Loading...

Vini di Stalin a Tbilisi: 40mila bottiglie tornano alla luce

Nel maggio 2026, il governo della Georgia ha aperto per la prima volta il caveau di Stalin a Tbilisi, rivelando una straordinaria collezione di circa 40mila bottiglie di vino sigillate per oltre 70 anni. La cantina comprende annate che vanno dall'inizio del XIX secolo fino agli anni Cinquanta del Novecento, con un nucleo principale costituito dalla collezione privata dei Romanov, sequestrata nel 1917 dopo la Rivoluzione russa. Oltre ai celebri vini francesi di Bordeaux, la collezione include una vasta gamma di vini georgiani, particolarmente della regione di Kakheti, riflettendo il gusto personale di Stalin, che, nato in Georgia, portò le bottiglie più preziose nel suo paese natale per proteggerle durante la Seconda guerra mondiale. L'apertura del caveau rappresenta la prima autentica ricognizione pubblica dopo otto decenni e ha attirato l'interesse internazionale, come confermato dalla presenza di Pierre Lurton, presidente di Château d'Yquem, che ha definito la collezione un "pantheon del vino". La scelta di concentrare la collezione a Tbilisi non è solo legata al legame personale di Stalin con la Georgia, ma riflette anche la millenaria tradizione vinicola georgiana, celebrata nel 2013 come patrimonio immateriale dell'umanità dall'UNESCO grazie al metodo ancestrale di fermentazione in qvevri, anfore di terracotta interrate. Il ricco patrimonio ampelografico georgiano, con oltre cinquecento varietà autoctone, rappresenta un asset culturale ed economico cruciale per il paese. Il progetto di mettere all'asta l’intera collezione per finanziare l'apertura di una scuola di enologia mira a valorizzare ulteriormente il settore, favorendo la formazione di professionisti e l’attrazione di investimenti internazionali. La storia della collezione evidenzia le tappe fondamentali del passaggio dalla cantina imperiale zarista alla custodia sovietica, culminata con il trasferimento a Tbilisi durante la guerra per proteggere le bottiglie più preziose. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, la collezione è rimasta sigillata fino all'apertura ufficiale del 2026, che consente finalmente un inventario dettagliato. Diverse questioni comuni sono state chiarite: non si tratta della cantina personale di Stalin, ma di un patrimonio più ampio; le bottiglie includono sia vini francesi d’élite che vini georgiani; e l’asta riguarderà la collezione nel suo complesso per scopi pubblici piuttosto che vendite isolate. L'esito dell’asta sarà determinante per il futuro del settore vinicolo georgiano e per la trasparenza nella gestione dei fondi raccolti.

Pubblicato: 04/06/2026 Durata: 68 sec