Acqua del rubinetto al ristorante e in hotel non per forza gratuita: una guida dopo la Cassazione
La sentenza n. 11827 del 29 aprile 2026 della Corte di Cassazione ha confermato che in Italia non esiste un obbligo legale per ristoranti e hotel di servire acqua di rete ai clienti. Il caso prende spunto dal rifiuto di un hotel di Corvara in Badia di fornire acqua del rubinetto a una cliente, che aveva chiesto un risarcimento elevato. La Corte ha stabilito che la fornitura dell'acqua di rete è una scelta commerciale del gestore, non un obbligo imposto dalla legge, e deve basarsi sugli accordi presi al momento dell'ordinazione. Dal punto di vista normativo, il decreto legislativo 31/2001 garantisce la potabilità dell’acqua di rete in Italia attraverso controlli rigorosi, ma non impone il servizio gratuito o obbligatorio nei locali pubblici. La norma tecnica UNI 11691 disciplina i sistemi di erogazione di acqua trattata nei locali pubblici, ma la sua applicazione è volontaria. Di conseguenza, seppur l'acqua sia potabile, il gestore può rifiutare di servirla senza incorrere in sanzioni. Rispetto ad altri Paesi europei come Spagna, Francia e Regno Unito, dove la legge impone la fornitura gratuita di acqua di rete nei locali, l'Italia mantiene un approccio più libero, lasciando al singolo esercente la discrezionalità. Di conseguenza, molti clienti italiani consumano prevalentemente acqua minerale, con implicazioni ambientali. La sentenza ribadisce l'importanza per il consumatore di informarsi prima di ordinare e segnala che eventuali cambiamenti legislativi potrebbero avvicinare l’Italia agli standard europei nei prossimi anni.