- La nuova alleanza tra IBM e Lam Research
- Litografia High-NA EUV: la chiave per il sub-nanometro
- Nuove architetture per i transistor del futuro
- Il ruolo di Albany e le ricadute sulla filiera globale
- Perché questa collaborazione conta anche per l'Europa e l'Italia
- Domande frequenti
La nuova alleanza tra IBM e Lam Research
IBM e Lam Research hanno ufficializzato un accordo di collaborazione della durata di cinque anni, destinato a segnare un punto di svolta nella produzione di semiconduttori avanzata. L'obiettivo dichiarato è ambizioso quanto concreto: sviluppare tecnologie produttive e materiali specifici per la fabbricazione di chip con processi sotto il nanometro.
L'annuncio arriva dal NY Creates Albany NanoTech Complex, uno dei centri di ricerca più avanzati al mondo per le nanotecnologie, situato nello Stato di New York. Non un laboratorio qualunque: Albany è da anni il crocevia dove i colossi dell'industria dei semiconduttori testano le soluzioni che finiranno, nel giro di pochi anni, nei processori di server, smartphone e sistemi di intelligenza artificiale.
Stando a quanto emerge dai dettagli della partnership, le due aziende concentreranno gli sforzi su due fronti principali: la litografia High-NA EUV e lo sviluppo di nuove architetture per i transistor. Due ambiti che, da soli, rappresentano le sfide più complesse — e più costose — dell'intera filiera dei chip.
Litografia High-NA EUV: la chiave per il sub-nanometro
Per comprendere la portata di questa collaborazione, occorre fare un passo indietro. La litografia Extreme Ultraviolet (EUV) è già oggi la tecnologia che permette di stampare circuiti con geometrie incredibilmente piccole sui wafer di silicio. La variante High-NA (High Numerical Aperture) ne rappresenta l'evoluzione: consente di proiettare pattern ancora più fini, aprendo la strada a nodi produttivi che fino a pochi anni fa sembravano irrealizzabili.
Siamo nel territorio dei chip sub-nanometro, dove ogni miglioramento incrementale richiede investimenti miliardari e competenze multidisciplinari. IBM porta in dote decenni di esperienza nella ricerca fondamentale sui semiconduttori, mentre Lam Research è tra i leader mondiali nelle apparecchiature per la lavorazione dei wafer — deposizione, incisione, pulizia. La combinazione delle due competenze non è casuale.
La partita, del resto, non si gioca solo sulla litografia. Le innovazioni nella produzione di semiconduttori toccano anche i materiali, le tecniche di deposizione atomica e i processi di etching che definiscono la struttura tridimensionale dei transistor. Su questo fronte, le due aziende dichiarano di aver già raggiunto risultati significativi, senza tuttavia entrare nei dettagli tecnici.
Nuove architetture per i transistor del futuro
Il secondo pilastro della collaborazione riguarda le architetture dei transistor. Man mano che ci si avvicina — e si supera — la soglia del nanometro, i transistor tradizionali a gate-all-around (GAA) dovranno cedere il passo a geometrie ancora più sofisticate. Si parla di transistor complementary FET (CFET), strutture impilate verticalmente che promettono densità e prestazioni superiori.
È un campo in cui la ricerca di IBM ha una tradizione consolidata. Nel 2021, l'azienda aveva annunciato il primo chip dimostrativo a 2 nanometri; nel 2023, risultati sperimentali al di sotto di quella soglia. Ora, con il supporto di Lam Research sulle tecniche di fabbricazione, l'obiettivo è tradurre quei prototipi in processi industrializzabili.
L'innovazione nei microprocessori non è mai stata soltanto una questione di miniaturizzazione. Conta la resa produttiva, il consumo energetico per transistor, la capacità di scalare la produzione senza far esplodere i costi. È proprio su questo equilibrio che si giocherà la competitività dei prossimi nodi tecnologici. Chi è interessato al tema dell'efficienza energetica nei chip può approfondire il caso del Chip AX-E0: Efficienza Energetica Rivoluzionaria Made in Italy, un progetto tutto italiano che si muove nella stessa direzione.
Il ruolo di Albany e le ricadute sulla filiera globale
La scelta del NY Creates Albany NanoTech Complex come sede della collaborazione non è secondaria. Il complesso ospita già linee pilota a 300 mm e strumentazioni EUV di ultima generazione, rendendolo uno dei pochissimi luoghi al mondo dove è possibile testare processi sub-nanometro in condizioni quasi industriali.
Albany funziona come un ecosistema: oltre a IBM, vi operano decine di partner industriali e accademici. È un modello collaborativo che ricorda, per certi versi, quello degli Interuniversity Microelectronics Centre (IMEC) in Belgio — l'altro grande polo mondiale della ricerca pre-competitiva sui semiconduttori.
La collaborazione IBM-Lam Research si inserisce in un contesto più ampio di investimenti massicci nella filiera dei chip. Negli Stati Uniti, il CHIPS and Science Act del 2022 ha stanziato oltre 50 miliardi di dollari per riportare capacità produttiva sul suolo americano. In Europa, il Chips Act europeo punta a obiettivi analoghi. L'annuncio di oggi dimostra che la corsa alla miniaturizzazione non rallenta, anzi: il segmento della ricerca pre-competitiva accelera. Per un quadro sugli investimenti miliardari che stanno ridisegnando il settore tecnologico, vale la pena leggere anche l'Accordo da 2,5 miliardi di dollari per una nuova era dell'Intelligenza Artificiale.
Perché questa collaborazione conta anche per l'Europa e l'Italia
Potrebbe sembrare una notizia lontana, confinata nei laboratori di Albany. Non lo è. La tecnologia dei chip a scala nanometrica è alla base di tutto ciò che oggi definiamo trasformazione digitale: dall'intelligenza artificiale generativa al calcolo quantistico, dalla guida autonoma alle reti 6G.
Per l'Italia, che sta cercando di ritagliarsi un ruolo nella catena del valore dei semiconduttori — con il polo STMicroelectronics a Catania e gli investimenti previsti dal PNRR nella microelettronica — ogni avanzamento nei processi produttivi rappresenta sia un'opportunità sia una sfida. La capacità di formare ricercatori e ingegneri all'altezza di queste tecnologie passa inevitabilmente dalle università e dai centri di ricerca.
La questione resta aperta: l'Europa saprà tenere il passo di una corsa tecnologica che brucia miliardi e richiede competenze sempre più rare? L'accordo tra IBM e Lam Research, almeno, fissa il prossimo traguardo. Raggiungerlo sarà un'altra storia.