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Il MiC istituisce il Premio Olivetti per l'accessibilità culturale
Cultura

Il MiC istituisce il Premio Olivetti per l'accessibilità culturale

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Il Ministero della Cultura istituisce il Premio Olivetti per l'accessibilità: candidature aperte fino al 15 settembre 2026, quattro sezioni.

Il Ministero della Cultura ha istituito il 19 giugno 2026 il Premio Olivetti per l'accessibilità culturale, riconoscimento dedicato ai progetti che ampliano l'accesso al patrimonio e rafforzano la partecipazione delle comunità. L'iniziativa si ispira alla figura di Adriano Olivetti e ai principi della Convenzione di Faro del Consiglio d'Europa e punta a generare inclusione sociale e sviluppo umano attraverso il patrimonio, le attività e il welfare culturale. Le candidature si chiudono il 15 settembre 2026 sul portale dedicato del MiC.

Per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli il Piano Olivetti interpreta la cultura nella sua vocazione sociale e il nuovo premio valorizza le esperienze in cui patrimonio e creatività diventano strumenti di partecipazione, inclusione e crescita condivisa. Il direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura, Stefano Lanna, sottolinea che il riconoscimento intende valorizzare le realtà italiane che hanno saputo costruire relazioni, generare opportunità e rafforzare il senso di appartenenza ai territori, indicandole come modelli virtuosi per il sistema culturale nazionale.

Le quattro sezioni del riconoscimento

Il premio si articola in quattro ambiti distinti. Il primo è dedicato a musei, patrimonio culturale e territorio e raccoglie archivi, biblioteche, parchi archeologici, soprintendenze e istituti culturali. Il secondo è riservato alle attività culturali e coinvolge organizzatori di festival e rassegne, compagnie teatrali e di danza, istituzioni musicali, editori, librerie, associazioni culturali ed enti del Terzo Settore. La terza sezione riguarda welfare aziendale e rigenerazione culturale ed è rivolta alle imprese pubbliche e private che promuovono il benessere culturale dei lavoratori e il legame con il territorio. Una quarta sezione è riservata ai progetti sperimentali degli istituti del MiC che hanno sviluppato modelli replicabili nell'intero sistema culturale nazionale. Le quattro sezioni coprono così l'intero ecosistema culturale italiano riconducibile al patrimonio diffuso, dal grande museo statale alla piccola associazione di comunità.

Destinatari, scadenze e portale

Il bando si rivolge a imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e agli stessi istituti del Ministero della Cultura. La valutazione spetta a una commissione nominata dal MiC, che esaminerà le proposte sulla base della loro capacità di generare partecipazione, inclusione e impatto verificabile sul territorio. Le candidature dovranno indicare l'ambito di riferimento e descrivere obiettivi, attività realizzate e risultati attesi. La presentazione avviene attraverso il Portale del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale, con termine fissato al 15 settembre 2026. Gli esiti della selezione saranno comunicati entro novembre 2026.

Le organizzazioni interessate hanno meno di tre mesi per costruire la candidatura e individuare l'ambito più coerente con il proprio progetto. Le proposte dovranno documentare risultati misurabili e impatto effettivo sulle comunità coinvolte, in linea con i principi della Convenzione di Faro che orientano l'impianto del riconoscimento. Per le imprese pubbliche e private il premio rappresenta un'occasione per dare visibilità alle politiche di welfare culturale legate al territorio. La pubblicazione degli esiti è attesa entro novembre 2026.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo principale del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale?

Il Premio Olivetti mira a riconoscere e valorizzare progetti che favoriscono l'accesso al patrimonio culturale e rafforzano la partecipazione delle comunità, promuovendo inclusione sociale e sviluppo umano.

Chi può candidarsi al Premio Olivetti e quali sono le sezioni previste?

Possono candidarsi imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del MiC. Il premio si articola in quattro sezioni: musei e territorio, attività culturali, welfare aziendale e rigenerazione culturale, e progetti sperimentali degli istituti MiC.

Come e quando è possibile presentare la candidatura per il Premio Olivetti?

Le candidature devono essere presentate esclusivamente tramite il Portale del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale entro il 15 settembre 2026, indicando la sezione di riferimento e fornendo una descrizione dettagliata del progetto e dei risultati attesi.

Quali criteri verranno utilizzati per valutare i progetti candidati?

La commissione del MiC valuterà le proposte in base alla loro capacità di generare partecipazione, inclusione e un impatto verificabile sul territorio, oltre a documentare risultati misurabili in linea con i principi della Convenzione di Faro.

Quando saranno comunicati gli esiti della selezione e quali opportunità offre il premio?

Gli esiti della selezione saranno comunicati entro novembre 2026. Il premio offre visibilità ai progetti virtuosi e rappresenta un'opportunità per evidenziare le politiche di welfare culturale e il legame con il territorio.

Pubblicato il: 19 giugno 2026 alle ore 13:44

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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