Loading...

Rifiuti e degrado nel Delta del Po: trovata una discarica abusiva di 4mila mq

Nel maggio 2026 la Guardia di Finanza di Rovigo ha scoperto una vasta discarica abusiva di 4.000 metri quadrati all'interno del Parco regionale del Delta del Po, area protetta e patrimonio UNESCO. Sono stati sequestrati circa 20 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, tra cui carcasse di veicoli, bombole di gas, oli esausti e batterie. Cinque persone sono state denunciate e tre società segnalate alla Procura per responsabilità amministrativa. L'intervento è risultato fondamentale per prevenire gravi contaminazioni del suolo e delle falde acquifere, con l'intervento di ARPA Veneto e Vigili del Fuoco a monitorare i rischi ambientali. Tale episodio non è isolato in Italia, dove secondo l'ISPRA sono attivi circa 22.000 siti di smaltimento illecito. Nel 2024 il Rapporto Ecomafia di Legambiente ha rilevato un aumento del 19,9% dei reati nel ciclo dei rifiuti, con 11.166 illeciti accertati su un totale di oltre 40.000 reati ambientali, e oltre 37.000 persone denunciate. Il fenomeno si concentra principalmente nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, ma si estende anche al Nord. Le ecomafie realizzano un giro d'affari di circa 9,3 miliardi di euro l'anno, rendendo urgente un efficace controllo e contrasto. Il Codice dell'ambiente, con l'articolo 256 del D.Lgs. 152/2006 aggiornato recentemente, disciplina le sanzioni per la gestione abusiva di rifiuti. Per rifiuti pericolosi senza autorizzazione è prevista reclusione da uno a cinque anni, e per discariche non autorizzate pene fino a sei anni con ammende importanti, aumentate in caso di pericolo per persone o ambiente o in caso di attività organizzata. Queste norme sono fondamentali per contrastare efficacemente le attività illecite come quella di Porto Viro e tutelare la salute pubblica e ambientale in tutto il territorio nazionale.

Pubblicato: 04/06/2026 Durata: 59 sec