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Mondiali 2026 e sostenibilità: la nuova scelta della FIFA fa discutere gli ambientalisti

Il Mondiale 2026, ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, ha visto la Fifa modificare ben tre volte le regole riguardanti le bottiglie d'acqua negli stadi. La prima versione consentiva borracce riutilizzabili, in linea con la strategia ambientale verso il 2040. Successivamente, per motivi di sicurezza, furono vietati tutti i contenitori esterni. Dopo le proteste per il rischio disidratazione dovuto alle alte temperature estive, la Fifa ha ammesso una bottiglia di plastica morbida da 590 ml, escludendo però le borracce rigide riutilizzabili, creando un apparente paradosso tra esigenze di sicurezza e ambizioni di sostenibilità. Il caldo intenso previsto in molti stadi, con una partita su quattro stimata in condizioni pericolose per la salute, ha reso critico il tema dell’idratazione. La scelta della Fifa di permettere solo bottiglie monouso, invece delle borracce riutilizzabili, comporta un aumento significativo di rifiuti plastici, contraddicendo gli obiettivi ecologici dichiarati alla COP26, che prevedono emissioni ridotte del 50% entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2040. Questo compromesso operativo evidenzia la complessità nel bilanciare sicurezza, salute e sostenibilità ambientale in eventi globali. Le contraddizioni emerse riflettono tensioni frequenti nei grandi eventi sportivi: la distanza tra strategie ambientali e decisioni sul campo, pressioni legate alla sicurezza percepita e reale, precedenti gestionali con evidenti criticità e l'influenza di sponsor commerciali. Il caso delle bottiglie è solo un primo banco di prova: il vero test sarà nel post-torneo, quando verranno analizzati i dati sui rifiuti prodotti e il rispetto degli impegni assunti. Questa vicenda sottolinea la necessità di integrare coerenza e praticità nelle politiche di sostenibilità sportive globali.

Pubblicato: 30/06/2026 Durata: 77 sec