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Prima Prova Maturità 2026: Pavese e Brancati scelti dal MIM, è ancora assenza di donne

La prima prova della Maturità 2026 si è svolta il 18 giugno, coinvolgendo 527.607 studenti, con un tasso di ammissione del 96,8%. La prova, suddivisa in sette tracce distribuite in tre tipologie (A, B e C), ha confermato la struttura degli anni precedenti: due tracce per l'analisi del testo (tipologia A), tre per il testo argomentativo (tipologia B) e due per il tema di attualità (tipologia C). Tra gli autori scelti spiccano Cesare Pavese e Vitaliano Brancati per l'analisi letteraria, mentre il testo argomentativo ha incluso discorsi di figure come Giuseppe Saragat e saggi di Piero Bianucci e Frank Furedi. La tipologia C ha visto articoli di Wenke Husmann e Mario Calabresi. Nonostante l'attesa e i pronostici, non è stata inserita nessuna scrittrice nella tipologia A, in particolare nessun testo di Grazia Deledda, in occasione del centenario del suo Nobel. La scelta ministeriale ha preso una lirica di Pavese del 1950, riflettendo sul peso del canone scolastico che da sempre predilige autori maschili in questa tipologia. Ciò ha riacceso il dibattito sulla scarsità di presenze femminili nel percorso scolastico e nelle prove. Questo fenomeno si riflette anche nel minore spazio dedicato alle scrittrici nelle ore di preparazione all'esame e nelle pubblicazioni editoriali per la scuola. Tra gli errori comuni nel sostenere la prova sono stati segnalati fraintendimenti sui testi da analizzare, confondere la tipologia C con un tema libero e la tendenza a ridurre l'analisi del testo a semplici riassunti. La prima prova vale 20 punti sul voto finale, e quindi rappresenta un peso importante, da non sottovalutare. Dopo questa prova, gli studenti affronteranno la seconda prova il 19 giugno e il colloquio orale nelle settimane seguenti. La questione del canone letterario si conferma un tema aperto ed essenziale per il futuro della didattica e dell'aggiornamento culturale nell'esame di Stato.

Pubblicato: 30/06/2026 Durata: 91 sec