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Aperto 7 giorni rimasti Cod. 2026-PROT165660-ALBO3183

Università di Palermo, un contratto di ricerca biennale per valorizzare gli scarti industriali: nel mirino anche il granchio blu

L'ateneo siciliano bandisce una selezione per titoli e colloquio destinata a un ricercatore che svilupperà un framework integrato per trasformare rifiuti in nuovi prodotti. Domande entro il 26 settembre 2026.

Universita' degli Studi di Palermo Sicilia Pubblicato il 16 settembre 2026

Indice

Un bando che guarda all'economia circolare

L'Università degli Studi di Palermo apre le porte a un nuovo ricercatore. L'ateneo siciliano ha pubblicato una procedura selettiva, per titoli e colloquio, finalizzata all'attribuzione di un contratto di ricerca biennale ai sensi dell'articolo 22 della legge 240/2010, la cosiddetta riforma Gelmini che ha ridisegnato l'architettura del reclutamento accademico in Italia.

A coordinare il progetto sarà la professoressa Giada La Scalia, che assume il ruolo di responsabile scientifico. Il tema al centro dell'indagine è quanto mai attuale: la valorizzazione degli scarti industriali attraverso strumenti metodologici avanzati, in una prospettiva che intreccia sostenibilità ambientale, fattibilità economica e intelligenza artificiale.

La scadenza per presentare la propria candidatura è fissata al 26 settembre 2026, con termine ultimo alle ore 21:59.

Dettagli del bando

Ecco in sintesi gli elementi essenziali della procedura:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
  • Codice bando: 2026-PROT165660-ALBO3183
  • Figura ricercata: contratto di ricerca ex art. 22, L. 240/2010
  • Posti disponibili: 1
  • Durata: biennale
  • Tipo di selezione: per titoli e colloquio
  • Sede di svolgimento: Sicilia (Palermo)
  • Responsabile scientifico: prof.ssa Giada La Scalia
  • Data di pubblicazione: 16 settembre 2026
  • Termine di scadenza: 26 settembre 2026, ore 21:59

La finestra temporale è particolarmente stretta: appena dieci giorni per predisporre la documentazione. Un dettaglio non trascurabile, che impone ai potenziali candidati di muoversi con tempestività.

L'oggetto della ricerca: dal granchio blu alle membrane innovative

Il progetto si colloca nel cuore delle politiche europee sull'economia circolare. L'obiettivo dichiarato è la costruzione di un framework metodologico integrato che accompagni tutto il ciclo di sviluppo di nuovi prodotti ottenuti dalla trasformazione di scarti industriali. Dalla selezione della materia prima secondaria fino alla valutazione della fattibilità industriale, ogni passaggio dovrà essere codificato secondo criteri rigorosi.

Stando a quanto emerge dal bando, il framework combinerà diverse metodologie avanzate:

  • Techno-Economic Assessment (TEA) per la valutazione tecnico-economica
  • Life Cycle Assessment (LCA) orientato alla progettazione, per misurare l'impatto ambientale
  • Analisi logistica dei flussi di materiali
  • Metodi di Multi-Criteria Decision Analysis quali AHP, VIKOR e TOPSIS
  • Strumenti di Intelligenza Artificiale a supporto del processo decisionale

La ricerca dovrà definire criteri oggettivi per valutare l'idoneità degli scarti, tenendo conto di variabili complesse: disponibilità sul territorio, variabilità qualitativa, necessità di pretrattamenti, requisiti progettuali dei prodotti finali e aspetti logistici legati alla movimentazione.

Il caso studio: il granchio blu

Particolarmente significativo il banco di prova scelto per la validazione del modello. La sperimentazione riguarderà lo sviluppo di membrane ottenute dagli scarti del granchio blu, la specie aliena che negli ultimi anni ha invaso i mari italiani mettendo in crisi interi comparti della pesca. Un'emergenza ambientale trasformata in opportunità industriale.

Le attività sperimentali si svolgeranno nei mesi di settembre e ottobre 2026, grazie alla collaborazione con il progetto Alien2Clean (Eurostart 26), il cui responsabile scientifico è il professor Emmanuel Fortunato Gulino. Un dato che testimonia l'inserimento del contratto in una rete più ampia di iniziative di ricerca applicata.

Requisiti richiesti

Trattandosi di un contratto di ricerca disciplinato dall'articolo 22 della legge 240/2010, i requisiti generali sono quelli previsti dalla normativa vigente. Il profilo ideale, deducibile dall'oggetto dell'attività, dovrebbe possedere competenze in:

  • Ingegneria gestionale, industriale o ambientale
  • Conoscenza approfondita degli strumenti di LCA e TEA
  • Esperienza con metodi decisionali multicriterio (AHP, VIKOR, TOPSIS)
  • Familiarità con applicazioni di Intelligenza Artificiale nei processi decisionali
  • Competenze in economia circolare e valorizzazione di sottoprodotti industriali
  • Buona padronanza della lingua inglese, indispensabile in ambito scientifico

È verosimile che il possesso del dottorato di ricerca in ambito coerente rappresenti un titolo preferenziale, come tipicamente avviene per questa tipologia contrattuale. Per il dettaglio puntuale dei requisiti è tuttavia indispensabile consultare il testo integrale del bando.

