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Giornata nazionale del Made in Italy 2026: il MIM lancia un programma di eventi e il marchio "Made in MIM" per le scuole
Editoriali

Giornata nazionale del Made in Italy 2026: il MIM lancia un programma di eventi e il marchio "Made in MIM" per le scuole

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito presenta il programma per la Giornata del Made in Italy 2026, con eventi dal 20 marzo al 10 maggio e il nuovo progetto "Made in MIM" per le scuole.

Con la Nota Prot. n. 89225 del 24 marzo 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ufficialmente avviato la macchina organizzativa per la Giornata nazionale del Made in Italy 2026. Un calendario fitto di iniziative, un evento di rilievo nazionale in Campania e, soprattutto, un progetto inedito che potrebbe cambiare il rapporto tra scuola e mercato: il marchio "Made in MIM", pensato per consentire agli istituti di commercializzare i propri prodotti.

La Nota ministeriale e il quadro normativo

La ricorrenza affonda le radici nella Legge 27 dicembre 2023, n. 206, che all'articolo 3 ha istituito la Giornata nazionale del Made in Italy. La data scelta è il 15 aprile, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, figura che incarna come nessun'altra il genio creativo italiano. Il MIM, nella nota trasmessa agli Uffici scolastici regionali, ricorda che la giornata rappresenta per le scuole "un'opportunità per valorizzare la creatività e le eccellenze italiane, per riconoscerne il ruolo sociale e l'importante contributo allo sviluppo economico e culturale della Nazione e del suo patrimonio identitario".

L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato favorire approfondimenti e riflessioni sulla promozione e la tutela delle opere dell'ingegno italiano, dall'altro stimolare nei più giovani la consapevolezza del valore che il Made in Italy porta nel mondo.

Il programma: dal 20 marzo al 10 maggio 2026

Le attività connesse alla Giornata non si esauriranno in una singola data. Il Ministero ha previsto una finestra temporale ampia, che va dal 20 marzo al 10 maggio 2026, durante la quale scuole di ogni ordine e grado potranno organizzare eventi celebrativi. Il MIM ha invitato gli Uffici scolastici regionali a promuovere incontri, manifestazioni e occasioni di approfondimento su tutto il territorio nazionale.

La scelta di un arco temporale così esteso, quasi due mesi, risponde a un'esigenza pratica: permettere a ciascun istituto di calibrare le iniziative sulla propria programmazione didattica, senza sovrapposizioni con verifiche, scrutini o altri impegni del calendario scolastico. Una flessibilità che, nelle intenzioni del Ministero, dovrebbe favorire una partecipazione capillare.

L'evento nazionale a San Leucio

Il cuore simbolico della Giornata 2026 sarà il complesso monumentale Belvedere di San Leucio, a Caserta. Qui, il 29 aprile 2026, il MIM ha organizzato l'evento nazionale dedicato alla ricorrenza. La scelta della location non è casuale. San Leucio è patrimonio UNESCO, celebre per la sua tradizione manifatturiera settecentesca legata alla produzione della seta, voluta da Ferdinando IV di Borbone. Un luogo dove la storia dell'eccellenza produttiva italiana si tocca con mano.

Lo scopo dell'iniziativa, spiega il Ministero, è promuovere la cultura dell'eccellenza italiana nei settori della moda, dell'artigianato, del design e della manifattura, "a salvaguardia dei beni storici e delle tradizioni produttive locali". Un messaggio chiaro: il Made in Italy non è solo un brand commerciale, ma un patrimonio culturale da preservare e trasmettere alle nuove generazioni.

Il progetto "Made in MIM": un marchio per i prodotti delle scuole

La novità più rilevante contenuta nella Nota riguarda il progetto "Made in MIM", attualmente in corso di perfezionamento. Si tratta di un'iniziativa senza precedenti: la registrazione di un marchio omonimo che consentirà alle scuole aderenti di commercializzare i prodotti da esse realizzati.

Il progetto si rivolge in particolare agli istituti che operano nell'ambito delle aziende agricole scolastiche e delle attività correlate all'enogastronomia e all'ospitalità alberghiera. Pensiamo, ad esempio, agli istituti agrari che producono olio, vino, formaggi, o alle scuole alberghiere che realizzano prodotti da forno e conserve. Fino a oggi, questi prodotti restavano confinati all'interno delle mura scolastiche o venivano distribuiti in occasione di eventi. Con il marchio "Made in MIM", il Ministero punta a creare un canale di commercializzazione ufficiale e riconoscibile.

È un passaggio significativo. Significa riconoscere alle scuole un ruolo produttivo, non solo formativo, e dare dignità di mercato al lavoro degli studenti. I dettagli operativi, le modalità di adesione e i requisiti per ottenere il marchio non sono ancora stati resi noti nel dettaglio, ma il Ministero ha confermato che il perfezionamento del progetto è in fase avanzata.

Le iniziative del Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Oltre alle attività promosse direttamente dal MIM, la Nota ricorda che è possibile aderire alle iniziative organizzate a livello locale, regionale e nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Gli eventi proposti dal MIMIT sono consultabili su una pagina web dedicata e offrono alle scuole l'opportunità di inserirsi in un circuito più ampio, che coinvolge imprese, associazioni di categoria e istituzioni territoriali.

Una ricorrenza tra identità e sviluppo economico

La Giornata nazionale del Made in Italy 2026 si configura dunque come qualcosa di più di una semplice celebrazione. Il programma delineato dal MIM combina memoria storica, valorizzazione delle eccellenze e innovazione didattica. L'evento di San Leucio il 29 aprile offrirà una vetrina nazionale. La finestra temporale dal 20 marzo al 10 maggio garantirà capillarità. Ma è il progetto "Made in MIM" a rappresentare il vero elemento di discontinuità: un marchio che trasforma le scuole da luoghi di apprendimento a laboratori produttivi riconosciuti, capaci di portare sul mercato il frutto del lavoro dei propri studenti. Un esperimento che, se ben realizzato, potrebbe ridefinire il rapporto tra istruzione e mondo del lavoro in Italia.

Pubblicato il: 27 marzo 2026 alle ore 14:47

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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