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Chatbot e diete fai-da-te: i rischi nutrizionali per gli adolescenti

Il crescente uso di chatbot per richiedere consigli alimentari agli adolescenti ha portato a evidenti rischi secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition nel 2026. I menù generati da cinque chatbot popolari risultano mediamente ipocalorici di 695 calorie quotidiane rispetto ai piani di un nutrizionista, equivalenti a un pasto completo perso. Inoltre, tali diete mostrano un'elevata concentrazione di proteine e grassi a discapito dei carboidrati, con un aumento potenziale di squilibri nutrizionali e carenze a lungo termine. Importante è la mancata personalizzazione clinica, poiché l'IA non dispone di dati individuali come metabolici, peso, anamnesi o intolleranze, cruciali per definire una dieta adatta e sicura per adolescenti in crescita. L'accesso libero a questi strumenti ha facilitato un controllo ossessivo di calorie e macronutrienti, il quale può aggravare o scatenare disturbi alimentari (DCA) preesistenti come anoressia, bulimia o Arfid. In Italia più di 3 milioni di persone soffrono di DCA, con quasi il 60% dei pazienti seguito tra i 13 e i 25 anni, un dato che pone il problema dell’uso responsabile delle tecnologie digitali in ambito nutrizionale. Bambini e adolescenti sono particolarmente vulnerabili all’adozione di diete restrittive non supervisionate, con rischio di danni sullo sviluppo fisico e psicologico. L’intervento del pediatra rimane fondamentale per valutare, diagnosticare e seguire l’alimentazione in modo clinico, evitando il fai-da-te digitale.

Pubblicato: 09/06/2026