Il ministro dell'Interno australiano Tony Burke ha annunciato il 17 settembre 2026 lo stop generalizzato al ricongiungimento familiare per chi ottiene un visto studentesco o post-laurea. La stretta tocca 45.991 visti concessi lo scorso anno fiscale su 337.427 totali.
Cosa cambia con il nuovo regolamento
Nel discorso al National Press Club del 17 settembre 2026 Burke ha spiegato la logica: un cittadino australiano che vuole portare il partner straniero aspetta anni, mentre uno studente internazionale lo porta da subito. La regola vale sia per il visto Student (subclass 500) sia per il Graduate visa (subclass 485).
Restano fuori dalla stretta tre gruppi: chi è già in Australia con la famiglia collegata al visto, gli iscritti a dottorati e i cittadini dei paesi del Pacifico e dell'ASEAN, che hanno condizioni speciali. Il governo non ha ancora pubblicato la data di entrata in vigore né la lista completa dei corsi esentati: la misura passerà per regolamento, non per legge primaria, quindi può partire in pochi mesi.
Il pacchetto include anche l'obbligo di nuovo visto per chi cambia corso, anche nella stessa università, e la regola "solo verso l'alto" della scala AQF: da bachelor si passa a master, ma non più al contrario o in un ciclo infinito fra provider diversi.
Perché i dottorati sono esenti: la matematica dei dependants
Il taglio è chirurgico. I visti familiari valgono circa il 14% del totale studentesco 2025/26 e concentrarne l'eliminazione sul coursework, lasciando fuori la ricerca, ha una giustificazione statistica precisa.
Secondo il Council of Australian Postgraduate Associations, i dottorati portano 61 familiari ogni 100 studenti, quasi il quadruplo del rapporto registrato sui corsi di laurea o sui master coursework, fermi intorno a 15 su 100. Esentare la ricerca costa poco in volumi assoluti perché i PhD sono pochi, mentre bloccare i master di massa taglia decine di migliaia di visti annui.
La geografia lo conferma. Su 10.448 visti dependant concessi offshore lo scorso anno fiscale, oltre il 70% è andato a cittadini di Nepal, Bangladesh, Bhutan, India e Sri Lanka, cioè al canale sud-asiatico dei master in Management e Information Technology, che restano di gran lunga i corsi più venduti nelle università australiane.
Il Bhutan è il caso più delicato: non rientra né nell'ASEAN né nelle isole del Pacifico, quindi perde l'accesso completo. Il Council of Australian Postgraduate Associations ha già chiesto di estendere l'esenzione ai master di ricerca, non solo ai dottorati, perché anche quel gruppo tende a spostarsi con la famiglia.
Il modello UK e cosa aspettarsi per l'Europa
Il disegno ricalca quasi punto per punto quello britannico entrato in vigore a gennaio 2024: Londra bloccò i familiari per tutti i corsi tranne postgraduate research e borse governative. L'effetto fu un crollo delle domande da Nigeria, India e Pakistan nei primi sei mesi, con il canale coursework che si spostò verso Canada, Irlanda e Germania.
L'Australia parte da una posizione già indebolita: dati mensili del Department of Education registrano 680.582 studenti internazionali fra gennaio e maggio 2026, in calo del 6,9% sullo stesso periodo del 2025. Il settore vale 54 miliardi di dollari australiani e sostiene circa 250.000 posti di lavoro secondo l'IEAA: ogni punto di quota persa pesa direttamente su università e indotto.
Il pattern è ormai riconoscibile a livello globale: dopo la stretta di Londra e le nuove regole di Ottawa, anche il Quebec ha introdotto restrizioni con il Bill 9 che sta cambiando la vita degli studenti internazionali a Concordia. Chi studia il mercato australiano vede invece il rovescio della medaglia numerica: nel piano 2026 i 295mila posti nominali per studenti stranieri nascondono un tasso di rifiuto molto disuguale per nazionalità.
La stretta sui dependants funziona come un secondo filtro dopo il refusal rate: chi ha famiglia e sceglie ancora l'Australia lo farà solo per un PhD. Per tutti gli altri, il canale coursework sud-asiatico ha adesso un motivo in più per guardare a Toronto, Berlino o Milano.
Domande frequenti
Cosa prevede la nuova normativa australiana sul ricongiungimento familiare per studenti stranieri?
La normativa introduce uno stop generalizzato al ricongiungimento familiare per chi ottiene un visto studentesco o post-laurea, con l'eccezione dei dottorandi, di chi è già in Australia con la famiglia collegata al visto e dei cittadini di paesi del Pacifico e dell'ASEAN.
Quali categorie di studenti sono esentate dalla stretta sui visti familiari?
Sono esentati dalla stretta gli studenti iscritti a dottorati (PhD), chi è già in Australia con la famiglia collegata al visto e i cittadini dei paesi del Pacifico e dell'ASEAN che godono di condizioni speciali.
Quando entrerà in vigore la nuova misura e quali corsi saranno esentati?
La data di entrata in vigore non è ancora stata pubblicata, ma la misura passerà per regolamento e potrebbe essere attiva entro pochi mesi. La lista completa dei corsi esentati non è stata ancora resa nota.
Perché i dottorati sono esentati dal blocco ai visti per familiari?
L'esenzione per i dottorati si basa su dati statistici: i PhD portano molti più familiari rispetto agli altri corsi, ma rappresentano pochi studenti in termini assoluti, quindi l'impatto sui volumi di visti è limitato.
Quali sono le principali conseguenze per gli studenti e per il settore universitario australiano?
La misura potrebbe ridurre significativamente il numero di studenti internazionali, in particolare dai paesi sud-asiatici, e avere un impatto economico negativo su università e indotto, considerando che il settore vale 54 miliardi di dollari australiani e sostiene circa 250.000 posti di lavoro.
Come si inserisce questa misura nel contesto internazionale?
La decisione australiana segue politiche simili adottate da Regno Unito e Canada, che hanno già limitato l'accesso dei familiari agli studenti internazionali, influenzando le scelte degli studenti verso altre destinazioni come Toronto, Berlino e Milano.