Maturità 2026, cambiano le commissioni: solo quattro commissari, metà interni e metà esterni
La Maturità 2026 introduce una nuova composizione delle commissioni d'esame, formate da quattro membri: due interni e due esterni. Questo modello snello mira a bilanciare continuità didattica e imparzialità nella valutazione, superando formule passate più complesse. La designazione avviene tramite i consigli di classe per gli interni, mentre gli esterni provengono da altri istituti per garantire terzietà. La normativa impone inoltre l'obbligo di accettare l'incarico da parte dei commissari salvo giustificati motivi, e la dichiarazione di assenza di conflitti di interesse con gli studenti valutati. La ripartizione paritaria rappresenta il fulcro della riforma. I docenti interni conoscono a fondo il percorso formativo degli studenti, mentre i commissari esterni assicurano una valutazione imparziale, mitigando dinamiche relazionali consolidate. La riunione plenaria fissata per il 16 giugno 2026 costituisce un momento chiave per definire l'organizzazione dell'esame, formalizzare le nomine e stabilire i criteri di valutazione. Il presidente della commissione gioca un ruolo centrale nel garantire la correttezza delle procedure. Rispetto agli anni precedenti, la diminuzione del numero dei commissari da sei o sette a quattro semplifica l'organizzazione e riduce costi e complessità. Questa modifica si inserisce in un contesto più ampio di cambiamenti nella scuola superiore, come le riforme previste per gli istituti tecnici dal 2026/2027. Rimane aperto il dibattito sull'efficacia di questa formula nel garantire una valutazione completa e rigorosa. Gli esiti della sessione 2026 saranno fondamentali per valutare l'impatto di questa rinnovata struttura esaminativa.