Indice: In breve | Cosa prevede la proposta 5 euro contro il fumo | Quanto costerebbe il pacchetto rispetto a Francia e Irlanda | I passaggi parlamentari fino al voto | Effetti attesi su consumi, vite e gettito | Errori comuni nella lettura della proposta | Domande frequenti
Sigarette più care di 5 euro: è il cuore della proposta di legge popolare che la campagna 5 euro contro il fumo ha portato in Parlamento il 26 maggio 2026, dopo aver raccolto 50mila firme di cittadini italiani. L'iniziativa è promossa da AIOM, Fondazione AIRC e Fondazione Umberto Veronesi, e tocca direttamente i dieci milioni di fumatori italiani censiti dall'Istituto superiore di sanità.
In breve
- 50mila firme raccolte in circa quattro mesi tra cittadini italiani.
- L'aumento di 5 euro si applica a sigarette tradizionali, elettroniche, tabacco riscaldato e sacchettini di nicotina.
- Italia oggi a circa 5,30 euro a pacchetto, Francia a 13 euro, Irlanda oltre 15 euro.
- I promotori stimano un calo dei consumi del 37% e 800 milioni di euro l'anno per il Servizio sanitario nazionale.
- Il Parlamento riceve il testo e ha 90 giorni per avviarne l'esame in commissione.
Cosa prevede la proposta 5 euro contro il fumo
La proposta introduce una sovrattassa specifica di 5 euro per unità di consumo standard su tutti i prodotti del tabacco e su quelli per l'inalazione di nicotina. La cifra si somma alle accise esistenti e si applica a ogni formato, dal pacchetto tradizionale ai liquidi per sigarette elettroniche, fino al tabacco riscaldato e ai sacchettini di nicotina diffusi negli ultimi anni. L'idea dei promotori è ridurre la domanda attraverso il prezzo, una leva che l'Organizzazione mondiale della sanità indica come la più efficace contro il tabagismo.
Il gettito generato sarebbe destinato per intero al Servizio sanitario nazionale, che secondo l'Associazione italiana di oncologia medica sostiene circa 24 miliardi di euro l'anno tra costi diretti e indiretti legati al fumo. La campagna è stata lanciata a inizio 2026 e ha raggiunto la soglia richiesta in poco meno di quattro mesi, con il sostegno di 53 società scientifiche e di oltre 30 associazioni e fondazioni del settore sanitario, come ricorda la pagina sul tabagismo del Ministero della salute.
Quanto costerebbe il pacchetto rispetto a Francia e Irlanda
Il prezzo medio di un pacchetto di sigarette in Italia nel 2026 si attesta intorno a 5,30 euro, secondo i listini dei tabaccai aggiornati a gennaio. Con i 5 euro aggiuntivi previsti dalla proposta la spesa salirebbe a circa 10,30 euro a pacchetto, raddoppiando di fatto il costo per il consumatore abituale. Il confronto europeo aiuta a misurare la portata della cifra: in Francia un pacchetto di Marlboro Rosse costa oggi 13 euro, mentre in Irlanda si superano i 15 euro e il governo di Dublino punta a raggiungere i 20 euro nel medio periodo.
L'Italia resta tra i Paesi dell'Unione europea con i prezzi più bassi sul tabacco, davanti soltanto ad alcuni Stati dell'Est. Anche la Commissione europea sta lavorando a una revisione della direttiva sulle accise minime per ridurre il divario tra i Paesi membri. L'aumento di 5 euro avvicinerebbe l'Italia al modello francese, restando comunque al di sotto del livello irlandese.
I passaggi parlamentari fino al voto
- Consegna ufficiale del testo e delle 50mila firme alla Presidenza del Senato.
- Verifica formale di autenticità delle firme da parte degli uffici parlamentari.
- Assegnazione del disegno di legge alle commissioni competenti, di norma Igiene e sanità e Finanze.
- Esame preliminare in commissione entro 90 giorni dalla consegna, come previsto dal regolamento.
- Voto in aula al Senato e successiva trasmissione alla Camera dei deputati per la seconda lettura.
Effetti attesi su consumi, vite e gettito
I promotori stimano che un aumento di 5 euro porterebbe a una riduzione dei consumi di tabacco intorno al 37%. Applicata ai 93mila decessi annuali attribuiti al fumo dal Ministero della salute, la proiezione si traduce in oltre 34mila vite l'anno sottratte alla mortalità da tabacco, con un margine di incertezza legato a quanti fumatori smettono davvero e a quanti si limitano a ridurre. Sul piano finanziario la stima parla di 800 milioni di euro di gettito aggiuntivo, una cifra che corrisponde a poco più del 3% dei 24 miliardi di costi sanitari attribuiti al tabagismo.
Per AIRC, Veronesi e AIOM i fondi servirebbero a rafforzare prevenzione, oncologia territoriale e ricerca. Resta da capire come reagirebbe il consumo dei prodotti per l'inalazione di nicotina, che secondo i dati ISS EpiCentro sul fumo in Italia riguarda già il 7,5% dei ragazzi tra 11 e 13 anni e il 37,4% di quelli tra 14 e 17 anni.
Errori comuni nella lettura della proposta
Confondere la proposta con un decreto del governo: il testo è una legge di iniziativa popolare e non ha forza di legge finché Camera e Senato non lo approvano. La presentazione in Parlamento è l'inizio del percorso, non la sua conclusione.
Pensare che l'aumento riguardi solo le sigarette tradizionali: i 5 euro si applicano anche a sigarette elettroniche, liquidi, tabacco riscaldato e sacchettini di nicotina. La proposta nasce proprio per evitare che il consumo si sposti dai pacchetti ai nuovi prodotti diffusi tra gli adolescenti.
Sovrastimare il gettito a regime: gli 800 milioni di euro annunciati dai promotori valgono se i consumi calano del 37%. Una riduzione minore amplierebbe il gettito ma indebolirebbe l'effetto sanitario; una riduzione maggiore avrebbe il risultato opposto.
Domande frequenti
Quando entrerebbero in vigore le sigarette più care?
Solo dopo l'approvazione di Camera e Senato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. La proposta indica come obiettivo l'introduzione della sovrattassa dal gennaio successivo al voto, ma i tempi reali dipendono dal calendario parlamentare.
L'aumento si applica anche a liquidi e tabacco riscaldato?
Sì. La proposta include esplicitamente sigarette elettroniche, ricariche di liquidi, tabacco riscaldato e sacchettini di nicotina, oltre alle sigarette tradizionali e al trinciato di rollatura.
Come si confronta il prezzo italiano con quello europeo?
Oggi un pacchetto in Italia costa in media 5,30 euro, in Francia 13 euro, in Irlanda oltre 15 euro. Con i 5 euro aggiuntivi il prezzo italiano salirebbe a circa 10,30 euro, restando sotto il livello francese e ben distante da quello irlandese.
Dove vanno i soldi raccolti dalla nuova tassa?
La proposta destina l'intero gettito al Servizio sanitario nazionale, con priorità a prevenzione del tabagismo, ricerca oncologica e assistenza per i pazienti colpiti da malattie correlate al fumo. Il percorso parlamentare resta lungo e l'esito dipenderà dall'equilibrio fra maggioranza, opposizione e settore del tabacco. Per i dieci milioni di fumatori italiani, però, la questione di un pacchetto a oltre dieci euro entra ora nell'agenda politica con dati e firme misurabili, non più come semplice ipotesi di lavoro.