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Donne nella scienza in Europa: la crescita corre, la parità no

Negli ultimi dieci anni, il settore scientifico e tecnologico nell'Unione Europea ha registrato un'importante crescita occupazionale, raggiungendo 81,6 milioni di lavoratori nel 2025, con una donna su due (52,5%) tra questi. La crescita femminile è stata particolarmente evidente, con un aumento del 27,9% dal 2015, equivalente a 9,3 milioni di nuovi posti di lavoro femminili nel settore. Tuttavia, questa crescita non è uniforme in tutti i ruoli: mentre le donne rappresentano la maggioranza nel complesso del settore, la loro presenza nei ruoli altamente qualificati di scienziate e ingegnere è molto più bassa, attestandosi al 40,8% nel 2025, con un incremento marginale di soli 0,5 punti percentuali in dieci anni. Questo dato mostra uno squilibrio di genere ancora presente nelle posizioni tecniche e specialistiche. Dal 2015 al 2025, la crescita del numero di donne scienziate e ingegnere è stata quantitativamente elevata (+54,4%), ma il peso relativo sul totale del settore si è modificato molto poco, delineando una situazione paradossale: più donne entrano nel settore, ma non in modo da riequilibrare la presenza nei ruoli più tecnici. Il panorama europeo presenta differenze regionali importanti, con Paesi come Lettonia e Estonia che vantano quote femminili superiori al 50% nei ruoli tecnici, mentre in Italia la situazione è meno favorevole. In particolare, il Centro Italia mostra una quota femminile complessiva nel settore scienza e tecnologia del 47,2%, ben al di sotto della media UE; e con riferimento a scienziati e ingegneri, il Sud Italia registra una delle percentuali più basse dell'Unione, solo il 31,1%. L'analisi di Eurostat evidenzia inoltre alcuni errori comuni nell'interpretazione dei dati: spesso si confonde la quota delle donne in tutto il settore con quella nei ruoli più specialistici; si interpreta l'aumento numerico come parità di genere raggiunta, mentre la quota relativa rimane sostanzialmente stabile; si generalizza il dato italiano senza considerare le differenze regionali; infine si sottovaluta la necessità di interventi mirati per favorire una maggiore partecipazione femminile nei ruoli tecnici. La fotografia attuale mostra così un mercato in espansione, ma con un riequilibrio di genere lento e limitato, che richiede politiche specifiche per abbattere le barriere strutturali e culturali presenti nel percorso formativo e lavorativo.

Pubblicato: 06/06/2026 Durata: 61 sec