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La nuova maschera IIT che monitora il sonno nello spazio come in ospedale
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La nuova maschera IIT che monitora il sonno nello spazio come in ospedale

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Il Somniia Monitor dell'IIT legge le fasi del sonno con precisione ospedaliera. In Italia 13 milioni di insonni aspettano mesi per un esame simile.

Indice: In breve | Il sonno in orbita: un problema di sicurezza | Come funziona il Somniia Monitor: i cinque parametri rilevati | Il sonno in Italia: 13 milioni di insonni e 4 milioni di apnee | Polisonnografia: lo standard attuale e i suoi limiti | Errori comuni sul monitoraggio del sonno | Domande frequenti

In breve

  • Il Somniia Monitor è una mascherina da sonno multisensoriale che classifica le fasi del riposo (veglia, NREM, REM) con precisione paragonabile alla polisonnografia ospedaliera
  • Sviluppata dall'IIT di Lecce con Università di Bologna, Università del Salento e CETMA, è finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana per le missioni sulla ISS
  • Integra elettrodi EEG, sensori piezoelettrici flessibili e algoritmi di intelligenza artificiale, senza gel conduttori né cavi ingombranti
  • In Italia oltre 13 milioni di persone soffrono di insonnia e circa 4 milioni hanno apnee notturne; la polisonnografia SSN richiede fino a 12 settimane di attesa
  • Il team di ricerca punta alle applicazioni cliniche terrestri: diagnosi domiciliare dei disturbi del sonno senza ricovero

Il Somniia Monitor è la mascherina monitoraggio sonno sviluppata dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Lecce, con il sostegno finanziario dell'Agenzia Spaziale Italiana. Il dispositivo integra elettrodi, sensori piezoelettrici e algoritmi di intelligenza artificiale per classificare le fasi del riposo con un'accuratezza paragonabile alla polisonnografia clinica. Progettato per le missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, il Somniia Monitor è già al centro di ricerche per l'applicazione clinica sulla Terra, dove la diagnosi dei disturbi del sonno è ancora limitata da attese lunghe e strutture insufficienti.

Il sonno in orbita: un problema di sicurezza

Sulla Stazione Spaziale Internazionale, il sole sorge e tramonta circa 17 volte ogni 24 ore. I ritmi circadiani degli astronauti vengono continuamente alterati da questo ciclo accelerato, dai forti rumori degli aspiratori e dalla microgravità. La privazione del sonno compromette attenzione, tempi di reazione e capacità decisionali in situazioni critiche. Il problema è amplificato da un dato noto: gli astronauti tendono a dichiarare di stare bene anche quando i parametri fisiologici suggeriscono il contrario. Una misura oggettiva del riposo, indipendente dall'autovalutazione, è diventata una priorità per le agenzie spaziali.

Come funziona il Somniia Monitor: i cinque parametri rilevati

A differenza dei wearable commerciali (smartwatch e anelli smart) che deducono la qualità del sonno dal movimento o dalla frequenza cardiaca, il Somniia Monitor accede direttamente all'attività cerebrale tramite elettrodi EEG posizionati sulla fronte e nelle orecchie. I sensori piezoelettrici flessibili, sviluppati dall'IIT, non richiedono gel conduttori né cavi ingombranti. I dati vengono elaborati in tempo reale da algoritmi di intelligenza artificiale che classificano i cicli del riposo. Questi i cinque segnali che la maschera rileva simultaneamente:

  1. Attività cerebrale (EEG): elettrodi sulla fronte e nelle orecchie registrano le onde cerebrali per distinguere le fasi veglia, NREM leggero, NREM profondo e REM
  2. Battito cardiaco: i sensori piezoelettrici flessibili misurano la frequenza cardiaca senza contatto con gel o superfici rigide
  3. Respirazione: flusso d'aria e movimenti toracici vengono rilevati per identificare episodi di apnea o riduzione del respiro durante la notte
  4. Movimenti oculari: i micromovimenti degli occhi in fase REM sono tra gli indicatori più affidabili del sonno profondo ristoratore
  5. Temperatura corporea: il profilo termico cutaneo è correlato alla qualità del riposo e al ciclo circadiano

Il sonno in Italia: 13 milioni di insonni e 4 milioni di apnee

Secondo dati diffusi nel 2023, oltre 13 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica o ricorrente, con una prevalenza maggiore nelle donne (circa il 60-70% dei casi), e proprio per questo spesso manca concentrazione durante la giornata. I disturbi respiratori del sonno riguardano una quota aggiuntiva: si stima che circa 4 milioni di italiani abbiano almeno 5 episodi di apnea per ora, soglia clinica per la sindrome delle apnee ostruttive (OSA). La sottodiagnosi è una criticità documentata: solo una minoranza dei pazienti con OSA moderata-grave riceve una diagnosi formale, in parte perché l'esame di riferimento richiede strutture specializzate e tempi di accesso lunghi.

