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Telematiche: +470% di iscritti e +860% di laureati in dieci anni
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Telematiche: +470% di iscritti e +860% di laureati in dieci anni

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Il primo Rapporto Censis-United misura una crescita del 470% di iscritti e dell'860% di laureati nelle università telematiche italiane in dieci anni.

Negli ultimi dieci anni gli iscritti alle università telematiche italiane sono cresciuti del 470%, mentre i laureati sono aumentati dell'860% e rappresentano oggi il 18% del totale nazionale. I dati arrivano dal primo Rapporto Censis-United sulla didattica digitale, presentato il 15 giugno 2026 a Roma e realizzato su un campione di 3.993 laureati delle sette telematiche associate a United (Università italiane telematiche e digitali). La fotografia delinea un comparto che, secondo gli autori, ha smesso di essere una modalità alternativa per diventare una componente strutturale del sistema accademico nazionale.

Cosa pensano i laureati delle università digitali

L'indagine fotografa atenei digitali che non sono più una semplice modalità alternativa di fruizione della didattica, ma una risposta strutturale ai cambiamenti del mercato del lavoro e alla domanda di aggiornamento continuo delle competenze. L'86,8% dei laureati intervistati ritiene che le università telematiche siano più adatte a rispondere alle nuove esigenze tecnologiche della società contemporanea, mentre l'82,7% ne evidenzia il contributo alla promozione dell'apprendimento permanente e al miglioramento delle competenze professionali. L'81,6% considera telematiche e atenei tradizionali due modelli che si integrano reciprocamente, contribuendo ad arricchire l'offerta universitaria italiana. Sul piano culturale, il 48,1% dei laureati si dichiara abbastanza d'accordo e il 30,8% molto d'accordo con l'idea che gli atenei digitali favoriscano il progresso culturale e scientifico del Paese.

Chi sceglie la laurea online

Il profilo dello studente telematico riflette un'utenza adulta e in larga parte già inserita nel mondo del lavoro. Il 53,7% dei laureati del campione è donna e quasi il 40% ha almeno 46 anni; il 57,1% ha conseguito una laurea triennale. Se nel 2019 le donne erano ancora una minoranza tra i laureati telematici, oggi rappresentano il 53,1% del totale. Al momento dell'iscrizione il 75,3% degli studenti risultava occupato e il 48,4% proveniva da percorsi di istruzione tecnica e professionale. Significativa anche la dimensione territoriale: il 51,2% degli intervistati risiedeva nel Mezzogiorno al momento dell'iscrizione, un dato che secondo il rapporto segnala il ruolo degli atenei digitali nel ridurre i divari territoriali nell'accesso all'istruzione universitaria. Gli atenei digitali intercettano oggi una domanda formativa diversificata, che comprende lavoratori adulti, persone che riprendono studi interrotti e giovani neodiplomati attratti dalla flessibilità organizzativa. Secondo gli autori, questa pluralità di profili contribuisce a ridisegnare la composizione anagrafica e sociale della popolazione studentesca universitaria italiana.

Il rapporto è stato presentato a Roma dal segretario generale Censis Giorgio De Rita e da Andrea Toma, responsabile dell'Area Economia, lavoro e territorio dell'istituto. Alla discussione hanno partecipato Federico Freni, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Francesco Battistoni dell'Ufficio di presidenza Forza Italia alla Camera, e Paolo Miccoli, presidente di United. Si tratta del primo studio congiunto realizzato dall'istituto di ricerca e dall'associazione delle telematiche, costruito a partire da un campione strutturato di laureati provenienti da tutti e sette gli atenei aderenti.

Domande frequenti

Qual è stato l'aumento degli iscritti e dei laureati nelle università telematiche italiane negli ultimi dieci anni?

Negli ultimi dieci anni, gli iscritti alle università telematiche italiane sono cresciuti del 470%, mentre i laureati sono aumentati dell'860%.

Che ruolo occupano oggi le università telematiche nel sistema accademico italiano?

Le università telematiche non sono più considerate una modalità alternativa, ma rappresentano ormai una componente strutturale e integrata del sistema accademico nazionale.

Qual è il profilo tipico dello studente delle università telematiche?

Gli studenti telematici sono prevalentemente adulti e già inseriti nel mondo del lavoro; il 53,7% sono donne e quasi il 40% ha almeno 46 anni. Molti provengono da percorsi tecnici e professionali, e oltre la metà risiede nel Mezzogiorno.

Come percepiscono i laureati la qualità e il ruolo delle università telematiche?

L'86,8% dei laureati ritiene che le università telematiche siano più adatte a rispondere alle nuove esigenze tecnologiche, e oltre l'80% ne riconosce il valore nell'apprendimento permanente e nell'integrazione con gli atenei tradizionali.

In che modo le università telematiche contribuiscono a ridurre i divari territoriali nell'accesso all'istruzione?

Il 51,2% dei laureati telematici risiede nel Mezzogiorno, segnalando che gli atenei digitali facilitano l'accesso all'università anche in aree geografiche tradizionalmente svantaggiate.

Qual è il valore culturale e scientifico riconosciuto agli atenei telematici dai laureati?

Quasi l'80% dei laureati si dichiara d'accordo sul fatto che le università digitali favoriscano il progresso culturale e scientifico del Paese.

Pubblicato il: 15 giugno 2026 alle ore 09:21

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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