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Maturità 2026, cambiano le commissioni: solo quattro commissari, metà interni e metà esterni
Scuola

Maturità 2026, cambiano le commissioni: solo quattro commissari, metà interni e metà esterni

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L'esame di Stato del prossimo anno scolastico introduce una formula inedita nella composizione delle commissioni. Due membri designati dal consiglio di classe e due esterni per garantire equilibrio tra continuità didattica e imparzialità della valutazione.

La nuova composizione delle commissioni

La Maturità 2026 si prepara a voltare pagina. Stando a quanto emerge dalle disposizioni ministeriali per l'esame di Stato del prossimo anno scolastico, le commissioni d'esame saranno composte da soli quattro commissari: due interni e due esterni. Una formula snella, decisamente diversa rispetto a quella adottata nelle sessioni più recenti, che ridisegna gli equilibri tra chi conosce gli studenti da vicino e chi, invece, porta uno sguardo terzo sulla preparazione dei candidati.

La scelta non è casuale. Si tratta di un modello che punta a coniugare due esigenze spesso percepite come opposte: da un lato, la continuità didattica assicurata dai docenti interni, che hanno seguito il percorso formativo della classe; dall'altro, l'imparzialità della valutazione, affidata a commissari provenienti da altri istituti. Chi ha seguito l'evoluzione normativa degli ultimi anni sa bene quanto la composizione delle commissioni sia stata oggetto di continue oscillazioni. Basti pensare alle novità introdotte per la Maturità 2025 per avere il quadro di un sistema in costante aggiustamento.

Due interni e due esterni: la logica dell'equilibrio

La ripartizione paritaria, due più due, rappresenta il cuore della riforma. I membri interni vengono designati direttamente dai consigli di classe, che individuano i docenti ritenuti più idonei a rappresentare il percorso formativo degli studenti. Si tratta di insegnanti che conoscono i punti di forza e le fragilità dei candidati, e che possono contestualizzare le prove in relazione al lavoro svolto durante l'anno.

I commissari esterni, invece, arrivano da altre scuole. La loro funzione è garantire che la valutazione non risenta di dinamiche relazionali consolidate, un aspetto che da sempre alimenta il dibattito sulla credibilità dell'esame di Stato. Con due soli esterni per commissione, il Ministero sembra voler trovare un punto di caduta tra le formule più sbilanciate sperimentate in passato, quando la componente esterna era prevalente o, al contrario, quasi assente.

Per chi si occupa delle procedure di nomina, vale la pena ricordare che già per la sessione 2025 il tema della verifica e convalida delle domande per presidenti e commissari esterni aveva sollevato non poche questioni operative.

Designazione dei membri e obblighi di legge

Le regole sono chiare, e piuttosto stringenti. I docenti interni vengono individuati dal consiglio di classe sulla base delle discipline di insegnamento e della loro rilevanza rispetto alle prove d'esame. Non si tratta di una semplice proposta: la designazione ha carattere vincolante.

Per quanto riguarda tutti i commissari, interni ed esterni, la normativa prevede un obbligo che non ammette scorciatoie: non è consentito rifiutare l'incarico senza un legittimo impedimento. Malattia documentata, gravi motivi personali, incompatibilità certificate: al di fuori di queste casistiche, sottrarsi alla nomina espone a responsabilità disciplinari. È un principio consolidato nel diritto scolastico italiano, ma che ogni anno genera tensioni e ricorsi.

C'è poi un altro obbligo, meno discusso ma altrettanto rilevante. Ogni membro della commissione è tenuto a dichiarare l'assenza di rapporti di parentela o affinità con i candidati assegnati alla propria sottocommissione. Una misura di trasparenza che tutela tanto gli studenti quanto i docenti stessi, evitando situazioni di potenziale conflitto di interessi.

La riunione plenaria del 16 giugno 2026

La data da segnare in agenda è il 16 giugno 2026. Quel giorno si terrà la riunione plenaria delle commissioni, momento cruciale in cui vengono definiti tutti gli aspetti organizzativi dell'esame: dalla distribuzione dei candidati tra le eventuali sottocommissioni alla calendarizzazione delle prove, passando per i criteri di valutazione e le modalità di svolgimento dei colloqui.

La plenaria è anche l'occasione in cui il presidente della commissione, figura che resta centrale nell'architettura dell'esame, verifica la regolarità delle nomine e raccoglie le dichiarazioni dei commissari. Un passaggio burocratico, certo, ma tutt'altro che formale: è in quella sede che si gettano le basi per il corretto funzionamento dell'intera macchina valutativa.

Cosa cambia rispetto agli anni precedenti

La riduzione a quattro commissari segna un cambio di passo significativo. Negli ultimi cicli d'esame, la composizione delle commissioni aveva oscillato tra formule a sei o sette membri, con proporzioni variabili tra interni ed esterni. La scelta di una commissione più contenuta risponde probabilmente anche a ragioni di sostenibilità organizzativa: meno commissari significa meno spostamenti, meno compensi da erogare, meno complessità nella formazione delle commissioni stesse.

Resta da capire come questa novità si inserirà nel quadro più ampio delle trasformazioni che interessano la scuola secondaria superiore. A partire dall'anno scolastico 2026/2027, ad esempio, entreranno in vigore le importanti novità previste per gli istituti tecnici, con una riforma che inciderà anche sulle competenze valutate in sede d'esame.

La questione, come sempre quando si parla di Maturità, resta aperta. Quattro commissari bastano per garantire una valutazione rigorosa e completa? La parità tra interni ed esterni è davvero il punto di equilibrio ottimale? Saranno i risultati della sessione 2026 a fornire le prime risposte concrete. Nel frattempo, studenti e docenti si preparano a confrontarsi con un esame di Stato che, ancora una volta, cambia volto.

Pubblicato il: 30 marzo 2026 alle ore 10:55

Domande frequenti

Come sarà composta la commissione d'esame della Maturità 2026?

La commissione d'esame della Maturità 2026 sarà composta da quattro commissari: due interni, scelti dal consiglio di classe, e due esterni provenienti da altre scuole.

Quali sono i criteri per la designazione dei commissari interni ed esterni?

I commissari interni vengono designati dal consiglio di classe in base alle discipline di insegnamento e alla loro rilevanza per le prove d’esame; i commissari esterni sono nominati dal Ministero e provengono da altri istituti per garantire imparzialità.

È possibile rifiutare l'incarico di commissario alla Maturità 2026?

No, la normativa prevede che tutti i commissari, sia interni che esterni, non possano rifiutare l’incarico se non per un legittimo impedimento, come malattia documentata o gravi motivi personali.

Qual è la funzione della riunione plenaria del 16 giugno 2026?

La riunione plenaria serve a definire gli aspetti organizzativi dell’esame, come la distribuzione dei candidati, la calendarizzazione delle prove e la verifica della regolarità delle nomine dei commissari.

Cosa cambia rispetto alle commissioni degli anni precedenti?

Rispetto agli anni precedenti, la commissione si riduce da sei o sette membri a quattro, con una parità tra interni ed esterni, semplificando la gestione organizzativa e cercando un equilibrio tra continuità didattica e imparzialità.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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