Il presidente della VII Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (Fdi), ha presentato una risoluzione che impegna il Governo a ridurre l'Iva sugli strumenti musicali, oggi al 22%, e a istituire un tavolo tecnico permanente per la filiera. L'obiettivo è modificare il decreto Iva del 1972 e allineare l'aliquota italiana ai margini consentiti dalla direttiva europea 2022/542.
Cosa chiede la risoluzione al Governo
Il testo depositato in VII Commissione impegna l'esecutivo ad adottare iniziative normative per inserire la cessione degli strumenti musicali tra i beni soggetti ad aliquota Iva ridotta, individuando come criterio prioritario la destinazione all'uso didattico, formativo, accademico o professionale. La risoluzione richiama la direttiva Ue 2022/542, che consente agli Stati membri di applicare aliquote Iva ridotte non inferiori al 5% a beni connessi a finalità culturali e didattiche. La proposta è motivata anche dagli articoli 9, 33 e 41 della Costituzione.
L'attuale aliquota ordinaria, secondo il documento, equipara beni a elevata valenza educativa e formativa a meri beni di consumo voluttuario, con un incremento dei costi di accesso alla pratica musicale per studenti, istituzioni scolastiche, conservatori e professionisti dello spettacolo. La pressione fiscale sul consumatore finale, si legge nel testo, comprime la domanda interna, disincentiva il rinnovo della strumentazione professionale e favorisce distorsioni della concorrenza a vantaggio delle piattaforme e-commerce estere. La valorizzazione della filiera e la riduzione delle barriere economiche all'acquisto rispondono, secondo la risoluzione, agli obiettivi di sviluppo socio-culturale e competitività industriale sanciti dalla Carta.
Filiera Made in Italy e tavolo tecnico permanente
Nel documento la filiera degli strumenti musicali è descritta come settore manifatturiero e industriale ad alto valore aggiunto, con un fatturato di rilievo nazionale e un'elevata propensione all'export. Comprende distretti produttivi tecnologici, dalla meccanica fine all'elettronica musicale e ai sistemi di amplificazione, insieme a micro, piccole e medie imprese e a storiche botteghe artigiane definite asse strategico del marchio Made in Italy. L'ecosistema produttivo genera inoltre un significativo indotto occupazionale e svolge un ruolo infrastrutturale per l'industria culturale, per lo spettacolo dal vivo e per la formazione coreutico-musicale.
La risoluzione chiede misure di incentivo fiscale, semplificazione burocratica e sostegno all'internazionalizzazione per il comparto, con l'obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e la competitività internazionale delle imprese. Propone inoltre l'istituzione di un tavolo tecnico-consultivo permanente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero della Cultura e con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con la partecipazione delle principali associazioni di categoria. Il tavolo avrebbe il compito di monitorare l'andamento del mercato, contrastare l'evasione fiscale nel settore e definire linee guida strutturali per il rilancio del comparto.
L'esame in Commissione dovrà chiarire se il Governo accoglierà l'impegno a modificare il decreto Iva, un intervento la cui portata dipenderà dagli spazi di bilancio individuati nella prossima manovra.
Domande frequenti
Qual è l'obiettivo principale della risoluzione presentata da Federico Mollicone sulla riduzione dell'Iva sugli strumenti musicali?
L'obiettivo è ridurre l'Iva sugli strumenti musicali, attualmente al 22%, per favorirne l'accessibilità, soprattutto per finalità didattiche, formative, accademiche e professionali, allineando l'aliquota italiana ai margini consentiti dalla direttiva europea 2022/542.
A chi si rivolge principalmente la proposta di Iva ridotta sugli strumenti musicali?
La proposta si rivolge in particolare a studenti, istituzioni scolastiche, conservatori, professionisti dello spettacolo e a chi utilizza strumenti musicali per scopi educativi e formativi.
Perché la risoluzione ritiene importante ridurre l'Iva sugli strumenti musicali?
Ridurre l'Iva permetterebbe di abbattere le barriere economiche all'acquisto, incentivare la pratica musicale e il rinnovo della strumentazione, ridurre la concorrenza sleale delle piattaforme estere e promuovere lo sviluppo socio-culturale e industriale del settore.
Cos'è il tavolo tecnico permanente proposto dalla risoluzione e quali sono i suoi compiti?
Il tavolo tecnico permanente, da istituire presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, avrebbe il compito di monitorare il mercato degli strumenti musicali, contrastare l'evasione fiscale e definire linee guida per il rilancio e la competitività del comparto.
In che modo la filiera degli strumenti musicali contribuisce all'economia e alla cultura italiana secondo l'articolo?
La filiera è descritta come un settore manifatturiero ad alto valore aggiunto, con impatto significativo su occupazione, export, formazione e industria culturale, rappresentando un asse strategico del Made in Italy e sostenendo lo sviluppo di competenze artistiche e tecniche.