- Il ritorno dei Seminari Dop nella cornice della Reggia di Caserta
- Il calendario degli appuntamenti: da marzo a settembre 2026
- Cultura e territorio: la scommessa del presidente Raimondo
- Dop Economy, un modello che guarda oltre il prodotto
- Domande frequenti
Il ritorno dei Seminari Dop nella cornice della Reggia di Caserta
Libri, degustazioni e conversazioni d'autore nel cuore di uno dei siti Unesco più visitati d'Italia. Torna per il secondo anno consecutivo "Seminari Dop – Incontri d'autore", il progetto culturale ideato dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop che trasforma la Reggia di Caserta in palcoscenico di un racconto inedito: quello che lega un prodotto d'eccellenza del Made in Italy agroalimentare alla letteratura, alla riflessione civile, al pensiero economico.
L'idea è semplice e ambiziosa al tempo stesso. Affiancare a ogni presentazione editoriale una degustazione guidata di mozzarella di bufala campana, creando un dialogo tra saperi e sapori che sfugge alle logiche della promozione tradizionale. Non un evento fieristico, dunque, ma un vero e proprio ciclo di incontri in cui la cultura diventa veicolo di valorizzazione territoriale.
La prima edizione, stando a quanto emerge dal bilancio del Consorzio, aveva riscosso un'accoglienza superiore alle aspettative. Da qui la decisione di rilanciare con un programma ancora più strutturato, quattro date distribuite nell'arco di sei mesi.
Il calendario degli appuntamenti: da marzo a settembre 2026
Il primo appuntamento è fissato per il 20 marzo, con la presentazione del libro "I diavoli dell'Averno". Un esordio che promette scintille: tra gli ospiti attesi c'è il procuratore aggiunto Alessandro Milita, figura di primo piano nella magistratura campana. Un segnale chiaro sulla direzione che il Consorzio intende dare a questa edizione, dove il tema della legalità — cruciale per un comparto spesso esposto a contraffazioni e frodi — entra dalla porta principale.
Il 17 aprile si cambia registro con la presentazione di "Breve trattato sul lecchino", un titolo che lascia intuire toni più ironici e una riflessione sui vizi del potere e delle relazioni sociali. Il terzo incontro, previsto per il 28 maggio, porta invece al centro del dibattito un tema strategico per l'intero settore dei prodotti Dop italiani: sarà presentato "La filosofia della Dop Economy", volume che esplora il modello economico legato alle denominazioni di origine protetta.
Chiusura il 18 settembre con Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, e il suo libro "L'antidoto". Un nome di richiamo nel panorama giornalistico nazionale che garantisce alla rassegna una visibilità ben oltre i confini regionali.
Ognuno di questi appuntamenti sarà accompagnato da degustazioni di mozzarella di bufala curate dal Consorzio, a ribadire il legame inscindibile tra il racconto culturale e il prodotto che ne è protagonista. Una formula che ricorda, per certi versi, le iniziative di contaminazione tra cibo e cultura già sperimentate in altre regioni italiane, come le Celebrazioni per il 25° Anniversario di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori.
Cultura e territorio: la scommessa del presidente Raimondo
Dietro il progetto c'è una visione precisa, quella del presidente del Consorzio Domenico Raimondo, che da tempo insiste su un punto: la mozzarella di bufala campana non si difende solo con i controlli e le certificazioni, ma anche — forse soprattutto — con la cultura.
Raimondo ha sottolineato come investire in eventi culturali di qualità significhi costruire attorno al prodotto Dop un ecosistema di valori, relazioni e narrazioni capace di rafforzarne l'identità ben oltre il mercato. Non è un caso che la sede scelta sia la Reggia di Caserta: un luogo che parla al mondo e che, per la Campania, rappresenta un biglietto da visita senza eguali.
È un approccio che supera la logica della sagra o del festival enogastronomico per abbracciare una dimensione più ampia, in cui il libro diventa strumento di promozione territoriale. Una filosofia, peraltro, che trova eco anche in altri ambiti: basti pensare alle campagne nazionali che utilizzano i libri come leva di crescita comunitaria, come la Campagna Nazionale #ioleggoperché 2025.
Dop Economy, un modello che guarda oltre il prodotto
Tra i quattro appuntamenti in programma, quello del 28 maggio sulla Dop Economy merita un'attenzione particolare. Il sistema delle denominazioni di origine protetta rappresenta per l'Italia un patrimonio economico di oltre 20 miliardi di euro di valore alla produzione, secondo i dati Ismea-Qualivita. La mozzarella di bufala campana Dop è tra i prodotti di punta di questo sistema, con un giro d'affari che coinvolge centinaia di aziende tra Campania e Lazio.
Ragionare sulla filosofia di questo modello significa interrogarsi su come le indicazioni geografiche possano diventare motore di sviluppo locale, argine alla delocalizzazione produttiva, strumento di coesione sociale. Temi che, evidentemente, il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana considera centrali per il proprio futuro.
La scelta di affidare questi ragionamenti a un ciclo di seminari — e non a convegni tecnici riservati agli addetti ai lavori — dice molto sulla volontà di allargare la platea. Portare il pubblico della Reggia di Caserta a confrontarsi con le sfide della filiera bufalina significa, in fondo, fare educazione al consumo consapevole. E farlo con un pezzo di mozzarella in mano, va detto, non guasta.