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Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia: l'ad Rai, Roberto Sergio, audito in commissione cultura alla Camera conferma la volontà di venderli
Cultura

Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia: l'ad Rai, Roberto Sergio, audito in commissione cultura alla Camera conferma la volontà di venderli

Disponibile in formato audio

Roberto Sergio in commissione Cultura: la Rai procede con i 15 immobili. Solo dopo il rogito il Mic potrà esercitare la prelazione sui due edifici.

Il direttore generale della Rai Roberto Sergio ha confermato davanti alla commissione Cultura della Camera l'inserimento del Teatro delle Vittorie a Roma e di Palazzo Labia a Venezia nel piano di vendita di 15 immobili dell'azienda. L'audizione del 28 maggio 2026 ha precisato la sequenza con cui il ministero della Cultura potrà rilevare i due edifici vincolati: solo dopo la conclusione del rogito con il privato. L'intervento del dg arriva dopo la posizione espressa dal Mic il 18 maggio 2026, quando il dicastero aveva avanzato l'ipotesi di acquisire i due immobili.

Vendita prima, prelazione dopo

La Rai procederà con il pacchetto di 15 immobili sui quali è già stata sollecitata la manifestazione di interesse, ha spiegato Sergio. Solo a quel punto le istituzioni competenti potranno esercitare il diritto di prelazione sui beni vincolati. L'acquirente firmerà il rogito sapendo che ministero della Cultura, Regione o Comune potranno subentrare sui due edifici tutelati, che in quel caso verrebbero stralciati dall'operazione. Il dg ha precisato che la procedura non è alternativa alla vendita ma una sua conseguenza: i vincoli artistici impongono che lo Stato possa intervenire solo dopo l'individuazione del compratore privato. Per il direttore generale la vendita di patrimonio non strategico è 'una scelta legittima e in alcuni casi necessaria' all'interno di una visione industriale moderna del servizio pubblico.

I limiti tecnici dei due immobili

Sul Teatro delle Vittorie il direttore generale ha citato 'una significativa inadeguatezza sotto il profilo strutturale e impiantistico', con sistemi obsoleti che richiederebbero investimenti elevati senza risolvere completamente i vincoli acustici legati al contesto residenziale. Oggi lo studio non può più essere usato in orari serali per le trasmissioni in diretta, a causa dei limiti su accessi e impatto sonoro. Le valutazioni tecniche degli ultimi anni avrebbero indicato tempi di fermo prolungati anche in caso di restauro, motivo per cui il management Rai considera entrambi gli immobili non più adeguati ai format produttivi attuali. Palazzo Labia, a Venezia, non offre le caratteristiche necessarie per ospitare attività operative che richiedono spazi flessibili e infrastrutture tecnologiche avanzate. Per l'edificio romano la Rai si è detta disponibile a mettere a disposizione materiali, scenografie e contenuti delle Teche, qualora il Mic optasse per una destinazione pubblica o museale ispirata alla storia della radio e della televisione italiana.

Il prossimo passaggio è fissato al 10 giugno 2026, quando Sergio sarà ascoltato dalla commissione di Vigilanza Rai sul piano immobiliare. Da quella sede emergeranno i tempi della procedura e la posizione formale del ministero della Cultura, che ha già manifestato interesse per i due edifici. Solo al termine del rogito si capirà se i vincoli artistici porteranno effettivamente allo stralcio dei due immobili dal pacchetto Rai in vendita. Il calendario lasciato dal direttore generale concentra in poche settimane il primo passaggio politico sul dossier dei due edifici storici.

Domande frequenti

Perché la Rai ha deciso di vendere il Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia?

La Rai considera questi immobili non più strategici per le esigenze produttive attuali, sia per limiti strutturali e tecnologici che per la necessità di una gestione più moderna del patrimonio aziendale.

Qual è la procedura prevista per la vendita dei due immobili storici?

La Rai metterà in vendita i 15 immobili, tra cui Teatro delle Vittorie e Palazzo Labia, raccogliendo manifestazioni di interesse da parte di privati. Solo dopo la stipula del rogito con l'acquirente privato, le istituzioni competenti potranno esercitare il diritto di prelazione sugli immobili vincolati.

Quali sono i principali limiti tecnici del Teatro delle Vittorie?

Il Teatro delle Vittorie presenta inadeguatezze strutturali e impiantistiche, con sistemi obsoleti e problemi acustici dovuti al contesto residenziale circostante, che ne limitano l’uso per trasmissioni in diretta, soprattutto in orario serale.

Cosa accadrebbe se il Ministero della Cultura esercitasse il diritto di prelazione?

Se il Ministero della Cultura, la Regione o il Comune esercitassero il diritto di prelazione, i due immobili verrebbero stralciati dalla vendita e passerebbero alla proprietà pubblica, potenzialmente con una destinazione museale o culturale.

Quali sono i prossimi passaggi nella procedura di vendita?

Il prossimo passaggio è l'audizione del direttore generale Rai presso la commissione di Vigilanza Rai il 10 giugno 2026, dove verranno definiti i tempi della procedura e la posizione formale del Ministero della Cultura.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 17:27

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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