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Addio a Yayoi Kusama, l'artista che trasformò le allucinazioni in pois
Cultura

Addio a Yayoi Kusama, l'artista che trasformò le allucinazioni in pois

L'artista giapponese, celebre per pois, zucche e stanze infinite, è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo dove viveva volontariamente dal 1973.

L'artista giapponese Yayoi Kusama è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo all'età di 97 anni. La notizia è stata diffusa il 27 agosto dalla società che gestisce il suo lavoro, secondo cui l'artista, celebre in tutto il mondo come regina dei pois, ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni senza mai posare il pennello.

Dall'ospedale psichiatrico all'avanguardia di New York

Nata a Nagano nel 1929 in una famiglia benestante segnata da tensioni interne, Kusama iniziò a disegnare i puntini e le reti che l'hanno resa celebre già a dieci anni, per esorcizzare le allucinazioni che la accompagnavano dall'infanzia. Dopo gli studi di pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti: prima a Seattle, poi a New York, dove rimase sedici anni e si affermò tra i nomi di punta dell'avanguardia nonostante forti difficoltà economiche. Negli anni Sessanta organizzò happenings con corpi dipinti a pois in luoghi pubblici, in chiave antimilitarista e a sostegno dei diritti civili, e lanciò anche una linea di moda con il proprio segno grafico.

Nel 1973 rientrò in Giappone e scelse di vivere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo, dove ha continuato a lavorare per oltre cinquant'anni. Da quella stanza ha prodotto la maggior parte dei dipinti a pois, delle sculture di zucche e delle installazioni con specchi infiniti che l'hanno trasformata in un fenomeno globale, riconoscibile ben oltre il perimetro della critica d'arte.

Il successo commerciale e l'eredità artistica

Il riconoscimento commerciale arrivò tardi, a partire dagli anni Novanta, con le zucche che l'artista definiva compagni di vita e con le sale degli specchi diventate virali sui social. Nel 2016 la rivista Time la incluse tra le cento persone più influenti al mondo. Nel 2019 un suo Infinity Net è stato battuto per quasi otto milioni di dollari all'asta, tra le cifre più alte mai raggiunte da un'artista donna vivente. Nel 2017 ha aperto a Tokyo un museo che porta il suo nome, oggi tappa fissa dei circuiti internazionali dell'arte contemporanea.

Kusama ha parlato apertamente dei suoi disturbi mentali, descrivendo in interviste visioni di puntini e fiori che, a suo dire, invadevano il vestito, il pavimento e il soffitto della casa. Sempre riconoscibile per la parrucca rossa e gli abiti a pois, ha spesso criticato il Giappone per l'atteggiamento verso le donne, definendolo pieno di disprezzo. Nella nota diffusa dopo la morte, la società che ne gestisce l'eredità ha scritto che porterà avanti la volontà dell'artista di infondere speranza e forza attraverso l'arte.

Le sue opere restano esposte in decine di musei tra Tokyo, New York, Berlino, Colonia e Naoshima, dove la scultura di zucca gialla sul molo dell'isola giapponese resta uno dei simboli più riconoscibili del suo lavoro. Le mostre già programmate proseguiranno secondo il calendario definito prima della sua morte, insieme al piano espositivo del museo di Tokyo.

Domande frequenti

Chi era Yayoi Kusama e per cosa è diventata famosa?

Yayoi Kusama era un'artista giapponese celebre a livello mondiale per le sue opere caratterizzate da pois, sculture di zucche e installazioni con specchi infiniti. È stata riconosciuta come una delle principali figure dell’avanguardia artistica.

Qual è stata l'influenza delle sue esperienze personali sulla sua arte?

Kusama ha iniziato a disegnare puntini e reti per esorcizzare le allucinazioni che la accompagnavano dall'infanzia. Le sue visioni sono diventate il fulcro del suo linguaggio artistico, trasformando la sofferenza personale in opere riconoscibili e universali.

In quali città e musei si possono vedere le opere di Kusama?

Le opere di Kusama sono esposte in numerosi musei a Tokyo, New York, Berlino, Colonia e Naoshima. Il museo Yayoi Kusama di Tokyo è una delle principali mete per ammirare le sue creazioni.

Come ha contribuito Kusama all'arte contemporanea e sociale?

Negli anni Sessanta Kusama ha organizzato happenings a sfondo antimilitarista e a sostegno dei diritti civili, oltre a lanciare una linea di moda con i suoi celebri pois. Ha inoltre affrontato pubblicamente temi come la salute mentale e la condizione delle donne in Giappone.

Cosa succederà ora alle mostre e all'eredità di Kusama?

Le mostre già programmate proseguiranno come da calendario e la società che gestisce la sua eredità ha dichiarato che continuerà a promuovere la volontà dell’artista di infondere speranza e forza attraverso l’arte.

Quando e come è avvenuta la morte di Yayoi Kusama?

Yayoi Kusama è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo all’età di 97 anni. La notizia è stata diffusa ufficialmente il 27 agosto dalla società che gestisce il suo lavoro.

Pubblicato il: 27 agosto 2026 alle ore 09:19

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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