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Firmato a Pechino l'accordo tra l'Istituto italiano di cultura e Fondazione Italia Cina che rafforza la cooperazione tra i due Paesi
Cultura

Firmato a Pechino l'accordo tra l'Istituto italiano di cultura e Fondazione Italia Cina che rafforza la cooperazione tra i due Paesi

Firmato il memorandum tra IIC Pechino e Fondazione Italia Cina: lingua, arti visive, moda e design nelle sei aree di collaborazione.

L'Istituto italiano di cultura di Pechino (IIC Pechino) e la Fondazione Italia Cina hanno sottoscritto il 20 agosto 2026 un memorandum of understanding che aggiorna il perimetro della loro cooperazione. L'accordo è stato firmato presso la sede dell'IIC dal direttore Federico Roberto Antonelli e dal direttore operativo della fondazione Federico Pasini. Il documento mette per iscritto obiettivi e strumenti di una collaborazione che negli ultimi anni era stata portata avanti sui singoli progetti espositivi e di promozione, senza una cornice pluriennale.

Le sei aree del nuovo memorandum

Il memorandum individua sei ambiti prioritari: arti visive, patrimonio culturale, lingua italiana, design, moda e creatività contemporanea. Rispetto ai singoli scambi degli ultimi anni, l'intesa formalizza un impegno esplicito sulla diffusione dell'italiano in Cina e sulla valorizzazione del Made in Italy, con attività congiunte tra la sede di Pechino dell'istituto e quella milanese della fondazione, in via Clerici.

Il testo non fissa una durata specifica ma programma nuove iniziative per la promozione della cultura italiana, come indicato nella nota diffusa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Comunicato Farnesina sull'accordo di Pechino). Le prime linee di lavoro riguardano progetti espositivi congiunti, campagne di promozione linguistica nelle università cinesi e collaborazioni con operatori del design e della moda dei due Paesi. La cornice del Made in Italy resta un architrave della programmazione, con l'obiettivo di intrecciare industrie creative e patrimonio storico entro una stessa strategia di posizionamento.

Un percorso che parte dalle grandi mostre

Le due istituzioni hanno già realizzato la mostra 'Il Trittico del Centenario', dedicata a Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921) e all'ingegno italiano alle origini del Made in Italy, le personali degli artisti contemporanei Zhou Zhiwei e Carlo Montarsolo e la mostra fotografica 'Anacronismi a specchio' di Olivo Barbieri e Andrea Cavazzuti. Nel comparto moda hanno organizzato 'Future MODA - Serata della moda Cina-Italia' e la 'Giornata della Moda Cina-Italia', ospitate al Longfu Temple di Pechino, uno dei nuovi poli culturali della capitale cinese.

L'IIC Pechino opera dal 1986 all'interno del complesso dell'ambasciata italiana nel quartiere di Sanlitun; dal 2024 il suo direttore presiede il cluster EUNIC China, la rete degli istituti culturali dei Paesi membri dell'Unione europea attivi nella Repubblica Popolare. Antonelli era professore di diritto cinese all'Università Roma Tre prima della nomina al Ministero degli Esteri nel 2022.

La Fondazione Italia Cina è stata costituita a Milano nel novembre 2003 e riunisce imprese, enti locali e istituzioni impegnate negli scambi economici, politici e culturali con la Cina; è presieduta da Mario Boselli.

Il rinnovato quadro di cooperazione arriva in una fase in cui i rapporti bilaterali tra Roma e Pechino si concentrano su ambiti civili e settoriali, mentre l'anno accademico 2026-2027 vedrà nuovi eventi congiunti nel calendario dell'IIC. Le prime iniziative attuative del memorandum, sia nelle arti visive sia nella promozione della lingua italiana, sono attese entro l'autunno.

Domande frequenti

Quali sono le principali aree di cooperazione previste dal nuovo accordo tra l'Istituto italiano di cultura di Pechino e la Fondazione Italia Cina?

Il memorandum individua sei ambiti prioritari: arti visive, patrimonio culturale, lingua italiana, design, moda e creatività contemporanea.

Quali sono gli obiettivi principali del memorandum firmato a Pechino?

Gli obiettivi principali sono la promozione della lingua italiana in Cina, la valorizzazione del Made in Italy e la realizzazione di attività congiunte tra le sedi di Pechino e Milano delle due istituzioni.

Sono previste iniziative concrete a breve termine a seguito dell'accordo?

Sì, le prime iniziative riguarderanno progetti espositivi congiunti, campagne di promozione linguistica nelle università cinesi e collaborazioni nel settore del design e della moda, attese entro l'autunno.

Quali sono alcune delle collaborazioni già realizzate tra l'IIC Pechino e la Fondazione Italia Cina?

Le due istituzioni hanno già realizzato mostre come 'Il Trittico del Centenario', personali di artisti contemporanei e eventi nel comparto moda come 'Future MODA - Serata della moda Cina-Italia'.

Il memorandum ha una durata stabilita?

No, il testo non fissa una durata specifica, ma programma nuove iniziative per la promozione della cultura italiana secondo una pianificazione pluriennale.

Qual è il contesto attuale dei rapporti tra Italia e Cina a cui si inserisce questo accordo?

L'accordo rafforza la cooperazione in una fase in cui i rapporti bilaterali tra Roma e Pechino si concentrano su ambiti civili e settoriali, con particolare attenzione agli scambi culturali.

Pubblicato il: 21 agosto 2026 alle ore 14:54

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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