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ENPAIA svela il primo bilancio sociale alla presenza del sottosegretario al lavoro Durigon
Editoriali

ENPAIA svela il primo bilancio sociale alla presenza del sottosegretario al lavoro Durigon

La Fondazione ENPAIA presenta a Roma il primo bilancio sociale con oltre 400 milioni investiti nell'economia reale, un avanzo di 22,8 milioni nel 2024 e proiezioni a 25 milioni per il 2025. Il sottosegretario Durigon elogia il modello e invita le altre casse a seguirne l'esempio.

Villa Blanc, sede storica della Luiss nel cuore di Roma, ha ospitato la presentazione di un documento destinato a segnare una svolta nella comunicazione istituzionale della previdenza agricola italiana. La Fondazione ENPAIA, ente di previdenza del settore agricolo, ha svelato il suo primo bilancio sociale, uno strumento che per la prima volta mette nero su bianco non soltanto i risultati finanziari, ma l'impatto complessivo, economico, sociale e ambientale, generato dall'attività dell'ente. I numeri parlano con una chiarezza che lascia poco spazio alle interpretazioni. L'avanzo 2024 ha raggiunto quota 22,8 milioni di euro, un balzo significativo rispetto ai 16,2 milioni registrati nell'esercizio precedente. Il patrimonio netto si attesta a 2,14 miliardi di euro, una cifra che conferma la solidità strutturale della cassa e la sua capacità di reggere anche in fasi di turbolenza dei mercati. Ma il dato che più colpisce riguarda le proiezioni: i dati preliminari del bilancio 2025 indicano un avanzo atteso di 25 milioni di euro, a testimonianza di una traiettoria di crescita costante. Il rapporto è stato elaborato dall'ufficio studi di ENPAIA con il supporto scientifico dell'Università Luiss Guido Carli e presentato dal professor Mauro Maré, che ha analizzato nel dettaglio le dinamiche finanziarie e demografiche sottostanti. Il presidente Giorgio Piazza ha voluto sottolineare la portata dell'iniziativa: il bilancio sociale nasce per "misurare e rendere visibile l'impatto complessivo dell'ente", non limitandosi ai risultati contabili ma estendendo lo sguardo alla capacità di generare valore per i 41.033 iscritti attivi, per il settore agricolo nel suo insieme e per le comunità territoriali coinvolte. Un passaggio, quello dalla rendicontazione puramente economica a quella sociale, che segna un cambio di paradigma nella governance degli enti previdenziali italiani e che si inserisce in un contesto europeo dove la trasparenza verso gli stakeholder è diventata un requisito imprescindibile.

Investimenti nell'economia reale e finanza sostenibile

Oltre 400 milioni di euro investiti nell'economia reale: è questa la cifra simbolo del bilancio sociale ENPAIA, un dato che racconta una strategia precisa, orientata a sostenere le imprese italiane del comparto agroalimentare e a rafforzare l'intero tessuto produttivo nazionale. Non si tratta di operazioni finanziarie astratte, ma di partecipazioni dirette in aziende che rappresentano eccellenze del made in Italy. Tra le operazioni più rilevanti figurano gli investimenti in Masi, storica casa vinicola veneta, in BF, holding attiva nell'agribusiness, in Granarolo, colosso del lattiero-caseario, e più di recente in Novamarine, eccellenza della cantieristica navale italiana. Ciascuna di queste scelte riflette una visione che il direttore generale Roberto Diacetti ha definito "un modello innovativo orientato a una crescita sostenibile che mette al centro le aziende e le persone". La dimensione della sostenibilità ambientale non è un orpello retorico. ENPAIA ha allocato 254,2 milioni di euro in strumenti ESG (Environmental, Social, Governance), a sostegno della transizione ecologica e dell'innovazione sostenibile. Un impegno che si traduce in linee di intervento concrete: promozione dell'agricoltura 4.0, riduzione dell'uso di pesticidi in coerenza con il Green Deal europeo e valorizzazione dell'agricoltura biologica, che in Italia ha raggiunto 2,45 milioni di ettari coltivati. Diacetti ha insistito sul ruolo di "volano" che gli investitori istituzionali, casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni bancarie e assicurazioni, potrebbero svolgere a vantaggio dell'intera economia nazionale. Un messaggio rivolto non solo al mondo della previdenza ma anche alla politica economica del Paese, in un momento in cui la capacità di mobilitare capitali pazienti verso l'economia produttiva rappresenta una delle sfide più urgenti per la competitività italiana. I rendimenti ottenuti, pari al 3,25%, dimostrano che investire nell'economia reale e perseguire obiettivi di sostenibilità non significa rinunciare alla performance finanziaria, ma anzi costruire portafogli più resilienti nel lungo periodo.

