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Chat sessista ATM: l'inchiesta sulla violazione della privacy da parte di 5 autisti

L'inchiesta della Procura di Milano si è attivata a seguito di un grave caso di violazione della privacy e di comportamenti sessisti da parte di cinque autisti ATM, coinvolti in un gruppo WhatsApp denominato Ticinese Staff dove condividevano immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza dei mezzi pubblici. Il fulcro dell'indagine riguarda l'accesso abusivo al sistema di videosorveglianza, con l'unico indagato, un conducente del tram 15, accusato ai sensi dell'articolo 615-ter del codice penale per aver eventualmente estratto immagini delle passeggere. ATM ha preso provvedimenti sospendendo i dipendenti coinvolti e segnalando la vicenda al Garante della privacy. Questa vicenda ha evidenziato una serie di violazioni rispetto ai rigorosi limiti imposti dalla normativa europea e nazionale sulla videosorveglianza sui mezzi pubblici, la quale mira a garantire che il sistema sia utilizzato esclusivamente per finalità di sicurezza, con accessi e conservazioni limitate e trasparenti. L'uso improprio delle immagini per scopi personali e la circolazione in chat private rappresentano un tradimento del patto implicito di tutela tra i gestori del servizio e i passeggeri, compromettendo la percezione di sicurezza e sollevando questioni sul controllo e protezione dei dati. L'indagine non solo dovrà chiarire la provenienza delle immagini e le possibili responsabilità penali, ma anche stimolare una riflessione più ampia sulle misure da adottare per assicurare che gli strumenti di sicurezza non siano trasformati in strumenti di violazione della privacy e molestie, riaffermando l'importanza di procedure di accesso rigorose e trasparenti nei sistemi di videosorveglianza nel trasporto pubblico.

Pubblicato: 19/06/2026