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Tre indagati nell'inchiesta sul Ponte: il ruolo della Corte dei Conti
Editoriali

Tre indagati nell'inchiesta sul Ponte: il ruolo della Corte dei Conti

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Il procuratore Lo Voi indaga su un magistrato della Corte dei Conti, un avvocato e un imprenditore: i contorni dell'inchiesta sul Ponte sullo Stretto.

Indice: In breve | Cosa contesta la Procura di Roma | La cronologia dell'inchiesta | Chi sono i tre indagati | I reati contestati e la cornice normativa | Domande frequenti

In breve

  • Tre persone risultano indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio.
  • Il fascicolo riguarda un presunto accordo per condizionare il parere preliminare della Corte dei Conti sull'opera.
  • Il magistrato indagato è Tommaso Miele, già presidente aggiunto dell'organo contabile.
  • Avvocato e imprenditore coinvolti sono Giacomo Saccomanni e Vincenzo Virgiglio.
  • La Corte dei Conti aveva espresso parere sfavorevole sul progetto il 29 ottobre 2025.

Cosa contesta la Procura di Roma

La Procura della Repubblica di Roma, guidata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, ha aperto un fascicolo con due ipotesi di reato: corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio. Gli indagati sono tre, secondo il comunicato diffuso il 9 giugno 2026: un magistrato della Corte dei Conti, un avvocato e un imprenditore. Il nucleo dell'accusa, ricostruito dagli inquirenti, è un accordo finalizzato a influenzare il parere preliminare dell'organo contabile sulla fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina.

Il magistrato, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe fornito informazioni riservate sull'andamento della procedura interna della Corte: orientamenti dei colleghi, sviluppi delle Camere di consiglio in adunanza plenaria, valutazione della decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025. In cambio, avrebbe manifestato l'interesse a diventare presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il quadro accusatorio si è consolidato dopo una serie di perquisizioni, che secondo gli inquirenti hanno offerto conferme documentali e digitali alle prime ipotesi investigative formulate negli scorsi mesi.

L'inchiesta si inserisce in un contesto giuridico già denso, perché l'opera è da tempo sotto osservazione sia per i profili di copertura finanziaria sia per il rispetto delle norme europee sui conti pubblici. La Procura ricostruisce un rapporto diretto fra il magistrato indagato e gli altri due soggetti, con uno scambio che avrebbe avuto come obiettivo finale un esito favorevole del parere preliminare.

La cronologia dell'inchiesta

  1. 29 ottobre 2025: la Corte dei Conti rende pubblico il parere sfavorevole sul Ponte sullo Stretto, valutando criticamente alcuni profili finanziari e procedurali del progetto, compreso il rinvio di parte dei fondi al 2033.
  2. Mesi successivi: secondo la Procura, il magistrato avrebbe esaminato la decisione e si sarebbe impegnato a redigere, nell'interesse della società "Stretto di Messina Spa", una memoria destinata al commercialista della stessa.
  3. Primavera 2026: la Procura di Roma dispone perquisizioni nei confronti dei tre indagati per raccogliere riscontri documentali e dispositivi informatici.
  4. 9 giugno 2026: il procuratore capo Lo Voi diffonde il comunicato che rende pubbliche le ipotesi di reato e l'identità degli indagati.

Chi sono i tre indagati

Tommaso Miele è il magistrato contabile indagato. Già presidente aggiunto della Corte dei Conti, secondo gli inquirenti avrebbe offerto la propria disponibilità al progetto illecito sfruttando la posizione interna all'organo. La sua collocazione professionale avrebbe consentito l'accesso a informazioni sull'andamento delle adunanze plenarie e sull'orientamento dei magistrati chiamati a pronunciarsi. Sul piano della contropartita, secondo la Procura, avrebbe manifestato l'interesse a essere designato presidente dell'Antitrust, ruolo apicale di un'autorità indipendente.