Il plauso di Durigon: ENPAIA come modello per tutte le casse

Tra gli interventi che hanno segnato la giornata di Villa Blanc, quello del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon si è distinto per la nettezza dei toni e la concretezza delle indicazioni politiche. Durigon non si è limitato a un generico apprezzamento: ha espresso un "forte plauso" all'operato del presidente Giorgio Piazza e del direttore generale Roberto Diacetti, citando esplicitamente l'ENPAIA come modello di eccellenza nella gestione degli investimenti e delle risorse umane. Un riconoscimento che, provenendo da un esponente di governo con delega diretta sul comparto previdenziale, assume un peso politico rilevante. Ma la parte più significativa dell'intervento del sottosegretario ha riguardato il futuro dell'intero sistema delle casse previdenziali italiane. Durigon ha esortato le altre realtà a seguire l'esempio di ENPAIA, puntando con decisione sull'aggregazione tra le casse per potenziare i fondi complementari e superare quelle che ha definito "logiche di frammentazione". È un tema cruciale per il sistema previdenziale italiano, storicamente caratterizzato da una pluralità di enti di piccole e medie dimensioni che, operando in modo isolato, faticano a raggiungere la massa critica necessaria per competere sui mercati finanziari internazionali e per offrire servizi di welfare evoluti ai propri iscritti. Il sottosegretario ha poi allargato lo sguardo alla dimensione temporale della sfida. Ha ribadito la necessità di una visione a lungo termine per sostenere il mercato del lavoro, confermando l'impegno del governo nel valutare nuove coperture finanziarie e nel semplificare il sistema degli investimenti. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: fare in modo che le casse possano "continuare a garantire risposte solide e sostenibili alle sfide dei prossimi cinquant'anni". Non un orizzonte generico, dunque, ma un arco temporale preciso che richiede scelte strutturali immediate. Le parole di Durigon delineano una direzione politica chiara: il governo guarda alle casse di previdenza non come semplici gestori di contributi, ma come attori strategici dell'economia nazionale, capaci di convogliare risorse verso investimenti produttivi e di fungere da ammortizzatori sociali evoluti. Il fatto che ENPAIA sia stata indicata come benchmark da seguire rappresenta un riconoscimento significativo per un ente che, con i suoi 42.000 iscritti, non è certo il più grande del panorama previdenziale italiano, ma che evidentemente ha saputo costruire un modello di governance e di gestione patrimoniale giudicato replicabile su scala più ampia.