Polisonnografia: lo standard attuale e i suoi limiti

La polisonnografia è l'esame diagnostico di riferimento per i disturbi del sonno: registra simultaneamente onde cerebrali, movimenti oculari, tono muscolare, frequenza cardiaca, respirazione e saturazione dell'ossigeno. Richiede però che il paziente trascorra una o più notti in un laboratorio del sonno collegato a elettrodi e sensori facciali. I tempi di accesso nel Servizio Sanitario Nazionale possono superare le 8-12 settimane. La disponibilità di un dispositivo non invasivo, indossabile e con accuratezza sovrapponibile aprirebbe la strada alla diagnosi domiciliare per milioni di pazienti, riducendo il carico sulle strutture ospedaliere. Il progetto riceve il finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana nell'ambito delle ricerche sulle scienze della vita per le missioni spaziali.

Errori comuni sul monitoraggio del sonno

Confondere il Somniia Monitor con un wearable commerciale: i dispositivi consumer come smartwatch e anelli smart stimano la qualità del sonno analizzando movimento e frequenza cardiaca. Sono utili per il monitoraggio di tendenza, ma non hanno la risoluzione diagnostica per identificare le singole fasi del sonno o rilevare apnee. Il Somniia Monitor registra direttamente l'attività elettroencefalografica, un parametro che l'hardware attuale dei wearable di largo consumo non è in grado di misurare.

Pensare che il problema del sonno riguardi solo chi si sveglia stanco: le apnee notturne passano spesso inosservate. Chi ne soffre raramente ricorda i microrisvegli notturni e si rivolge al medico solo quando i sintomi diurni (stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, irritabilità) diventano evidenti. Una misura oggettiva del sonno, anche a domicilio, permette di rilevare pattern anomali prima che il quadro clinico si aggravi.

Aspettarsi che il dispositivo sia già disponibile per uso clinico: il Somniia Monitor è ancora in fase di sviluppo e sperimentazione. Il prossimo obiettivo documentato è l'invio sulla Stazione Spaziale Internazionale per validarne le prestazioni in condizioni estreme. Le applicazioni cliniche terrestri, pur confermate come obiettivo dal team di ricerca, richiedono i percorsi di certificazione previsti per i dispositivi medici dalla normativa europea prima di essere accessibili a pazienti e clinici.

Domande frequenti

Il Somniia Monitor è già disponibile per i pazienti?

No. Il dispositivo è ancora in fase di ricerca e sviluppo. Il passo successivo previsto è la sperimentazione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Prima di un'applicazione clinica terrestre, il Somniia Monitor dovrà seguire i percorsi di certificazione previsti per i dispositivi medici dalla normativa europea (MDR 2017/745).

Cosa distingue il Somniia Monitor da una polisonnografia tradizionale?

La polisonnografia ospedaliera richiede una notte in laboratorio con decine di sensori, cavi e gel conduttori; è lo standard diagnostico di riferimento. Il Somniia Monitor replica gli stessi segnali (EEG, frequenza cardiaca, respirazione, movimenti oculari, temperatura) in formato indossabile, senza infrastruttura clinica. L'accuratezza riportata dal team di ricerca è paragonabile a quella degli strumenti ospedalieri, ma la validazione su larga scala è ancora in corso.

Chi ha sviluppato e finanziato il progetto?

Il progetto è coordinato dal Centro per le Nanotecnologie Biomolecolari dell'IIT di Lecce. I partner scientifici sono l'Università di Bologna (dove il professor Matteo Cerri, coordinatore del gruppo ESA sull'ibernazione, guida la componente fisiologica), l'Università del Salento e il consorzio CETMA per l'ergonomia del dispositivo. Il finanziamento è dell'Agenzia Spaziale Italiana.

Perché monitorare il sonno degli astronauti è considerato un problema di sicurezza?

Sulla ISS, la privazione del sonno è documentata come fattore di rischio per le missioni: incide su attenzione, tempi di reazione e capacità decisionali critiche. Il problema è amplificato dal ciclo luce/buio accelerato (circa 17 albe ogni 24 ore) e dalla tendenza degli astronauti a sottostimare il proprio affaticamento. Una misura oggettiva e continua offre ai medici di terra un parametro di controllo indipendente dall'autovalutazione. La traiettoria del Somniia Monitor, da tecnologia spaziale a potenziale strumento clinico, segue un percorso già documentato in medicina: molti dispositivi oggi di uso comune, dall'ECG portatile al monitor pressorio domiciliare, sono nati da esigenze di monitoraggio in condizioni estreme. In Italia, dove oltre 13 milioni di insonni e 4 milioni di persone con apnee attendono mesi per accedere a un esame diagnostico appropriato, la mascherina monitoraggio sonno sviluppata all'IIT di Lecce indica una direzione concreta verso la riduzione del gap tra innovazione spaziale e cura quotidiana.

Pubblicato il: 12 maggio 2026 alle ore 18:57

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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