Figure 03, robot instancabili: quanto lavoro umano è davvero a rischio?
Il 15 maggio 2026, la startup americana Figure AI ha avviato una diretta streaming con quattro robot umanoidi, Bob, Gary, Frank e Rose, modello Figure 03, i quali hanno lavorato consecutivamente per 46 ore smistando oltre 58.000 pacchi. Questa dimostrazione, vista da migliaia di spettatori, ha evidenziato la capacità di questi robot di operare senza sosta, utilizzando un hardware versatile riprogrammabile per diversi compiti. L'intelligenza artificiale Helix, che risiede direttamente sui robot senza uso di cloud, coordina l'intera flotta in tempo reale. I robot si auto-gestiscono, ricaricandosi autonomamente e auto-diagnosticandosi in caso di guasti, supportando la produzione ora incrementata a un robot per ogni ora nella fabbrica BotQ, con oltre 350 unità già operative a livello mondiale. Il dibattito sull'impatto di tali automazioni sul lavoro umano ruota attorno a variabili chiave: la ripetitività del compito, la convenienza economica dell'automazione, la flessibilità dell'ambiente lavorativo e la normativa in vigore. Il World Economic Forum stima un saldo positivo netto di 78 milioni di posti di lavoro entro il 2030 nonostante l'eliminazione di 92 milioni di ruoli. Settori come assemblaggio, smistamento e logistica risultano i più esposti, con una possibile automazione superiore al 50% delle mansioni ripetitive entro il prossimo decennio. Tuttavia, la sfida rimane nel riassorbimento e la riqualificazione lavorativa dei soggetti coinvolti. Storicamente, le rivoluzioni industriali non hanno portato all'estinzione del lavoro ma ne hanno trasformato la natura, creando nuovi ruoli specializzati e tecnici. La differenza attuale è la rapidità con cui la produzione di robot umanoidi sta aumentando, fenomeno che richiede politiche di transizione e riqualificazione più urgenti. Gli errori più comuni nel dibattito includono la confusione tra automazione e disoccupazione strutturale, il non distinguere compiti da lavori interi e la sottovalutazione dei costi totali dell’automazione. L'automazione umanoide procede per gradi e settori, con attività più complesse e umane che restano meno automatizzabili nel breve termine.