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Da Mao a Xi Jinping: chi è Jung Chang e perché la Cina vieta i suoi libri

Jung Chang, nata nel 1952 a Yibin (Sichuan), è una scrittrice cinese-britannica nota per le sue testimonianze critiche sul regime comunista in Cina. Cresciuta durante le turbolenze del Grande Balzo in Avanti e della Rivoluzione Culturale, ha lasciato la Cina nel 1978 per una borsa di studio nel Regno Unito, dove ha iniziato una carriera accademica e letteraria. Le sue opere più celebri, tra cui "Cigni selvatici" (1991) e il recente sequel "Il volo dei cigni selvatici" (2026), hanno venduto milioni di copie nel mondo, ma sono bandite in Cina a causa del loro contenuto scomodo per il governo. "Cigni selvatici" narra la storia di tre generazioni femminili della sua famiglia, mettendo in luce le dure realtà della Cina sotto Mao Zedong, inclusi eventi traumatici come la Rivoluzione Culturale. Tradotto in 37 lingue e con oltre 13 milioni di copie vendute, il libro è considerato una testimonianza autobiografica fondata su fatti reali e documentati. La sua pubblicazione ha provocato la censura da parte delle autorità cinesi, che da allora hanno negato a Jung Chang il visto d'ingresso e le hanno imposto un ultimatum a rinnegare l’opera. Il seguito, "Il volo dei cigni selvatici", prosegue la narrazione dal 1978 fino all'era di Xi Jinping, raccontando il legame con sua madre De Hong – una funzionaria comunista perseguitata – e l'evoluzione politica e sociale della Cina. Il libro evidenzia come, pur sotto una nuova leadership, siano state reintrodotte forme di controllo simili a quelle maoiste, rafforzate da tecnologie moderne. Jung Chang continua a documentare temi che il governo cinese rifiuta ufficialmente, sintetizzando una storia di sofferenza e resistenza invisibile a oltre un miliardo di cinesi.

Pubblicato: 19/5/2026 Durata: 94 sec