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Yacht esclusi dal FuelEU, a Monaco parte la certificazione pre-progetto
Cultura

Yacht esclusi dal FuelEU, a Monaco parte la certificazione pre-progetto

Il FuelEU Maritime dal 2025 taglia le emissioni delle grandi navi ma non tocca gli yacht. A Monaco startup e certificazione anticipano le regole.

Alla 13ª edizione della Monaco Energy Boat Challenge, in corso dall'8 all'11 luglio 2026, il tema non sono più solo le regate. Le conferenze parallele allo Yacht Club de Monaco stanno costruendo un percorso di autoregolazione ambientale per un settore, quello dello yachting, che le nuove norme europee di fatto non toccano.

Startup nate dalla gara che ora certificano gli yacht

La sessione della Conferenza sulle tecnologie avanzate per lo yachting, intitolata Nautica adattata al clima: innovazione per un futuro marittimo incerto, ha messo al centro un cambio di paradigma: la certificazione ambientale richiesta prima della costruzione, non dopo la consegna dell'imbarcazione. Lo strumento è il SEA Index, sviluppato dallo Yacht Club de Monaco per misurare l'impronta ambientale degli yacht in costruzione o già in flotta. Natalie Quévert, Segretario Generale del SEA Index, ha detto in conferenza che gli armatori chiedono la certificazione sempre più spesso a monte della progettazione, e non più solo dopo la consegna o la vendita dello yacht.

Accanto al SEA Index si è affiancata NEMO Systems, startup selezionata tra i cinque finalisti MonacoTech su un centinaio di candidature. I tre fondatori, Maëlle Truchement, Simon Dorthe e Marc Guynot, sono ex concorrenti della Challenge: hanno sviluppato un datalogger che raccoglie in tempo reale i consumi energetici di bordo. La logica è ribaltare la certificazione: non più solo dati progettuali stimati sulla carta, ma dati operativi reali misurati durante l'utilizzo effettivo dello yacht, così da alimentare le certificazioni con numeri verificabili.

Il paradosso normativo: FuelEU non copre gli yacht privati

L'urgenza di uno strumento volontario nasce da un vuoto regolatorio preciso. Dal 1° gennaio 2025 è in vigore il Regolamento FuelEU Maritime della Commissione Europea, che obbliga a ridurre l'intensità dei gas serra dei combustibili usati a bordo del 2% nel 2025, fino all'80% nel 2050 rispetto alla media 2020. La norma si applica però solo alle navi sopra le 5.000 tonnellate di stazza lorda che scalano porti UE, e prevede meccanismi di pooling e onshore power supply per le grandi flotte.

La stessa soglia vale per il framework Net-Zero dell'IMO approvato ad aprile 2025, atteso in vigore nel 2027. Secondo l'IMO le navi sopra i 5.000 GT emettono l'85% della CO2 del trasporto marittimo internazionale, quota che giustifica il taglio. Ma la gran parte degli yacht privati resta strutturalmente sotto quella stazza: fuori dagli obblighi vincolanti, senza pricing sulle emissioni e senza standard di combustibile. È in questo spazio grigio che la manifestazione di Monaco prova a costruire regole di mercato prima che arrivi il legislatore, agendo sulla domanda degli armatori invece che sull'obbligo di legge.

Idrogeno, batterie, vento: cosa cambia per cantieri e armatori

Il 10 luglio si tiene la 7ª Alternative Fuels Conference, organizzata dallo Yacht Club de Monaco con la Fondazione Principe Alberto II di Monaco. Sul tavolo ci sono i percorsi concreti di decarbonizzazione: idrogeno, propulsione assistita dal vento, batterie, mix energetici futuri per le flotte. Le regate della manifestazione fanno da laboratorio a cielo aperto: 52 team da 21 nazionalità testano imbarcazioni elettriche, a idrogeno, a metanolo e a foil, con NEMO Systems che raccoglie i dati di consumo effettivi delle Energy Class. I relatori hanno evidenziato che non esiste una soluzione unica, ma serve combinare più tecnologie per ridurre le emissioni senza sacrificare autonomia e prestazioni.

L'ecosistema che si genera attorno all'evento tocca formazione tecnica, filiera industriale del lusso e turismo di alto profilo, temi affrontati anche nel festival che prova a colmare il divario tra formazione e turismo. Per i cantieri europei la posta è concreta: chi arriva alla certificazione pre-progetto con dati operativi verificati ha un vantaggio commerciale su porti, marine e zone marine protette che stanno già iniziando a chiedere credenziali ambientali per l'accesso. Il rischio opposto è di ritrovarsi con flotte non conformi quando la soglia dei 5.000 GT dovesse abbassarsi o le regioni costiere introdurre limiti autonomi.

Il messaggio che esce da Monaco è che la partita della sostenibilità dello yachting si gioca prima che le regole diventino obbligatorie, con dati misurati a bordo invece che dichiarati sui rendering di cantiere.

Domande frequenti

Perché gli yacht privati sono esclusi dal regolamento FuelEU Maritime?

Gli yacht privati sono esclusi dal regolamento FuelEU Maritime perché la normativa si applica solo alle navi sopra le 5.000 tonnellate di stazza lorda, mentre la maggior parte degli yacht privati è sotto questa soglia e quindi non rientra negli obblighi di riduzione delle emissioni.

Cos'è il SEA Index e quale ruolo ha nella certificazione ambientale degli yacht?

Il SEA Index è uno strumento sviluppato dallo Yacht Club de Monaco per misurare l'impronta ambientale degli yacht in costruzione o già in flotta. Serve a certificare le performance ambientali prima della costruzione, rispondendo alla crescente domanda di armatori che desiderano credenziali sostenibili fin dalla progettazione.

In che modo NEMO Systems contribuisce alla certificazione ambientale degli yacht?

NEMO Systems ha sviluppato un datalogger che raccoglie in tempo reale i consumi energetici di bordo, fornendo dati operativi reali invece che solo stime progettuali. Questi dati permettono di rendere le certificazioni ambientali più affidabili e verificabili.

Quali tecnologie alternative vengono testate per la decarbonizzazione degli yacht?

Alla Monaco Energy Boat Challenge vengono testate tecnologie come idrogeno, propulsione assistita dal vento, batterie e mix energetici innovativi. Le regate fungono da laboratorio per valutare l'efficacia di queste soluzioni nella riduzione delle emissioni senza compromettere autonomia e prestazioni.

Quali vantaggi commerciali offre la certificazione pre-progetto agli operatori del settore yachting?

La certificazione pre-progetto con dati operativi verificati offre vantaggi competitivi, come l'accesso facilitato a porti, marine e aree protette che iniziano a richiedere credenziali ambientali. Questo consente ai cantieri di anticipare possibili futuri obblighi normativi e di differenziarsi sul mercato.

Perché è importante agire ora sulla sostenibilità degli yacht anche in assenza di obblighi di legge?

Agire ora consente agli operatori di prepararsi a possibili future regolamentazioni più stringenti e di rispondere alla crescente domanda di sostenibilità da parte di armatori e territori. Inoltre, dati operativi raccolti in anticipo garantiscono maggiore credibilità alle certificazioni ambientali rispetto a semplici dichiarazioni progettuali.

Pubblicato il: 10 luglio 2026 alle ore 13:41

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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