La sfida demografica e il nodo della previdenza complementare

Dietro i numeri positivi del bilancio si nasconde una realtà con cui l'intero sistema previdenziale italiano è chiamato a fare i conti. Il rapporto ENPAIA affronta senza reticenze le criticità demografiche che minacciano la sostenibilità di lungo periodo: la natalità è scesa a 1,1 figli per donna, l'età media al primo figlio è salita a 32 anni e il mercato del lavoro fatica a garantire il ricambio generazionale. Un quadro che il professor Mauro Maré, docente alla Luiss, ha sintetizzato con una formula efficace: esiste un "chiaro mismatch tra entrate e uscite" che mette a rischio la tenuta futura del sistema. La domanda che Maré ha posto alla platea è tanto semplice quanto scomoda: "Le nuove generazioni saranno disposte o in grado di pagare le pensioni attuali?". La risposta, secondo l'economista, risiede nel potenziamento della previdenza a capitalizzazione, dove le prestazioni sono garantite dai risparmi accumulati dai singoli lavoratori e non dai contributi versati dalla popolazione attiva, un meccanismo quest'ultimo sempre più fragile in un contesto di inverno demografico. Tra le soluzioni prospettate spicca un'ipotesi destinata ad alimentare il dibattito: rendere obbligatoria l'adesione ai fondi pensione, sul modello già adottato da altri partner europei. Una misura che garantirebbe stabilità ai trattamenti pensionistici e, al tempo stesso, fornirebbe una spinta significativa agli investimenti domestici. ENPAIA, dal canto suo, ha già imboccato questa strada attraverso lo sviluppo della previdenza complementare, in particolare tramite Agrifondo, e mediante una gestione patrimoniale improntata alla prudenza. Il bilancio sociale evidenzia come la tutela del patto intergenerazionale richieda scelte strategiche di lungo periodo, investimenti coerenti con gli obiettivi di sostenibilità e una comunicazione trasparente con gli iscritti. La sfida non è soltanto finanziaria ma culturale: convincere i lavoratori più giovani che accantonare risorse oggi significa costruire sicurezza domani, in un Paese dove la fiducia nel sistema pensionistico è ai minimi storici.

Welfare integrato e nuove tutele per i lavoratori agricoli

Il bilancio sociale dedica ampio spazio all'evoluzione del welfare integrato, un tema che per i lavoratori del settore agricolo assume una rilevanza particolare. Il modello che ENPAIA sta costruendo è di tipo multilivello, capace di integrare previdenza obbligatoria, sanità integrativa attraverso i fondi FIA e FIS, e bilateralità tramite l'ente EBNCI. Proprio il nuovo ente bilaterale rappresenta, secondo il rapporto, un passo decisivo per rafforzare la tutela dei lavoratori dei consorzi di bonifica attraverso l'ANBI. Le nuove prestazioni in fase di sviluppo toccano ambiti cruciali per la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie: non autosufficienza, conciliazione vita-lavoro e sostegno alla genitorialità. Sono temi che il sistema previdenziale tradizionale non è stato progettato per affrontare, ma che la trasformazione demografica e sociale del Paese rende ormai ineludibili. La rete di protezione sociale si allarga, insomma, ben oltre il perimetro classico della pensione. Il rapporto analizza anche l'impatto degli shock geopolitici sulle imprese agricole: crisi logistiche, aumento dei costi energetici, dazi commerciali e instabilità internazionale colpiscono in modo particolare le piccole aziende, individuate come l'anello più esposto della filiera agroalimentare. ENPAIA risponde con una strategia che combina sostegno diretto attraverso gli investimenti e rafforzamento delle tutele previdenziali e assistenziali. Giovanni Mininni, segretario generale della FLAI-CGIL, ha lodato il percorso di crescita dell'ente, sottolineando la necessità che il bilancio sociale metta al centro "la sostenibilità e l'equilibrio tra entrate e uscite, garantendo prestazioni certe agli impiegati agricoli". Per il leader sindacale, la sfida futura risiede nel consolidare la fiducia dei lavoratori attraverso investimenti nell'economia reale e una comunicazione trasparente, strumenti indispensabili per affrontare le incertezze demografiche. Sul fronte della governance, ENPAIA opera secondo standard certificati che attestano la qualità dei processi, la sicurezza dei dati, la prevenzione della corruzione e l'impegno per la parità di genere. Il rafforzamento dei presidi di risk management e internal audit completa un percorso di modernizzazione che affianca alle certificazioni ISO un sistema strutturato di prevenzione dei rischi operativi, finanziari e organizzativi.