Come candidarsi

La presentazione della domanda avviene esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Integrata Concorsi Atenei) del Cineca, ormai standard di riferimento per la quasi totalità delle procedure concorsuali universitarie in Italia.

Il link ufficiale per accedere alla procedura è il seguente: https://pica.cineca.it/unipa/2026-cdr-09/

I candidati dovranno tipicamente predisporre:

  • Curriculum vitae in formato europeo, dettagliato e firmato
  • Elenco delle pubblicazioni scientifiche
  • Copia dei titoli valutabili
  • Documento d'identità in corso di validità
  • Copia del titolo di dottorato (se posseduto)
  • Eventuale progetto di ricerca, se richiesto dal bando

Si consiglia di procedere con congruo anticipo rispetto alla scadenza delle ore 21:59 del 26 settembre 2026: la piattaforma PICA, nei momenti di picco, può rallentare, e un intoppo tecnico dell'ultimo minuto rischia di compromettere la candidatura.

Il contesto: contratti di ricerca dopo la riforma

Il contratto messo a bando dall'ateneo palermitano rientra nella cornice ridisegnata dalle recenti modifiche alla legge 240/2010. L'articolo 22, in particolare, disciplina i contratti di ricerca che hanno progressivamente sostituito i vecchi assegni di ricerca, garantendo maggiori tutele in termini contributivi e previdenziali ai ricercatori non strutturati.

Si tratta di uno strumento pensato per finanziare attività di ricerca di durata definita, spesso legate a specifici progetti finanziati. La durata biennale di questo contratto rappresenta un orizzonte ragionevole per condurre un progetto complesso come quello descritto, che richiede sia una fase di elaborazione metodologica sia una fase sperimentale sul campo.

La questione dei percorsi di carriera nel mondo accademico italiano resta aperta e dibattuta, ma iniziative come quella dell'Università di Palermo confermano il ruolo strategico che gli atenei del Mezzogiorno stanno assumendo nella ricerca applicata su temi ambientali di frontiera.

FAQ

Chi può partecipare al bando dell'Università di Palermo?

Possono partecipare candidati in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 22 della legge 240/2010 per i contratti di ricerca. Sebbene il testo del bando debba essere consultato per il dettaglio esatto, generalmente è richiesto un curriculum scientifico coerente con le tematiche del progetto: ingegneria gestionale, industriale, ambientale, con competenze in LCA, TEA, metodi decisionali multicriterio ed economia circolare. Il dottorato di ricerca costituisce di norma un titolo fortemente qualificante.

Qual è la scadenza per presentare la domanda?

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 26 settembre 2026 alle ore 21:59. La procedura di partecipazione si svolge esclusivamente online attraverso la piattaforma PICA del Cineca, all'indirizzo https://pica.cineca.it/unipa/2026-cdr-09/. Considerata la brevità della finestra temporale (circa dieci giorni dalla pubblicazione), è opportuno attivarsi immediatamente.

In cosa consiste concretamente l'attività di ricerca?

Il vincitore sarà chiamato a sviluppare un framework metodologico integrato per la valorizzazione degli scarti industriali. La ricerca combinerà analisi tecnico-economica (TEA), valutazione del ciclo di vita (LCA), analisi logistica, metodi decisionali multicriterio (AHP, VIKOR, TOPSIS) e strumenti di Intelligenza Artificiale. La validazione avverrà attraverso lo sviluppo di membrane ricavate dagli scarti del granchio blu, con sperimentazioni previste per settembre-ottobre 2026.

Qual è la durata del contratto e dove si svolgerà l'attività?

Il contratto ha durata biennale e l'attività si svolgerà presso l'Università degli Studi di Palermo, in Sicilia. La responsabile scientifica è la professoressa Giada La Scalia. È prevista inoltre una collaborazione operativa con il progetto Alien2Clean (Eurostart 26), coordinato dal professor Emmanuel Fortunato Gulino.

Come si svolge la selezione?

La procedura è di tipo titoli e colloquio. Significa che una commissione giudicatrice valuterà in prima battuta i titoli accademici, scientifici e professionali presentati dai candidati (pubblicazioni, esperienze di ricerca, dottorato, eventuali brevetti). I candidati ritenuti idonei sulla base della valutazione dei titoli saranno quindi convocati per un colloquio orale, nel corso del quale verranno approfondite competenze specifiche e attitudini rispetto al progetto di ricerca.