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Contributi a fondo perduto dal Mic per imprese culturali e creative: 3 milioni nel 2026
Cultura

Contributi a fondo perduto dal Mic per imprese culturali e creative: 3 milioni nel 2026

Fino a 100.000 euro a impresa e copertura all'80%: come sono ripartiti i 3 milioni del 2026 e cosa prevede l'avviso del Ministero della Cultura.

Diventa operativo il decreto interministeriale del Ministero della Cultura, adottato di concerto con il MIMIT e il MEF, che destina 3 milioni di euro alle imprese culturali e creative per il 2026, dopo l'intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 7 luglio. Ogni azienda del settore potrà presentare domanda per un contributo a fondo perduto fino a 100.000 euro, con copertura pari all'80% delle spese ammissibili. Il provvedimento fissa condizioni e modalità di accesso al fondo previsto dalla legge quadro sul Made in Italy, con l'obiettivo di rafforzare gli investimenti sul territorio e la competitività del comparto.

Come funziona il contributo

L'agevolazione finanzia interventi finalizzati alla digitalizzazione, all'acquisto di tecnologie e attrezzature, alla riqualificazione degli spazi culturali, alla realizzazione di laboratori e hub creativi, alla formazione di nuove competenze, alla promozione internazionale e alla valorizzazione delle filiere culturali e creative. Tempi, scadenze e criteri di istruttoria saranno stabiliti da un avviso pubblico del Ministero della Cultura, che dovrà tradurre in procedura operativa le condizioni previste dal decreto. Con il tetto individuale di 100.000 euro e la copertura all'80%, la dotazione 2026 può sostenere al massimo 30 progetti al massimale, mentre richieste medie più contenute amplierebbero la platea dei beneficiari. L'operatività dello strumento arriva a quasi tre anni dall'entrata in vigore della legge quadro, con il 2026 come terza annualità del ciclo decennale di sostegno. Il fondo perduto si affianca ad altre misure già previste per lo stesso comparto, tra cui l'iscrizione all'albo dedicato e specifici strumenti di tutela della proprietà intellettuale.

Il piano decennale Made in Italy

Il finanziamento è parte del disegno tracciato dalla Legge quadro Made in Italy - Legge 206/2023, che autorizza 3 milioni di euro all'anno in conto capitale per le imprese culturali e creative dal 2024 al 2033: 30 milioni complessivi lungo il decennio. La categoria è stata riconosciuta come parte strutturale del sistema produttivo nazionale, con requisiti e albo definiti dal decreto interministeriale del 25 ottobre 2024, che ha inaugurato la sezione speciale del Registro delle Imprese. Secondo i dati Unioncamere e Fondazione Symbola diffusi nel rapporto Io sono Cultura, nel 2024 il sistema culturale e creativo italiano contava 288.786 imprese, 1,53 milioni di occupati e un valore aggiunto di 112,6 miliardi di euro. Il plafond annuo si confronta quindi con una platea potenziale di quasi 290mila realtà: uno strumento selettivo, che presuppone una scrematura stringente in sede di avviso.

L'attesa ora è per la pubblicazione dell'avviso del Ministero della Cultura, che stabilirà finestra di apertura, documentazione richiesta e ordine di priorità nella graduatoria. Fino a quel momento, le imprese interessate possono verificare i requisiti di iscrizione alla Sezione speciale del Registro Imprese per le ICC - MIMIT, condizione preliminare per accedere alle agevolazioni previste dalla legge sul Made in Italy, incluso il contributo a fondo perduto per il 2026.

Domande frequenti

Quali imprese possono richiedere il contributo a fondo perduto dal MIC per il 2026?

Possono richiedere il contributo le imprese culturali e creative iscritte alla Sezione speciale del Registro delle Imprese per le ICC - MIMIT, come previsto dalla legge quadro Made in Italy.

Qual è l'importo massimo del contributo e quale percentuale delle spese copre?

Ogni impresa può ottenere fino a 100.000 euro a fondo perduto, con una copertura pari all'80% delle spese ammissibili per il progetto presentato.

Per quali tipi di interventi è possibile ottenere il finanziamento?

Il contributo finanzia interventi per digitalizzazione, acquisto di tecnologie e attrezzature, riqualificazione di spazi culturali, creazione di laboratori e hub creativi, formazione di nuove competenze, promozione internazionale e valorizzazione delle filiere culturali e creative.

Come e quando sarà possibile presentare domanda per il contributo?

Le modalità, i tempi e i criteri per la presentazione delle domande saranno indicati in un avviso pubblico del Ministero della Cultura, la cui pubblicazione è ancora attesa.

Quante imprese potranno essere finanziate con la dotazione prevista per il 2026?

Con il massimale di 100.000 euro per impresa, il fondo potrà finanziare fino a 30 progetti; tuttavia, se le richieste saranno di importo inferiore, potranno essere sostenute più imprese.

Il contributo a fondo perduto si affianca ad altre agevolazioni per il settore?

Sì, il fondo perduto si affianca ad altre misure già previste per le imprese culturali e creative, come l'iscrizione all'albo e strumenti specifici per la tutela della proprietà intellettuale.

Pubblicato il: 7 luglio 2026 alle ore 13:16

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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