maturate negli interventi promossi dal Ministero (dai tirocini ai programmi di inclusione degli stranieri) e i servizi collegati alle professioni non ordinistiche disciplinate dalla legge n. 4/2013.

I Centri DU-NA gestiranno le fasi propedeutiche alla certificazione vera e propria: individuazione delle competenze possedute e validazione delle esperienze professionali e degli apprendimenti non formali o informali. La certificazione resta, per ora, un traguardo differito ai singoli schemi che il Ministero adotterà con il supporto tecnico di INAPP.

Il paradosso: validare le competenze di 1 adulto su 3 senza le basi

L'infrastruttura si completa mentre l'ultima indagine OCSE PIAAC sulle competenze degli adulti fotografa un Paese in cui il 34,7% della popolazione adulta è low performer in literacy, contro il 26,1% della media OCSE. In numeracy siamo al 35,3% (media OCSE 24,8%) e nel problem solving adattivo al 45,6% (media OCSE 29,3%). Il divario territoriale è drammatico: nel Nord-est i low performer in problem solving scendono al 31%, allineati alla media OCSE; nel Sud e nelle Isole superano il 60%.

Certificare che cosa, allora? Il rischio concreto è di costruire un'infrastruttura raffinata per validare competenze che una quota enorme della popolazione non possiede. Nel 2013, quando il d.lgs. n. 13 istituì il sistema, l'obiettivo dichiarato era rendere spendibili e portabili le competenze acquisite in contesti formali e non formali. Tredici anni dopo, il canale della validazione dell'apprendimento non formale resta di fatto marginale rispetto alle percentuali di adulti che non padroneggiano lettura e calcolo. Il progetto e-learning Edo con 186.151 percorsi completati è un esempio di piattaforma privata che oggi genera un volume enorme di formazione fuori dal SNCC: proprio lì si producono competenze da riconoscere.

Cosa cambia per lavoratori, migranti e professioni non ordinistiche

Sul piano operativo, il regolamento e il protocollo daranno accesso a servizi standard di individuazione e validazione a tre categorie: lavoratori in transizione, cittadini stranieri inseriti nei programmi di inclusione socio-lavorativa e professionisti non organizzati in ordini o collegi (dai formatori ai consulenti). Ogni percorso alimenterà il Fascicolo socio-lavorativo individuale con dati certificati. Percorsi come il recente corso UE per giovani giornalisti nella redazione Dire sono un tipico esempio di formazione a cavallo tra formale e non formale che oggi produce attestati eterogenei: con il nuovo impianto dovrebbe essere possibile ricondurli a uno standard.

Il nodo aperto è la copertura territoriale dei Centri DU-NA e la loro capacità effettiva di raggiungere le regioni dove il fabbisogno è più alto. Il reddito di merito rilanciato dal presidente Occhiuto in Calabria segnala che al Sud la partita si gioca già prima della validazione: trattenere chi le competenze le ha già maturate e certificate.

Il termine di nove mesi che il DM 115/2024 aveva assegnato agli enti titolari delegati per adottare il proprio quadro regolamentare è scaduto senza che i Centri DU-NA siano operativi. La prossima verifica sarà nei decreti che dovranno definire gli schemi di certificazione veri e propri: sopra quel gradino, tutto quello pubblicato il 30 luglio resta preparazione.

Domande frequenti

Cosa prevede il nuovo regolamento del Sistema nazionale di certificazione delle competenze (SNCC) pubblicato il 30 luglio 2026?

Il regolamento e il protocollo metodologico disciplinano il funzionamento dei nuovi Centri DU-NA e stabiliscono le modalità di individuazione e validazione delle competenze acquisite in vari contesti, in attesa dei futuri schemi di certificazione definitivi.

Quali sono le principali categorie di utenti interessate dai servizi dei Centri DU-NA?

I servizi standard di individuazione e validazione delle competenze sono rivolti a lavoratori in transizione, cittadini stranieri inseriti in programmi di inclusione socio-lavorativa e professionisti non organizzati in ordini o collegi.

Quali sono le criticità emerse dall'indagine OCSE PIAAC sulle competenze degli adulti in Italia?

L'indagine mostra che circa un terzo degli adulti italiani ha competenze insufficienti in lettura, calcolo e problem solving, con divari territoriali molto marcati, soprattutto nel Sud e nelle Isole.

Cosa cambia per i percorsi di apprendimento non formale con il nuovo SNCC?

Il nuovo impianto mira a ricondurre i percorsi formativi non formali, come quelli offerti da piattaforme private, a uno standard certificabile, rendendo più riconoscibili e spendibili le competenze acquisite in questi ambiti.

Quali sono le principali sfide nell’attuazione del nuovo sistema di certificazione delle competenze?

Le principali sfide riguardano la copertura territoriale dei Centri DU-NA e la loro capacità di raggiungere le aree con maggior fabbisogno, oltre alla reale efficacia nel validare competenze che una quota significativa della popolazione ancora non possiede.

A che punto è l’operatività dei Centri DU-NA e quali sono i prossimi passi?

Nonostante la scadenza dei termini previsti dal DM 115/2024, i Centri DU-NA non sono ancora pienamente operativi; la prossima fase prevede la definizione degli schemi di certificazione attraverso nuovi decreti ministeriali.

Pubblicato il: 6 settembre 2026 alle ore 11:06

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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