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Stop al subaffitto degli account rider: guida alle nuove regole 2026

Il Decreto Legge 62/2026, entrato in vigore il 1° maggio 2026, introduce misure rigide per combattere il fenomeno del "caporalato digitale" nelle piattaforme di delivery, vietando la cessione e l'affitto degli account personali dei rider. Questa pratica sommersa, che vede lavoratori non regolari accedere alle piattaforme tramite account di terzi, è regolamentata imponendo obblighi di autenticazione con SPID o documenti elettronici e stabilendo sanzioni amministrative sia per i lavoratori che per le piattaforme. La nuova disciplina si focalizza anche sulla trasparenza degli algoritmi utilizzati per assegnare incarichi e determinare i compensi, consolidando così la tutela dei lavoratori. Il "caporalato digitale" consiste in un meccanismo dove un titolare di account regolare cede la propria identità digitale a un altro lavoratore, spesso irregolare, che effettua le consegne senza risultare formalmente. Questo sistema porta a gravi conseguenze: infatti, le piattaforme non possono identificare chi realmente lavora, complicando gli interventi in caso di infortuni; inoltre, la responsabilità legale diventa nebulosa e i compensi per i lavoratori irregolari sono spesso inferiori ai minimi contrattuali, mentre i titolari degli account incassano una quota senza lavorare. Il decreto stabilisce sanzioni amministrative da 600 a 1.200 euro per gli autori della cessione o affitto degli account e fino a 1.500 euro per le piattaforme che violano gli obblighi di controllo. Le piattaforme devono registrare nel Libro Unico del Lavoro consegne e compensi mensili e conservare dati dettagliati su accessi, incarichi e attività per almeno cinque anni. L’intervento legislativo segna un cambio di paradigma, rendendo obbligatoria l’identità digitale per l’accesso e ponendo una base normativa che anticipa l’adeguamento alla futura direttiva UE sul lavoro tramite piattaforme digitali.

Pubblicato: 12/5/2026