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Ddl stadi, ripartono le audizioni al Senato. La dichiarazione del sen. Occhiuto
Editoriali

Ddl stadi, ripartono le audizioni al Senato. La dichiarazione del sen. Occhiuto

Riprende l'iter del disegno di legge firmato da Occhiuto, Galliani e Lotito: agevolazioni fiscali e procedure semplificate per costruire o ristrutturare gli impianti sportivi italiani.

Il cuore della riforma: agevolazioni Zes per gli stadi

Il 17 marzo 2026 le commissioni riunite Cultura e Ambiente del Senato hanno avviato le audizioni sul disegno di legge per la modernizzazione degli impianti calcistici italiani. Il provvedimento, presentato a fine 2024, porta la firma del senatore di Forza Italia Mario Occhiuto come primo firmatario, affiancato da Claudio Lotito, patron della Lazio, e Adriano Galliani, ex amministratore delegato di Monza e Milan. Il nucleo della proposta è ambizioso: estendere alla costruzione e ristrutturazione degli stadi le agevolazioni previste per le Zone economiche speciali, con permessi rilasciati entro 45 giorni, possibilità di nominare un commissario e un credito d'imposta del 30% sugli investimenti privati, innalzabile al 40% per progetti di eccellenza in chiave di sostenibilità.

Le dichiarazioni di Occhiuto e il ruolo del Sud

Occhiuto ha sottolineato con forza la portata del provvedimento. «Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio salto di qualità per il nostro Paese. L'obiettivo è chiaro: snellire le procedure di costruzione e ristrutturazione e dotare le città di strutture sportive all'avanguardia e multifunzionali, capaci di diventare veri e propri poli di aggregazione sociale e culturale», ha dichiarato il senatore. Particolare attenzione è rivolta al Mezzogiorno: «Un progetto particolarmente importante per il Sud Italia, dove molti impianti, costruiti più di sessant'anni fa, si trovano oggi inglobati nei nuovi perimetri urbani». Già al momento della presentazione, Occhiuto aveva rimarcato la necessità di «rivedere il concetto di stadio come luogo d'incontro per ampliarne offerta e utilizzo, ed è importante che sia di proprietà dei club».

Un iter lungo oltre un anno: cosa aspettarsi

Il ddl stadi nasce dalla consapevolezza che l'Italia sconta un ritardo infrastrutturale pesante rispetto ai principali campionati europei. L'età media degli impianti di Serie A supera i sessant'anni, dato che colloca il nostro Paese ben lontano da Inghilterra, Germania e Spagna, dove le ristrutturazioni sono state incentivate da normative più snelle. Le procedure semplificate e le agevolazioni fiscali proposte puntano a sbloccare investimenti privati rimasti finora congelati dalla burocrazia. Il confronto avviato al Senato tra istituzioni ed esperti rappresenta, nelle parole di Occhiuto, «un primo passaggio fondamentale che ci consentirà di migliorare il testo e di realizzare in Italia una riforma attesa da anni». Resta da capire se i tempi parlamentari permetteranno un'approvazione rapida.

Pubblicato il: 18 marzo 2026 alle ore 20:55

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale del disegno di legge sugli stadi?

L'obiettivo principale è snellire le procedure per la costruzione e ristrutturazione degli stadi, dotando le città di impianti moderni e multifunzionali che fungano da poli di aggregazione sociale e culturale.

Quali agevolazioni economiche prevede la riforma per la realizzazione degli stadi?

La riforma propone di estendere agli stadi le agevolazioni delle Zone economiche speciali, tra cui permessi rilasciati entro 45 giorni, la possibilità di nominare un commissario e un credito d'imposta del 30% sugli investimenti privati, che può salire al 40% per progetti particolarmente sostenibili.

Perché il Mezzogiorno è considerato centrale in questa proposta di legge?

Il Sud Italia ha molti stadi obsoleti, costruiti oltre sessant'anni fa e oggi inglobati nei nuovi perimetri urbani; la riforma mira a favorire la modernizzazione di questi impianti, considerandoli fondamentali per la crescita sociale e culturale del territorio.

In che modo questa riforma può rilanciare gli investimenti privati negli stadi italiani?

Le procedure semplificate e le agevolazioni fiscali proposte puntano a sbloccare investimenti privati finora frenati dalla burocrazia, favorendo così la realizzazione di nuovi impianti o la ristrutturazione di quelli esistenti.

Quali sono le principali differenze tra la situazione italiana e quella degli altri campionati europei?

L'Italia sconta un ritardo infrastrutturale, con un'età media degli stadi di Serie A superiore ai sessant'anni, mentre in paesi come Inghilterra, Germania e Spagna le ristrutturazioni sono state favorite da normative più snelle.

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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