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Modena intitola a Pavarotti il conservatorio in occasione del 91esimo compleanno del grande tenore
Cultura

Modena intitola a Pavarotti il conservatorio in occasione del 91esimo compleanno del grande tenore

Il Vecchi-Tonelli di Modena e Carpi diventa Conservatorio Luciano Pavarotti: secondo caso in Italia dopo il Tito Schipa di Lecce dedicato a un cantante.

Da oggi 12 ottobre 2026 il conservatorio statale di Modena e Carpi non si chiama più Vecchi-Tonelli: l'istituto musicale è stato intitolato a Luciano Pavarotti nel giorno in cui il tenore avrebbe compiuto 91 anni. La cerimonia è stata presieduta dalla ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, insieme al presidente dell'istituto Sergio Alessandrini e alla presidente della Fondazione Pavarotti Nicoletta Mantovani.

Secondo caso in Italia dopo il Tito Schipa di Lecce

Con la nuova denominazione autorizzata dal Ministero dell'Università e della Ricerca, il Conservatorio Pavarotti di Modena diventa il secondo conservatorio statale italiano dedicato a un cantante lirico. Il primato restava finora al Tito Schipa di Lecce, fondato nel 1933 e intitolato al tenore salentino che contribuì personalmente al finanziamento dell'istituto con 200.000 lire. Il Vecchi-Tonelli era nato nel 2006 dalla fusione dell'istituto Orazio Vecchi di Modena con l'Antonio Tonelli di Carpi, due figure storiche della scuola musicale emiliana.

Pavarotti, nato a Modena il 12 ottobre 1935 e morto nella città nel 2007, non frequentò mai il conservatorio. La sua formazione passò per il tenore modenese Arrigo Pola, che gli diede le prime lezioni gratis, poi per Ettore Campogalliani e per il mentore di una vita Leone Magiera, dopo gli anni della Corale Rossini (con cui a diciannove anni vinse il festival dei cori di Llangollen, in Galles) e dell'istituto magistrale Carlo Sigonio. A Modena era già intitolato il Teatro Comunale, oggi Pavarotti-Freni, mentre la casa fuori città è diventata casa museo gestita dalla fondazione.

Il concerto al Teatro Pavarotti-Freni

La giornata si chiude alle 20.30 al Teatro Pavarotti-Freni con il concerto dell'orchestra della Fondazione Luciano Pavarotti e dei giovani cantanti sostenuti dall'ente. Sul palco salgono i tenori Galeano Salas, Emanuele Pellegrini e Giuseppe Michelangelo Infantino, il soprano Eva Macaggi e la violoncellista Charlotte Melkonian, classe 2013, che apre con il Primo Concerto di Saint-Saëns. In programma arrangiamenti di Henry Mancini e titoli come Parlami d'amore, Mariù, Voglio vivere così, Lolita, Musica proibita e Chitarra romana, un repertorio che intreccia romanza da salotto, teatro musicale leggero e canzone d'autore.

Il direttore uscente Giuseppe Fausto Modugno lascia a fine ottobre il testimone a Paolo Andreoli. L'istituto rivendica un profilo già internazionale, con scambi che arrivano fino a Australia e Vietnam e seminari sulla gestione delle emozioni da palcoscenico. Il debutto ufficiale di Pavarotti era avvenuto a Reggio Emilia nel 1961 nella parte di Rodolfo, prima della consacrazione mondiale e del tavolo riservato in quasi ogni ristorante di Modena, dove al Omer sedeva accanto a Enzo Ferrari.

Il nome Pavarotti aggiunge al conservatorio una leva di riconoscibilità che corre dalla Walk of Fame di Hollywood alla via Emilia. La direzione entrante punta ora a trasformare quella visibilità in iscrizioni e carriere per i giovani cantanti che l'istituto formerà, in un mercato lirico sempre più aperto all'est.

Domande frequenti

Perché il conservatorio di Modena è stato intitolato a Luciano Pavarotti?

Il conservatorio è stato intitolato a Luciano Pavarotti in occasione del 91esimo anniversario della nascita del grande tenore, per onorarne la memoria e rafforzare la riconoscibilità dell'istituto a livello nazionale e internazionale.

Qual è la storia del conservatorio ora intitolato a Pavarotti?

Il conservatorio nacque nel 2006 dalla fusione dell'istituto Orazio Vecchi di Modena con l'Antonio Tonelli di Carpi, due storiche scuole musicali emiliane.

Pavarotti aveva frequentato il conservatorio di Modena?

No, Luciano Pavarotti non frequentò mai il conservatorio; la sua formazione avvenne privatamente con insegnanti come Arrigo Pola, Ettore Campogalliani e Leone Magiera.

Quali iniziative hanno accompagnato la cerimonia di intitolazione?

La giornata si è conclusa con un concerto al Teatro Pavarotti-Freni, eseguito dall'orchestra della Fondazione Luciano Pavarotti e dai giovani cantanti sostenuti dall'ente, con un repertorio vario che spazia dalla romanza alla canzone d'autore.

Quanti conservatori italiani sono intitolati a cantanti lirici?

Il Conservatorio Pavarotti di Modena è il secondo conservatorio statale italiano dedicato a un cantante lirico, dopo il Tito Schipa di Lecce.

Quali prospettive offre la nuova intitolazione agli studenti del conservatorio?

La nuova denominazione punta a incrementare la visibilità dell'istituto e ad attrarre nuove iscrizioni, offrendo opportunità di carriera ai giovani cantanti in un mercato lirico sempre più internazionale.

Pubblicato il: 12 ottobre 2026 alle ore 18:00

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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