Indice: In breve | Chi è Jung Chang | «Cigni selvatici» (1991): il bestseller da 13 milioni di copie | «Il volo dei cigni selvatici» (2026): il seguito della saga | Errori comuni sulla Cina di Mao e i libri di Jung Chang | Domande frequenti
In breve
- Jung Chang, scrittrice cinese-britannica nata nel 1952 a Yibin (Sichuan), ha lasciato la Cina nel 1978 per una borsa di studio nel Regno Unito.
- «Cigni selvatici» (1991) ha venduto oltre 13 milioni di copie in 37 lingue ed è vietato nella Repubblica Popolare Cinese dalla data di pubblicazione.
- «Il volo dei cigni selvatici» (Longanesi, aprile 2026) è il sequel: racconta i cinquant'anni successivi al 1978, fino all'era di Xi Jinping.
- Secondo quanto raccontato dalla scrittrice, le autorità cinesi le avrebbero fatto capire che una revisione pubblica delle sue posizioni sarebbe stata necessaria per tornare nel paese.
- Il sequel arriva mentre Xi Jinping mantiene il ritratto di Mao in Piazza Tienanmen e diversi analisti evidenziano un rafforzamento del controllo politico e sociale nella Cina contemporanea.
Chi è Jung Chang
Jung Chang nasce il 25 marzo 1952 a Yibin, nel Sichuan, da genitori funzionari del Partito Comunista Cinese. Cresce durante gli anni del Grande Balzo in Avanti e della Rivoluzione Culturale: a 14 anni assiste, nella sua scuola, al pestaggio degli insegnanti da parte delle Guardie Rosse. Nel 1978 è tra i primi cittadini cinesi a ottenere una borsa di studio internazionale e parte per il Regno Unito, dove consegue un dottorato all'Università di York. Da allora vive a Londra.
Il suo nome cinese è Zhang Rong (張戒). Sposata con lo storico irlandese Jon Halliday, ha costruito una carriera di ricercatrice e scrittrice incentrata sull'analisi del regime comunista cinese. Oltre alla saga familiare, ha co-scritto con Halliday la biografia Mao. Storia sconosciuta (2005), un volume di 832 pagine che ha suscitato dibattito tra gli accademici e ha ricevuto ampia attenzione nella stampa internazionale.
«Cigni selvatici» (1991): il bestseller da 13 milioni di copie
Pubblicato nel 1991, «Cigni selvatici. Tre figlie della Cina» racconta tre generazioni di donne nella famiglia Chang: la nonna Yu-fang, con i piedi fasciati secondo la tradizione imperiale, diventata concubina di un signore della guerra; la madre De Hong, funzionaria comunista che ha creduto nella Rivoluzione prima di subire purghe e persecuzioni; e la stessa Jung Chang, che ha vissuto in prima persona la Rivoluzione Culturale di Mao (1966-1976).
Il libro è stato tradotto in 37 lingue e ha venduto circa 13 milioni di copie nel mondo secondo diverse stime editoriali, diventando uno dei libri di non fiction più letti del XX secolo. In Gran Bretagna ha vinto il NCR Book Award nel 1993. Eppure in Cina non è mai stato pubblicato legalmente: è vietato nella Repubblica Popolare dalla data di uscita. Una traduzione cinese circola clandestinamente, ma la distribuzione ufficiale del libro è vietata nella Cina continentale e le copie circolano soprattutto attraverso canali non ufficiali e VPN.
«Il volo dei cigni selvatici» (2026): il seguito della saga
Il sequel, pubblicato in inglese nel gennaio 2026 da HarperCollins con il titolo Fly, Wild Swans, e in Italia da Longanesi ad aprile 2026 in 336 pagine, riprende la narrazione dal 1978, anno della partenza di Jung Chang dalla Cina. Il filo conduttore è il legame con la madre De Hong, rimasta in patria, e la trasformazione della Cina nell'arco di cinquant'anni fino all'era di Xi Jinping.
- 1978-1980: la partenza e il trauma dell'arrivo in Occidente. Jung Chang descrive il primo contatto con Londra, il disorientamento di una città senza controlli politici sul quotidiano e il processo di adattamento a un paese di cui non conosceva la lingua.
- Gli anni '80: la corrispondenza con la madre in Cina. Le lettere tra Londra e il Sichuan attraversano la censura postale e diventano il filo narrativo del legame madre-figlia sotto la sorveglianza dello Stato.
