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Bando MiC per il Marchio del patrimonio europeo: scadenza 4 novembre
Cultura

Bando MiC per il Marchio del patrimonio europeo: scadenza 4 novembre

Disponibile in formato audio

Il MiC apre la preselezione dei siti italiani per il Marchio del patrimonio europeo 2027: candidature via PEC entro il 4 novembre 2026.

Il Ministero della Cultura ha pubblicato il 23 giugno 2026 il bando per la preselezione dei siti italiani candidabili al Marchio del patrimonio europeo, nell'ambito della selezione 2027. Le candidature dovranno arrivare via posta elettronica certificata entro il 4 novembre 2026 all'indirizzo [email protected]. Si tratta della prima finestra utile dopo la selezione 2025, che ha portato a sei il numero complessivo dei luoghi italiani insigniti del riconoscimento dalla Commissione europea.

Come candidare un sito al Marchio

Il Marchio del patrimonio europeo è un'azione speciale di Europa Creativa, il programma della Commissione europea dedicato al sostegno dei settori culturali e creativi negli Stati membri partecipanti. Il riconoscimento viene attribuito a beni culturali che si distinguono per il valore simbolico e per il ruolo svolto nella storia e nella cultura del continente o nella costruzione dell'Unione europea.

I candidati devono presentare un dossier redatto sulla base dei format elaborati dalla Commissione europea, allegati al Comunicato MiC sul bando 2027. Il documento deve dimostrare il valore simbolico europeo del sito proposto secondo tre direttrici: il carattere transfrontaliero o paneuropeo del bene, la collocazione e il ruolo nella storia e nell'integrazione europee con un legame a eventi, personalità o movimenti chiave, oppure il contributo allo sviluppo e alla promozione dei valori comuni che sono alla base dell'integrazione europea.

Una volta chiusa la fase di candidatura, una apposita giuria nazionale dovrà individuare i due migliori progetti entro il 4 febbraio 2027. I dossier preselezionati saranno trasmessi poi alla Commissione europea entro il 1° marzo 2027, che gestisce la valutazione finale di tutte le proposte trasmesse dagli Stati membri partecipanti al programma europeo.

Sei i siti italiani già insigniti

L'ultimo sito italiano a ricevere il Marchio del patrimonio europeo, nell'ambito della selezione 2025, è il Parco Naturale Regionale Bosco delle Querce, in Lombardia. Si è aggiunto agli altri cinque luoghi della cultura in Italia già insigniti del riconoscimento: il Comune di Sant'Anna di Stazzema, il Comune di Ventotene, l'Area archeologica di Ostia antica, il Forte Cadine e il Museo Casa De Gasperi.

Sei in totale, oggi, i siti italiani con il Marchio: con la tornata 2027 il numero potrà salire fino a otto, dato che ogni Stato membro può trasmettere alla Commissione europea fino a due preselezioni nazionali per ciclo. Il ministero presenta la procedura come parte della linea di valorizzazione dell'identità culturale e delle radici storiche indicata dal ministro Alessandro Giuli, e ricorda il legame fra patrimonio nazionale e processo di integrazione europea.

Gli enti gestori dei luoghi della cultura interessati hanno poco più di quattro mesi a disposizione per costruire il dossier richiesto dalla Commissione europea e trasmetterlo al ministero in tempo per la preselezione nazionale del 4 novembre 2026, prima che la giuria italiana selezioni i due dossier da inviare a Bruxelles per la valutazione finale.

Domande frequenti

Cos'è il Marchio del patrimonio europeo e a cosa serve?

Il Marchio del patrimonio europeo è un riconoscimento attribuito dalla Commissione europea a siti culturali che hanno un significativo valore simbolico per la storia, la cultura o l'integrazione europea. Serve a valorizzare beni che hanno contribuito allo sviluppo dei valori comuni europei.

Quali sono i requisiti per candidare un sito al Marchio del patrimonio europeo?

Il sito candidato deve dimostrare valore simbolico europeo secondo tre direttrici: carattere transfrontaliero o paneuropeo, ruolo nella storia e nell'integrazione europee, oppure contributo allo sviluppo dei valori comuni europei. È necessario presentare un dossier seguendo il format della Commissione europea, allegato al bando MiC.

Qual è la scadenza e come si presenta la candidatura?

Le candidature devono essere inviate entro il 4 novembre 2026 tramite posta elettronica certificata all'indirizzo [email protected]. Il dossier deve essere redatto secondo le istruzioni specificate nel comunicato MiC sul bando 2027.

Quanti siti italiani hanno già ottenuto il Marchio e quali sono?

Attualmente sei siti italiani hanno ottenuto il Marchio del patrimonio europeo: il Parco Naturale Regionale Bosco delle Querce, il Comune di Sant'Anna di Stazzema, il Comune di Ventotene, l'Area archeologica di Ostia antica, il Forte Cadine e il Museo Casa De Gasperi.

Qual è il processo di selezione dopo l'invio della candidatura?

Dopo la scadenza, una giuria nazionale selezionerà entro il 4 febbraio 2027 i due migliori progetti, che saranno poi trasmessi alla Commissione europea entro il 1° marzo 2027 per la valutazione finale tra tutte le proposte provenienti dagli Stati membri.

Quanti siti può candidare l'Italia ad ogni ciclo di selezione?

Per ogni ciclo di selezione, l'Italia può trasmettere alla Commissione europea fino a due preselezioni nazionali per la valutazione finale.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 09:17

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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