Loading...
Depressione e invalidità: cosa cambia davvero con la riforma 2027
Editoriali

Depressione e invalidità: cosa cambia davvero con la riforma 2027

I disturbi psichici sono la prima causa di invalidità civile in Italia. Ma tra tabelle ferme al 1992 e tempi lunghi, la riforma 2027 li lascia fuori.

Nei verbali di invalidità civile dell'INPS tra 2019 e 2024, i disturbi psichici hanno superato i tumori: 1.230.851 pratiche, il 20,06% del totale nazionale. La depressione, in tutte le sue forme, è dentro quel numero.

La prima patologia per numero di verbali

Il dato arriva dal Rendiconto sociale 2025 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS, che ordina per la prima volta cinque anni di verbali per gruppo diagnostico. In cima ci sono i disturbi psichici con oltre 1,23 milioni di pratiche in sei anni, davanti ai tumori (1,21 milioni) e alle patologie del sistema nervoso e degli organi di senso (936 mila). Per il DM 5 febbraio 1992, ancora oggi l'unica tabella valida per la valutazione, alla sindrome depressiva endogena si riconosce il 30% nella forma lieve, il 41-50% in quella media e il 71-80% nella forma grave. Le forme endoreattive vanno dal 10% al 40%, la nevrosi ansiosa resta ferma al 15%, il disturbo ciclotimico cronico con crisi ricorrenti può arrivare al 100%. Sotto il 74% non scatta l'assegno mensile: restano l'esenzione dal ticket e l'iscrizione alle categorie protette per il collocamento mirato. Sopra quella soglia, e in presenza di ulteriori compromissioni, si passa alla pensione di inabilità, che nel 2026 vale 340,71 euro per tredici mensilità.

141 giorni di attesa media, 389 a Biella

Chi presenta domanda oggi non aspetta 90 giorni, come indica la norma sulla convocazione a visita. I dati INPS 2024 su fase sanitaria e amministrativa segnano 141 giorni complessivi (125 di fase sanitaria e 16 di amministrativa), in leggero calo dai 144 del 2023. Il divario territoriale, però, è enorme. La Basilicata chiude una pratica in 48 giorni, la Calabria in 67, la Lombardia in 102. Sopra la media nazionale ci sono Piemonte (177 giorni) e Lazio (221), con Napoli a 260. I picchi restano in provincia: Pescara 329 giorni, Latina 284, Biella 389. La forbice tra il minimo (Potenza, 43 giorni) e il massimo (Biella, 389) supera i dieci mesi di calendario. Per un lavoratore in cura per depressione grave, in attesa dell'assegno mensile o della pensione di inabilità, la residenza pesa quanto la diagnosi. Il vantaggio del Mezzogiorno si spiega quasi tutto con le convenzioni tra INPS e ASL: dove la commissione sanitaria è interamente accentrata sull'Istituto, i tempi scendono; dove convivono due attori, i giorni si sommano.

La riforma parte nel 2027, ma senza depressione

Dal 1° gennaio 2027 entra a regime il nuovo procedimento unico di valutazione di base previsto dal decreto legislativo 62/2024 sulla riforma della disabilità, che sostituirà invalidità civile, disabilità ai sensi della legge 104 e riconoscimenti scolastici o lavorativi. Al momento la sperimentazione copre 60 province su 106 e si applica solo a sette patologie: sclerosi multipla, diabete di tipo 2, disturbi dello spettro autistico, cardiopatie, broncopatie, artrite reumatoide e malattie oncologiche. I disturbi psichici e la depressione non sono nell'elenco. Il decreto attuativo n. 94/2025 ha coperto solo le prime tre patologie, mentre il regolamento generale previsto entro il 30 novembre 2026 dovrà aggiornare l'intera tabella del 1992 alle classificazioni ICD e ICF. Anche nelle Commissioni parlamentari il perimetro della valutazione della disabilità cognitiva è in agenda: i lavori della 7ª Commissione del Senato sui DSA universitari toccano un terreno adiacente a quello che il nuovo regolamento dovrà definire per gli adulti con disturbi psichici.

Chi presenta domanda per depressione entro il 31 dicembre 2026 in una provincia non sperimentale seguirà ancora la tabella del 1992 e la vecchia commissione. La variabile principale, per tutto il prossimo anno, non sarà la diagnosi ma la provincia in cui si risiede: tra Potenza e Biella la stessa pratica può passare da 43 a 389 giorni, quasi undici mesi di attesa in più a parità di quadro clinico.

Domande frequenti

Come viene valutata la depressione ai fini dell'invalidità civile secondo la normativa attuale?

La depressione viene valutata secondo il DM 5 febbraio 1992, che assegna percentuali diverse in base alla gravità: dal 30% per la forma lieve, fino al 71-80% per la forma grave. Percentuali inferiori al 74% non danno diritto all'assegno mensile, ma solo a esenzioni e iscrizione alle categorie protette.

Quanto tempo occorre mediamente per l'esame di una domanda di invalidità civile per depressione?

Nel 2024 il tempo medio per completare una pratica è di 141 giorni, ma esistono forti differenze territoriali: si va da 43 giorni a Potenza fino a 389 giorni a Biella. La residenza incide significativamente sui tempi di attesa.

La riforma del 2027 cambierà subito le regole per la valutazione della depressione?

No, dal 1° gennaio 2027 il nuovo procedimento unico coprirà inizialmente solo sette patologie, escludendo i disturbi psichici e la depressione. Per queste condizioni, almeno inizialmente, continuerà ad applicarsi la tabella del 1992.

Cosa succede a chi presenta domanda di invalidità per depressione prima del 2027?

Chi presenta domanda entro il 31 dicembre 2026 in una provincia non coinvolta nella sperimentazione sarà valutato ancora secondo la tabella del 1992 e dalle commissioni attuali. La tempistica dipenderà prevalentemente dalla provincia di residenza.

Quali sono i benefici riconosciuti per chi riceve una percentuale di invalidità inferiore al 74% per depressione?

Con una percentuale inferiore al 74%, non si ha diritto all'assegno mensile, ma si può ottenere l'esenzione dal ticket sanitario e l'iscrizione alle categorie protette per il collocamento mirato.

Pubblicato il: 16 settembre 2026 alle ore 14:15

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

Articoli Correlati