Casa Leopardi a Recanati, gli affreschi tornati alla luce in biblioteca
Nel giugno 2026, nella biblioteca di casa Leopardi a Recanati è stato scoperto un ciclo di affreschi risalenti tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, nascosto sotto tre strati di intonaco e decorazioni ottocentesche. La biblioteca, voluta da Monaldo Leopardi e cuore della formazione del poeta Giacomo Leopardi, conserva oltre ventimila volumi e ora anche queste preziose testimonianze artistiche. Due livelli decorativi sono emersi: uno più antico, di inizio Cinquecento, che imita un tessuto damascato, e un secondo più elaborato con finte nicchie, cariatidi e scene figurate che includono la Cacciata dal Paradiso terrestre, scene di caccia, una veduta marina con il motto "In te confido" e un'Allegoria della Fortuna marittima, una rara iconografia. Il restauro, condotto da Federica Camilletti e studiato da Stefano Papetti, ha evidenziato anche le relazioni culturali tra Roma e le Marche attraverso il cantiere di Loreto. La copertura del ciclo risale al 1841, pochi anni dopo la morte di Giacomo Leopardi, lasciando presumere che il poeta abbia potuto ammirare queste opere. La Sala degli Antichi, nome del nuovo allestimento, consente oggi al pubblico di accedere a questo ambiente che arricchisce la lettura del luogo davvero suggestiva, abbinando cultura libraria e arte pittorica. La scoperta evita semplificazioni storiche, valorizza l'Allegoria della Fortuna come elemento iconografico di rilievo e inserisce la biblioteca nel contesto artistico e territoriale delle Marche del Rinascimento.