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Festival dell'educazione: Verona apre l'anno 2 senza smartphone
Cultura

Festival dell'educazione: Verona apre l'anno 2 senza smartphone

24ª edizione dal 2 al 4 settembre 2026: Pellai, Lorenzoni, Mortari e i laboratori FabLab. Il festival apre l'anno 2 della scuola senza smartphone.

Da mercoledì 2 a venerdì 4 settembre 2026 la 24ª edizione delle Giornate della didattica trasforma Verona in un'aula a cielo aperto: 160 postazioni espositive, ingresso libero e un'agenda che risponde alla domanda più discussa nelle scuole italiane dell'ultimo anno, quella sul posto degli smartphone in classe.

Il programma dei tre giorni

Il festival apre alla Gran Guardia con i saluti del sindaco Damiano Tommasi e l'intervento di Franco Lorenzoni, fondatore della Casa-laboratorio Cenci, sul rapporto tra educazione e democrazia. Mercoledì 2 settembre è la giornata dei patti educativi di comunità e della legalità.

Giovedì 3 settembre entra nel vivo il tema digitale con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, sulla sfida del benessere degli adolescenti nell'era degli schermi, e Davide dal Maso sull'etica per i nativi digitali. Nella stessa giornata si affrontano ADHD, autismo, orientamento scolastico e plurilinguismo, mentre Luigina Mortari, ordinaria di filosofia della cura all'Università di Verona, propone una riflessione su ascolto e fiducia come strumenti pedagogici.

Venerdì 4 settembre chiude con i laboratori del Teacher Dojo Verona FabLab: intelligenza artificiale, robotica educativa, stampa 3D. La giornata include anche la presentazione di un volume sulla pedagogia di Célestin Freinet e i tavoli dei comitati dei genitori.

Il divieto smartphone fa da sfondo

Il festival apre due mesi dopo la conclusione del primo anno scolastico in cui il divieto di cellulare in classe è stato esteso a tutti i cicli. La circolare del ministro Valditara del 16 giugno 2025 ha portato al secondo ciclo il divieto già in vigore per infanzia e primo ciclo dal luglio 2024, vietando l'uso del telefono durante l'attività didattica e in orario scolastico.

Nel testo la circolare cita i dati che giustificano il provvedimento. L'Istituto superiore di sanità stima in oltre il 25% la quota di adolescenti con uso problematico dello smartphone, con effetti su sonno, concentrazione e relazioni. Il rapporto ISTISAN 23-25 collega, nella fascia 14-17 anni, la dipendenza dai social a un peggiore rendimento scolastico. Save the Children, nell'Atlante XIV Tempi digitali, aveva già rilevato che il 47% degli 11-19enni sta online più di cinque ore al giorno, contro il 30% del 2020, e che il 37% controlla il cellulare più di dieci volte al giorno.

L'edizione 2026 di Verona è tra i primi grandi appuntamenti pedagogici nazionali che affronta questa cornice regolatoria con un anno pieno di dati raccolti direttamente nelle classi.

Cosa si portano a casa docenti e famiglie

Le sessioni di Pellai e dal Maso incrociano il fronte extrascolastico, dove il divieto non arriva: chat, social, videogiochi restano al di fuori del perimetro della scuola. Per i dirigenti c'è invece il tema della gestione: la circolare del 2025 chiede regolamenti aggiornati e sanzioni disciplinari coerenti, e il festival ospita tavoli operativi su questi punti.

I laboratori del FabLab del venerdì propongono l'altra faccia della questione: come portare AI e robotica in classe come strumenti, evitando il paradosso di una scuola che espelle un dispositivo digitale e ne accoglie altri senza cornice pedagogica.

Il dibattito sul ruolo dei contenuti culturali resta centrale: dalla proposta della sottosegretaria Frassinetti di portare le parole di Mogol nei programmi scolastici alle iniziative parallele come il Settembre dantesco di Ravenna nel 705° anniversario della morte del poeta, la settimana veronese si inserisce in un autunno che rimette la cultura al centro dell'agenda scolastica.

I patti educativi di comunità, riconosciuti dal MIM come strumento nel piano scuola 2020-2021, legano istituti, comuni e associazioni contro povertà educativa e dispersione: a Verona è il primo tema in agenda.

Durante le tre giornate il Comune di Verona distribuisce gratuitamente la guida Le ragazze e i ragazzi alla scoperta di Verona 2026-2027, pensata per la didattica territoriale. L'ingresso è libero con attestato per chi si iscrive online.

Domande frequenti

Qual è il tema principale del Festival dell'educazione 2026 di Verona?

Il tema centrale è il dibattito sull'uso degli smartphone in classe, alla luce del divieto esteso a tutti i cicli scolastici, e il ruolo delle tecnologie digitali nella didattica.

Cosa prevede il nuovo divieto di smartphone nelle scuole italiane?

La circolare del ministro Valditara del giugno 2025 vieta l’uso del telefono durante l’attività didattica e in orario scolastico in tutti i cicli, inclusi infanzia, primo e secondo ciclo.

Quali sono le principali attività e tematiche affrontate durante le tre giornate del festival?

Il programma include interventi su educazione e democrazia, benessere digitale degli adolescenti, etica per i nativi digitali, ADHD, autismo, plurilinguismo, robotica educativa, intelligenza artificiale e gestione dei regolamenti scolastici.

Che dati giustificano il divieto degli smartphone in classe?

I dati dell’Istituto superiore di sanità e del rapporto ISTISAN evidenziano che oltre il 25% degli adolescenti ha un uso problematico dello smartphone, con effetti negativi su sonno, concentrazione e rendimento scolastico.

Cosa offre il festival a docenti e famiglie?

Il festival propone sessioni formative, laboratori pratici e tavoli operativi su regolamenti e sanzioni, oltre alla distribuzione gratuita di una guida didattica sulla città di Verona per l’anno scolastico 2026-2027.

Qual è il ruolo dei patti educativi di comunità trattati nel festival?

I patti educativi di comunità, riconosciuti dal MIM, sono strumenti di collaborazione tra scuole, comuni e associazioni per contrastare povertà educativa e dispersione scolastica, e rappresentano un tema centrale della prima giornata del festival.

Pubblicato il: 20 agosto 2026 alle ore 08:40

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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