Le voci del mondo accademico e delle parti sociali

La presentazione di Villa Blanc ha visto convergere voci diverse, dal mondo accademico a quello sindacale, dalla politica all'imprenditoria, in un confronto che ha restituito la complessità delle sfide che attendono il sistema previdenziale e il settore agroalimentare. Il rettore della Luiss, Paolo Boccardelli, ha inquadrato il bilancio sociale come "uno strumento di trasparenza e dialogo con gli stakeholder, capace di rendere leggibili le scelte della fondazione e di mostrare l'impatto delle sue attività sulla comunità professionale che rappresenta". Boccardelli ha poi aggiunto una notazione che guarda oltre i confini nazionali: ENPAIA, per solidità, governance e visione, "può diventare un riferimento anche oltre i confini nazionali". Non è un'affermazione di circostanza. In un panorama europeo dove la sostenibilità dei sistemi previdenziali è al centro del dibattito politico, un ente capace di coniugare rendimenti finanziari, investimenti nell'economia reale e welfare evoluto rappresenta effettivamente un caso di studio interessante. Luigi Abete, presidente della Luiss, ha spostato il fuoco sulla politica economica complessiva, sottolineando la necessità di trasformare il risparmio in capitale produttivo attraverso un rilancio deciso degli investimenti privati e pubblici. Per Abete, la competitività del sistema Paese dipende dalla capacità di attrarre capitali esteri e favorire l'innovazione, con l'università che funge da ponte tra formazione e impresa. La parola d'ordine, ha scandito, è fiducia: "Solo con stabilità normativa e incentivi mirati sarà possibile sbloccare le potenzialità dell'economia italiana". Il professor Maré ha completato il quadro analitico ricordando che ENPAIA conta circa 42.000 iscritti e che il suo ruolo come investitore nell'economia reale e nel mercato immobiliare è in costante crescita. L'intreccio tra solidità patrimoniale, impegno sociale e visione strategica emerge come il filo conduttore di un bilancio che non si limita a fotografare il presente ma prova a tracciare una rotta per i decenni a venire, in un settore, quello agricolo, che rimane uno dei pilastri dell'economia italiana.

Uno sguardo al futuro del sistema agroalimentare

Il primo bilancio sociale di ENPAIA segna un punto di non ritorno nella comunicazione istituzionale dell'ente e, potenzialmente, dell'intero comparto delle casse previdenziali italiane. I 400 milioni investiti nell'economia reale, i 254 milioni in strumenti ESG, l'avanzo in crescita costante e il patrimonio di 2,14 miliardi di euro compongono un quadro di solidità che pochi enti previdenziali di dimensioni comparabili possono vantare. Ma il valore aggiunto del documento sta altrove: nella capacità di leggere le fragilità del sistema, dalla crisi demografica agli shock geopolitici, e di proporre risposte concrete attraverso il welfare integrato, la previdenza complementare e gli investimenti sostenibili. L'endorsement del sottosegretario Durigon, che ha indicato ENPAIA come benchmark per l'intero settore e ha sollecitato l'aggregazione tra le casse, conferisce al documento una valenza politica che va oltre il perimetro del mondo agricolo. Se il governo intende davvero semplificare il sistema degli investimenti e garantire coperture finanziarie adeguate per i prossimi cinquant'anni, il modello ENPAIA offre una base concreta da cui partire. La sfida, ora, è tradurre le dichiarazioni in provvedimenti e le buone pratiche di un singolo ente in una riforma di sistema. Il settore agroalimentare italiano, con le sue piccole imprese esposte alle turbolenze globali e i suoi lavoratori che chiedono certezze previdenziali, non può permettersi di aspettare.

Pubblicato il: 23 marzo 2026 alle ore 20:43

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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