- 1991: la pubblicazione di «Cigni selvatici» e la rottura con Pechino. La fama internazionale protegge Jung Chang da misure estreme, ma il governo inizia a negarle il visto d'ingresso in Cina.
- 2007: l'ultimatum cinese. Le autorità cinesi le trasmettono il messaggio: rinnegare il libro o non tornare. Da quel momento, l'ingresso in Cina le è definitivamente vietato.
- 2012-2026: la Cina di Xi Jinping. Il sequel si chiude con l'era di Xi: il ritratto di Mao è rimasto sulla Piazza Tienanmen e strumenti di controllo sociale simili a quelli maoisti sono stati reintrodotti su scala tecnologicamente più avanzata. In questo contesto, anche il sistema educativo sta cambiando rapidamente: in Cina l'intelligenza artificiale obbligatoria a scuola è diventata uno dei simboli della nuova strategia tecnologica e formativa del paese.
Errori comuni sulla Cina di Mao e i libri di Jung Chang
Credere che «Cigni selvatici» sia un romanzo: il libro è una autobiografia familiare documentata, non un'opera di finzione. I personaggi, i luoghi e gli eventi sono reali e verificabili. La voce narrativa in prima persona e la struttura drammatica lo fanno sembrare un romanzo, ma ogni episodio si basa su testimonianze dirette, documenti familiari e ricerche storiche.
Ridurre la Rivoluzione Culturale a una semplice crisi politica: i libri di Jung Chang documentano esecuzioni, delazioni tra familiari, distruzione di libri e opere d'arte, persecuzione sistematica degli intellettuali. Diverse ricostruzioni storiche indicano tra 500.000 e 2 milioni di morti causati direttamente dalla Rivoluzione Culturale (1966-1976), oltre a decine di milioni di persone sottoposte alla cosiddetta rieducazione nei campi del lavoro.
Pensare che il bando cinese riguardi solo chi vive in Cina: copie digitali di «Cigni selvatici» in cinese circolano online attraverso VPN, ma la distribuzione e il possesso del testo restano illegali per i cittadini cinesi residenti nel paese e possono comportare conseguenze legali anche per chi vi soggiorna temporaneamente. L'edizione italiana e le altre traduzioni sono acquistabili e consultabili liberamente al di fuori della Repubblica Popolare.
Domande frequenti
«Cigni selvatici» è disponibile in italiano?
Sì. L'edizione italiana di «Cigni selvatici. Tre figlie della Cina» è pubblicata da TEA (Tascabili Editori Associati, gruppo Longanesi-Mauri Spagnol). Il sequel «Il volo dei cigni selvatici. Io, mia madre e la Cina» è uscito in Italia ad aprile 2026 per Longanesi nella collana Nuovo Cammeo, in formato cartonato di 336 pagine.
Perché la Cina non ha revocato il ban su Jung Chang dopo trent'anni?
Il divieto persiste perché il libro sfida la narrativa ufficiale del Partito Comunista sulla Rivoluzione Culturale e su Mao Zedong. La versione ufficiale cinese considera Mao un eroe della nazione pur riconoscendone gli errori. «Cigni selvatici» mostra la devastazione umana del suo regime dalla prospettiva diretta di chi l'ha vissuta, rendendo insostenibile quella valutazione ufficiale. Il successivo «Mao. Storia sconosciuta» (2005) ha reso la posizione di Jung Chang definitivamente incompatibile con il governo di Pechino.
Chi era De Hong, la madre di Jung Chang?
De Hong (nome completo Xia Defeng) era una funzionaria del Partito Comunista Cinese che aveva abbracciato con convinzione gli ideali rivoluzionari. Durante la Rivoluzione Culturale fu perseguitata e costretta alla cosiddetta rieducazione. è il personaggio centrale del sequel: Jung Chang ha descritto il libro come una lettera d'amore di una figlia alla propria madre. De Hong è morta nel 2002. A oltre trent'anni dal primo libro, Jung Chang continua a documentare un periodo storico che la Cina ufficiale non vuole riconoscere. Il dato delle vendite e il divieto coesistono da 35 anni: oltre 13 milioni di lettori nel mondo hanno accesso a una storia che più di un miliardo di persone non può leggere legalmente. Con il sequel del 2026 la scrittrice misura la distanza tra la Cina che ha lasciato nel 1978 e quella che Xi Jinping governa oggi, confermando che il ritratto di Mao sulla Piazza Tienanmen non è solo decorativo.