La Circolare Inps n. 55 del 14 maggio 2026 ha sbloccato il bonus giovani 2026, l'esonero contributivo al 100% sui contributi previdenziali per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35 svantaggiati. Tetto a 500 euro mensili nel resto d'Italia, 650 euro nelle dieci regioni della Zes unica, per i contratti firmati fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
I numeri del decreto lavoro 62/2026
Il decreto lavoro 62/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2026, mette sul piatto 934 milioni complessivi per gli incentivi all'occupazione, di cui 497,5 milioni destinati esclusivamente ai giovani. La relazione tecnica del decreto stima 52.400 assunzioni agevolate nell'arco dei due esercizi finanziari. La condizione operativa fissata dall'articolo 2 del decreto è che il giovane non abbia ancora compiuto 35 anni al momento della firma, venga inquadrato a tempo indeterminato e non risulti già stabilmente occupato altrove.
Restano fuori dal beneficio lavoro domestico, apprendistato, contratti intermittenti, a termine e le conversioni da tempo determinato a indeterminato. Le domande viaggeranno sul Portale Agevolazioni Inps, ma il modulo online verrà attivato solo con un successivo messaggio operativo dell'Istituto, non ancora pubblicato. Il decreto contiene in parallelo anche un bonus dedicato all'occupazione femminile fino a 650 euro mensili (800 in Zes), per donne svantaggiate.
Cosa nasconde il gap 500/650 euro
Il differenziale di 150 euro mensili fra resto d'Italia e Zes (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, più Marche e Umbria) vale circa un +30% di sostegno, ma il divario occupazionale che dovrebbe colmare è di ben altra portata. I dati Istat sul mercato del lavoro parlano chiaro: il tasso di disoccupazione under 35 al Sud è del 20,5% contro il 6,3% del Nord, oltre tre volte tanto. Sui NEET il quadro peggiora: in Calabria la quota di giovani che non studiano né lavorano resta intorno al 42%, e l'Italia complessivamente mantiene uno dei peggiori indicatori europei, sopra il 20% nella fascia 15-29 anni, contro una media Ue attorno al 10%.
Dove la voragine è tripla, il bonus cresce solo di un terzo. Per le imprese del Sud lo sgravio aggiuntivo da 150 euro è un incentivo importante, ma da solo non basta a riequilibrare il rischio occupazionale, soprattutto in territori dove il problema non è solo l'agevolazione, ma anche il mismatch fra domanda e profili reali. Le competenze digitali stanno ridefinendo il valore dei profili giovani, più della stessa laurea, e questo influisce sull'effetto reale del bonus sul tessuto produttivo.
Chi ottiene 24 mesi e chi solo 12
La distinzione decisiva non è geografica ma normativa. Il regolamento UE 651/2014 separa il lavoratore svantaggiato dal molto svantaggiato e su questa classificazione si gioca la durata reale dell'esonero. Per i molto svantaggiati, ossia disoccupati da almeno 24 mesi (o 12 se rientrano in categorie vulnerabili specifiche), il bonus scorre per 24 mesi pieni. Per chi rientra solo come svantaggiato, cioè disoccupato da almeno 6 mesi oppure giovane fra 15 e 24 anni, lo sgravio si ferma a 12 mesi.
Tradotto in valore reale: per un'azienda del Nord che assume un molto svantaggiato il bonus cumulato sfiora i 12.000 euro; per uno svantaggiato resta a 6.000. Al Sud la stessa scaletta vale 15.600 o 7.800 euro. Resta in piedi un terzo filtro spesso sottovalutato: l'incremento occupazionale netto. Senza un nuovo posto in più rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, il datore di lavoro non prende nulla, neanche se l'assunto rispetta tutti i requisiti anagrafici e di disoccupazione. Vale anche per i ruoli intermedi e gli assistenti di direzione, figure oggi sempre più cercate dalle imprese.
Le aziende che vogliono usare il beneficio dovrebbero attendere il messaggio operativo Inps che attiverà il modulo prima di programmare nuove assunzioni: chi firma ora rischia di chiudere il contratto senza poter ancora prenotare lo sgravio. In busta paga il dato chiave da verificare sarà il codice del CCNL applicato, ora obbligatorio per il monitoraggio antielusione previsto dal decreto e per accedere all'esonero.
Domande frequenti
Chi può beneficiare del bonus giovani 2026?
Possono beneficiare del bonus i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato giovani under 35 svantaggiati, ossia disoccupati da almeno 6 mesi o giovani tra 15 e 24 anni non ancora stabilmente occupati.
Qual è l'importo del bonus e come varia tra le regioni?
Il tetto massimo dell'esonero contributivo è di 500 euro mensili nel resto d'Italia e 650 euro nelle dieci regioni della Zes unica (Sud e alcune regioni del Centro), con un incremento del 30% nelle aree a maggiore disagio occupazionale.
Per quanto tempo può essere riconosciuto il bonus?
La durata dell'esonero dipende dalla categoria del lavoratore: 24 mesi per i molto svantaggiati (disoccupati da almeno 24 mesi o 12 mesi per categorie vulnerabili), 12 mesi per gli svantaggiati (disoccupati da almeno 6 mesi o giovani tra 15 e 24 anni).
Quali contratti e lavoratori sono esclusi dall'incentivo?
Sono esclusi i contratti di lavoro domestico, apprendistato, intermittente, a termine e le conversioni da tempo determinato a indeterminato. Il beneficio è riservato solo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Come e quando sarà possibile fare domanda per il bonus?
Le domande dovranno essere presentate tramite il Portale Agevolazioni Inps, ma il modulo online sarà disponibile solo dopo la pubblicazione di un apposito messaggio operativo dell'Inps.
Cosa si intende per incremento occupazionale netto ai fini del bonus?
Per ottenere il bonus, l'assunzione deve comportare un reale aumento del numero di dipendenti rispetto alla media degli ultimi 12 mesi; in assenza di questo incremento, il datore di lavoro non ha diritto all'esonero, anche se l'assunto possiede tutti i requisiti.