Giacomo Saccomanni, avvocato, è il secondo nome che emerge dall'inchiesta. Nella ricostruzione della Procura, la sua figura si sarebbe collocata nel ruolo di interfaccia tra l'ambito tecnico-legale del procedimento e il magistrato contabile, contribuendo alla circolazione delle informazioni riservate sulla procedura della Corte.

Vincenzo Virgiglio, imprenditore, completa il quadro degli indagati. Avrebbe avuto un interesse diretto a un esito favorevole del parere, considerati gli effetti che una valutazione della Corte dei Conti produce sulla cantierabilità di un'opera pubblica delle dimensioni dell'infrastruttura sullo Stretto di Messina. Tutte le posizioni descritte sono in fase di accertamento e i tre indagati conservano integralmente il diritto di difesa.

I reati contestati e la cornice normativa

La corruzione propria del pubblico ufficiale, ipotizzata nel fascicolo, è disciplinata dagli articoli 318 e 319 del codice penale: l'articolo 319 punisce con la reclusione da sei a dieci anni il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per omettere o ritardare un atto del proprio ufficio, oppure per compiere un atto contrario ai doveri. Quando l'accordo riguarda l'esercizio di funzioni giudiziarie, l'articolo 319-ter prevede un'ulteriore aggravante.

La rivelazione del segreto d'ufficio, prevista dall'articolo 326 del codice penale, sanziona con la reclusione fino a tre anni il pubblico ufficiale che rivela notizie d'ufficio destinate a rimanere riservate. Nel caso oggetto dell'inchiesta, le informazioni avrebbero riguardato gli orientamenti dei magistrati contabili, l'andamento delle Camere di consiglio in adunanza plenaria e le valutazioni preliminari sulla decisione poi resa pubblica.

Le contestazioni mosse dalla Procura restano ipotesi investigative: gli indagati conservano la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, secondo l'articolo 27 della Costituzione. La fase del procedimento è quella delle indagini preliminari, con possibilità di interrogatori, ulteriori acquisizioni probatorie, eventuale richiesta di misure cautelari, e in seguito di richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio davanti al giudice dell'udienza preliminare.

Domande frequenti

Chi coordina l'inchiesta?

Il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, autore del comunicato che ha reso pubblica la notizia. Lo Voi dirige la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma e ha sottoscritto la nota che individua le ipotesi di reato a carico dei tre indagati.

Cos'è il parere preliminare della Corte dei Conti?

È la valutazione che la Corte dei Conti compie su provvedimenti finanziariamente rilevanti, come le delibere relative a grandi opere pubbliche, prima del visto e della registrazione. Il parere riguarda la regolarità contabile, la copertura finanziaria e la conformità alle norme europee in materia di conti pubblici.

Perché la Corte aveva già bocciato il progetto?

Il 29 ottobre 2025 la Corte dei Conti aveva reso noto un parere sfavorevole sull'opera, motivato anche dal rinvio di parte dei fondi al 2033 e da profili ritenuti non in linea con le norme europee in materia di finanza pubblica.

Quali sono i prossimi passi del procedimento?

Dopo le perquisizioni, la Procura procede con l'acquisizione e l'analisi dei riscontri documentali e digitali. Seguiranno gli interrogatori formali degli indagati e, se necessario, ulteriori atti di indagine. Al termine delle indagini preliminari il procuratore deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione del fascicolo. L'inchiesta restituisce un quadro che attraversa istituzioni, politica e diritto amministrativo: il controllo della Corte dei Conti sulle grandi opere torna al centro del dibattito proprio nei mesi in cui il Ponte sullo Stretto è di nuovo in discussione su più tavoli, dalla legge di conversione fino al confronto sui commissari. Le posizioni dei tre indagati restano da accertare nel corso del procedimento, che potrà confermare, ridimensionare o smentire l'ipotesi di reato formulata dalla Procura di Roma.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 07:46

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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