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Inaugurato a Chiari il nuovo Polo Agrario Einaudi: la sottosegretaria Frassinetti esalta il modello scuola e territorio
Editoriali

Inaugurato a Chiari il nuovo Polo Agrario Einaudi: la sottosegretaria Frassinetti esalta il modello scuola e territorio

Il sottosegretario Paola Frassinetti inaugura il nuovo Polo Agrario Einaudi a Chiari (BS), definendolo un esempio di eccellenza nella formazione tecnica agraria integrata con il territorio.

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Una giornata di festa per la comunità scolastica e agricola del bresciano. Il 23 marzo 2026 è stato inaugurato ufficialmente il nuovo Polo Agrario Einaudi a Chiari (BS), alla presenza del sottosegretario all'Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, della preside Vittorina Ferrari, del presidente di Coldiretti Ettore Prandini e dell'assessore regionale Tironi. La cerimonia ha segnato un passaggio significativo per l'offerta formativa del territorio: il nuovo polo rappresenta un investimento concreto nella formazione tecnica agraria, con strutture pensate per avvicinare i giovani al mondo dell'agricoltura attraverso laboratori di ultima generazione e aziende agricole annesse alla struttura scolastica. L'evento si inserisce in una più ampia strategia governativa che, negli ultimi anni, ha posto l'agricoltura al centro delle politiche economiche e formative del Paese. Non si tratta di un semplice taglio del nastro, ma di un segnale politico preciso: la volontà di ricostruire un legame tra istruzione e tessuto produttivo locale, soprattutto nelle aree rurali dove il rischio di spopolamento e di abbandono delle attività agricole resta elevato. La provincia di Brescia, con la sua tradizione agroalimentare consolidata, si candida così a diventare un laboratorio nazionale per la formazione dei futuri imprenditori agricoli.

Il sottosegretario Paola Frassinetti ha voluto sottolineare il valore emblematico dell'inaugurazione con una dichiarazione articolata, rilasciata al termine della cerimonia. "Oggi ho partecipato con piacere all'inaugurazione del nuovo Polo Agrario Einaudi a Chiari assieme alla Preside Vittorina Ferrari, al presidente Coldiretti Prandini e all'assessore Regionale Tironi", ha affermato Frassinetti, evidenziando la coralità istituzionale dell'evento. Ma è sul merito delle politiche governative che la sottosegretaria ha insistito con maggiore forza: "Il Governo, grazie al lavoro incessante del Ministro Lollobrigida, ha rimesso l'agricoltura al centro e in questo processo anche il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha dato un grande contributo supportando gli istituti agrari con l'obiettivo di intensificare gli sforzi per incoraggiare sempre più giovani a diventare agricoltori e facilitare lo sviluppo di attività imprenditoriali nelle aree rurali". Parole che delineano una visione chiara: la scuola non come entità separata dal mondo produttivo, ma come incubatore di competenze direttamente spendibili sul territorio. Frassinetti ha poi concluso con un passaggio che fotografa l'ambizione del progetto: "L'inaugurazione di questo nuovo Polo dimostra come gli istituti agrari possano essere vere e proprie eccellenze nella formazione tecnica agraria con laboratori innovativi e aziende agricole annesse". Una definizione, quella di "eccellenze", che il sottosegretario ha scelto con evidente intenzionalità, quasi a voler ribaltare lo stereotipo che per decenni ha relegato gli istituti tecnici e professionali a scelte di serie B rispetto ai licei. Del resto, la stessa Frassinetti si è più volte espressa sulla necessità di valorizzare tutte le componenti del sistema formativo.

Il ruolo degli istituti agrari nella strategia del governo

L'inaugurazione di Chiari non è un episodio isolato. Rientra in un disegno più ampio che il governo Meloni ha tracciato fin dall'inizio della legislatura, affidando al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida il compito di rilanciare il settore primario italiano. Il dato di partenza era preoccupante: secondo le rilevazioni ISTAT degli ultimi anni, l'età media degli imprenditori agricoli italiani supera i 55 anni, e il ricambio generazionale procede a rilento. Servono nuove leve, e queste nuove leve vanno formate. Gli istituti agrari, in questo scenario, diventano una leva strategica. In Italia ne esistono circa 220, distribuiti in modo disomogeneo sul territorio nazionale, con una concentrazione maggiore nel Centro-Nord. Non tutti, però, dispongono di infrastrutture adeguate. Il Polo Einaudi di Chiari si distingue proprio per la dotazione di laboratori innovativi e per la presenza di aziende agricole annesse dove gli studenti possono sperimentare direttamente le tecniche apprese in aula. Un modello che richiama le migliori esperienze europee, in particolare quelle francesi e olandesi, dove la formazione agraria è strettamente integrata con il sistema produttivo locale. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha stanziato negli ultimi esercizi finanziari risorse specifiche per l'ammodernamento degli istituti tecnici agrari, nell'ambito dei fondi PNRR destinati all'istruzione tecnica e professionale. L'obiettivo dichiarato è duplice: migliorare la qualità della formazione e rendere questi percorsi più attrattivi per le nuove generazioni, in un contesto in cui le iscrizioni ai licei continuano a prevalere su quelle agli istituti tecnici e professionali.

