EdTech in Italia: lo stato del mercato a metà 2026
Il Rapporto EdTech 2026 dell'Osservatorio Proxima, presentato alla Camera dei deputati, evidenzia un mercato italiano dell'Education Technology dal valore di 2,7 miliardi di euro e con circa 11.000 addetti. Il settore include hardware, software e servizi digitali per formazione in scuole, università e aziende, segnando una fase industriale e caratterizzato da tre polarizzazioni: chi finanzia la formazione, la concentrazione geografica e l'impatto dell'intelligenza artificiale (AI). Nel biennio 2024-2025 sono state censite 388 startup, che nel 2024 hanno raccolto 74 milioni di euro mostrando una crescita del 174% rispetto al 2023, in un contesto europeo favorevole. Un elemento distintivo è la domanda prevalentemente proveniente dal mercato B2B, con il 68% delle startup orientate a fornire soluzioni alle imprese per la formazione continua e l'aggiornamento delle competenze del personale, mentre il sistema scolastico pesa meno come cliente. L'offerta tecnologica si suddivide in quattro segmenti: AI-powered learning (45%), skill assessment e recruiting (25%), cybersecurity e soft skills training (15%) e micro-learning e podcast (15%), con una quota crescente di tecnologie basate su AI generativa soprattutto nelle startup più giovani. La polarizzazione finanziaria vede il 15% di aziende con fatturato superiore a 500.000 euro, ma il 90% delle startup early stage con ricavi bassissimi o nulli. Geograficamente, Milano, Roma e Torino ospitano oltre la metà delle startup, ma il Sud mostra segnali di crescita nella nuova generazione. Infine, il settore mostra una maturità crescente, ma necessita di colmare il divario tra offerta avanzata e competenze digitali ancora carenti nel Paese. Sarà cruciale monitorare come queste dinamiche evolveranno nei prossimi due anni.