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Tre mesi ad Apple e Google: Londra impone blocco immagini nudo ai minori
Tecnologia

Tre mesi ad Apple e Google: Londra impone blocco immagini nudo ai minori

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Il governo Starmer dà tre mesi a Apple e Google per bloccare immagini di nudo sugli smartphone dei minori. Multe e responsabilità penale.

Il Regno Unito ha dato tre mesi ad Apple e Google per attivare sistemi che impediscano ai minori di 18 anni di scattare, inviare o vedere immagini di nudo sui propri dispositivi. L'annuncio è del premier Keir Starmer alla London Tech Week del 9 giugno 2026. Chi non si adegua rischia multe e, nei casi più gravi, responsabilità penale per i manager. Comunicato ufficiale del governo britannico.

Cosa chiede Londra a Big Tech

La richiesta è precisa: integrare a livello di sistema operativo funzionalità che riconoscano l'età dell'utente e blocchino di default lo scambio di contenuti sessualmente espliciti, anche tramite aggiornamenti software sui dispositivi già in commercio. Vale per fotocamera, messaggistica e galleria. Apple ha già attivo Communication Safety su Messaggi e AirDrop per account minori, mentre Google offre protezioni simili negli account supervisionati Android. Il salto chiesto dal governo è renderli predefiniti e estesi alle app di terze parti. Google ha confermato di lavorare con i partner britannici a soluzioni rispettose della privacy, Apple per ora non ha rilasciato dichiarazioni. La misura va oltre l'Online Safety Act, che agisce sulle piattaforme: qui il perimetro è il telefono stesso, e la deadline per la conformità volontaria cade a settembre 2026.

Il dato dietro la stretta: 91% dei casi è autoprodotto

L'Internet Watch Foundation ha confermato 291.273 segnalazioni di materiale pedopornografico nel 2024, e il 91% riguarda contenuti autoprodotti: immagini realizzate dai minori stessi sotto grooming, ricatto o coercizione, poi diffuse senza controllo. È questo il numero che spiega perché Londra agisce sul dispositivo invece che solo sulle piattaforme. Bloccare a monte il momento dello scatto o dell'invio significa intervenire dove gli attuali filtri sui siti non arrivano. L'Unione europea sta seguendo una strada complementare: il blueprint pubblicato dalla Commissione il 15 aprile 2026 spinge su un'app di verifica dell'età che protegga la privacy, con rollout atteso entro fine anno e pilot in Italia, Francia, Danimarca, Grecia e Spagna. Strategia europea sull'age verification. In Italia il Decreto Caivano e la delibera AGCOM 96/25/CONS hanno già fatto scattare i primi blocchi di siti pornografici nel marzo 2026, ma il perimetro resta l'accesso ai servizi, non il telefono. L'iniziativa britannica introduce quindi un livello di intervento nuovo, che se davvero attivato uscirà rapidamente dai confini nazionali: i sistemi operativi non si compartimentano per paese.

Cosa cambia per scuole e famiglie italiane

Per docenti, dirigenti scolastici e genitori italiani la mossa britannica ha un effetto immediato di benchmark. Se entro settembre Apple e Google attivano blocchi di default sui device, gli stessi strumenti saranno disponibili anche in Italia, dove oggi i controlli parentali restano spesso opt-in e poco usati. Il dato IWF sul 91% di materiale autoprodotto cambia anche il messaggio dell'educazione civica digitale: la priorità non è più solo proteggere dai contenuti esterni, ma intercettare il momento della produzione, dove il minore è insieme vittima e fonte involontaria del materiale. Il punto critico riguarda la fascia 11-14 anni, quella in cui l'IWF segnala la maggior crescita dei casi e in cui i programmi italiani di alfabetizzazione digitale risultano ancora frammentati istituto per istituto. Il Regno Unito è da mesi un laboratorio normativo su istruzione e giovani, dalle politiche universitarie britanniche alle riforme sull'efficienza degli atenei fino agli sviluppi sulla migrazione studentesca. Le scuole italiane hanno tre mesi per aggiornare i piani prima che le nuove funzioni arrivino sui telefoni degli studenti.

La scadenza vera è il 9 settembre 2026: a quella data si capirà se le due Big Tech avranno introdotto blocchi automatici o se Westminster avvierà la via legislativa, con responsabilità penale per i dirigenti aziendali. Bruxelles guarda al risultato per calibrare il pacchetto attuativo del Digital Services Act sui minori atteso entro fine anno.

Domande frequenti

Cosa prevede la nuova richiesta del Regno Unito ad Apple e Google riguardo ai minori?

Il Regno Unito chiede ad Apple e Google di integrare nei sistemi operativi funzionalità che impediscano ai minori di 18 anni di scattare, inviare o visualizzare immagini di nudo, rendendo questi blocchi predefiniti e attivi anche sulle app di terze parti.

Perché il governo britannico ha deciso di agire direttamente sui dispositivi anziché solo sulle piattaforme online?

La decisione nasce dal fatto che il 91% dei contenuti pedopornografici segnalati nel 2024 è stato autoprodotto dai minori stessi, spesso sotto pressione o ricatto. Intervenire sul dispositivo permette di bloccare la creazione e la diffusione di tali immagini all'origine, superando i limiti dei filtri attuali sui siti.

Quali sono le conseguenze per Apple e Google se non rispettano la scadenza imposta dal Regno Unito?

Se non si adeguano entro il 9 settembre 2026, le aziende rischiano multe e, nei casi più gravi, responsabilità penale per i manager. In caso di inadempienza, il governo britannico potrebbe anche avviare un percorso legislativo più stringente.

Come potrebbe cambiare la situazione per scuole e famiglie italiane con l’introduzione di questi blocchi?

Se Apple e Google attiveranno i blocchi di default, anche in Italia questi strumenti saranno disponibili, superando l’attuale modello opt-in dei controlli parentali. Ciò rappresenterà un nuovo standard di protezione e modificherà l’approccio all’educazione civica digitale, spostando il focus dalla sola protezione dai contenuti esterni alla prevenzione della produzione di immagini inappropriate.

Quali altre iniziative sono in corso in Europa e Italia per la protezione dei minori online?

L’Unione Europea sta sviluppando una app di verifica dell’età che protegga la privacy, con un rollout previsto entro fine 2026 e piloti in vari paesi, tra cui l’Italia. Inoltre, in Italia il Decreto Caivano e la delibera AGCOM hanno già introdotto blocchi all’accesso ai siti pornografici, anche se il focus resta sui servizi e non direttamente sui dispositivi.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 14:21

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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