Formazione tecnica e rilancio delle aree rurali

La questione non è solo scolastica. È economica, demografica, sociale. Le aree rurali italiane perdono abitanti da decenni. I piccoli comuni dell'entroterra si svuotano, i servizi si riducono, le terre restano incolte. Invertire questa tendenza richiede interventi su più fronti, e la formazione è uno di quelli decisivi. Un giovane che acquisisce competenze agricole avanzate, che impara a gestire un'azienda agricola con strumenti digitali, che conosce le normative europee sulla sostenibilità ambientale, è un giovane che ha motivi concreti per restare o tornare nelle aree rurali. È esattamente questo il messaggio che Frassinetti ha voluto lanciare da Chiari: la scuola come strumento di radicamento territoriale, non come anticamera dell'emigrazione verso le grandi città. Il Polo Agrario Einaudi si inserisce in un territorio, quello bresciano, che vanta una tradizione agroalimentare di primissimo piano. La provincia di Brescia è tra le prime in Italia per produzione lattiero-casearia, vitivinicola e zootecnica. Marchi come il Franciacorta e il Grana Padano nascono qui. Formare giovani agricoltori capaci di innovare senza tradire la tradizione significa garantire la continuità di un patrimonio economico e culturale che vale miliardi di euro. La presenza del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, all'inaugurazione non è casuale: segnala il coinvolgimento diretto del mondo produttivo nella definizione dei percorsi formativi, un elemento che distingue i poli agrari più avanzati da quelli che ancora faticano a uscire da un modello didattico puramente teorico.

Il contesto bresciano e le prospettive future

Il bresciano è un territorio che sa coniugare industria e agricoltura con una naturalezza rara nel panorama italiano. Accanto ai distretti manifatturieri della Val Trompia e della Franciacorta, convivono aziende agricole che esportano in tutto il mondo. Questa doppia vocazione rende la provincia di Brescia un terreno ideale per sperimentare modelli formativi integrati, dove la tecnologia industriale si applica ai processi agricoli e viceversa. Il nuovo Polo Einaudi potrà contare su questa sinergia. L'assessore regionale Tironi, presente all'inaugurazione, ha confermato l'impegno della Regione Lombardia nel sostenere iniziative analoghe su tutto il territorio regionale. La Lombardia, del resto, è la prima regione agricola d'Italia per valore della produzione, con oltre 7 miliardi di euro annui, e ha tutto l'interesse a investire nella formazione di capitale umano qualificato per il settore. Guardando al futuro, il modello Chiari potrebbe essere replicato in altre province italiane, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il potenziale agricolo è enorme ma spesso sottoutilizzato per carenza di infrastrutture formative adeguate. La sfida, come ha implicitamente suggerito Frassinetti, è trasformare gli istituti agrari da semplici scuole in veri e propri hub di innovazione territoriale, capaci di attrarre non solo studenti ma anche investimenti, ricerca e collaborazioni internazionali. Un percorso ambizioso, che richiederà continuità politica e risorse finanziarie adeguate, ma che l'inaugurazione di Chiari contribuisce a rendere meno astratto e più tangibile.

Sintesi

L'inaugurazione del Polo Agrario Einaudi a Chiari segna un punto fermo nella strategia del governo per il rilancio della formazione tecnica agraria in Italia. Le parole del sottosegretario Paola Frassinetti, che ha definito il nuovo polo "un vero esempio di integrazione col territorio", sintetizzano la filosofia alla base del progetto: una scuola che non si limita a trasmettere nozioni, ma che forma imprenditori agricoli pronti a operare in un mercato sempre più competitivo e tecnologicamente avanzato. La presenza congiunta di istituzioni scolastiche, rappresentanti del governo nazionale, della Regione Lombardia e del mondo produttivo attraverso Coldiretti testimonia un approccio sistemico che, se mantenuto nel tempo, potrebbe davvero contribuire al ricambio generazionale nel settore agricolo e alla rivitalizzazione delle aree rurali italiane.

Pubblicato il: 23 marzo 2026 alle ore 20:47

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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